La nostra torre di Babele

Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. 2 Emigrando dall’oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. 3 Si dissero l’un l’altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. 4 Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». 5 Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. 6 Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. 7 Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro». 8 Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. 9 Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.

Alla Santa Messa di sabato sera c’era questa lettura. Chi non la conosce? La Torre di Babele è stata una delle prime storie della Bibbia che ho imparato. Ero ancora un bambino di pochi anni. Eppure, quella che sembra una storiella per bambini, racchiude un significato così profondo e nascosto, che solo ora inizio a capire qualcosa. Dice molto anche al mio matrimonio e alla mia relazione. Attraverso questo racconto Dio ci vuole insegnare che non possiamo conquistarci il cielo. Non possiamo raggiungere Dio con le nostre forze. L’amore non è qualcosa che possiamo costruire con i mattoni che ci facciamo da soli. L’amore è un dono che viene da Dio e che noi possiamo solo accogliere. Perchè dico questo? Perchè spesso nel nostro matrimonio ci costruiamo la nostra torre di Babele. Ciò che ci spinge verso l’alto è l’amore più umano, l’amore erotico. Dove per amore erotico intendo tutte le manifestazioni sensibili dell’amore. Sensazioni, emozioni, passione e innamoramento. Spesso siamo convinti che basti questo amore per raggiungere il cielo e sperimentare la pienezza. Non basta! Arrivano momenti difficili, o anche semplicemente periodi di aridità dove i mattoni della passione e del desiderio si dissolvono come sabbia al vento. L’amore ascendente, l’eros, non basta. L’amore dell’uomo che cerca di arrivare a Dio non basta. Serve l’amore discendente. Serve l’agape. Non è l’uomo che è salito al cielo, ma è Dio che è sceso sulla terra, nell’incarnazione di Cristo. Ed è così che quella croce di Cristo diventa forza ed esempio di ogni amore. Ed è così che l’uomo per incontrare e sperimentare davvero l’amore non deve elevarsi, ma al contrario inginocchiarsi e in quell’abbandono tenace e fiducioso trovare la forza per non disperdere la relazione, per non uccidere il matrimonio. L’eros senza agape è solo un fuoco di paglia. Chi basa tutto sull’eros, sulle sensazioni e le emozioni è destinato a finire come i costruttori della torre, è destinato al fallimento. E’ destinato alla divisione e all’incomprensione.

Antonio e Luisa

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