Non ne abbiamo più neanche una goccia!

Ieri Luisa mi ha dettato, come sempre accade, la lista della spesa. Di solito tra noi funziona così. Le telefono, le chiedo cosa manca e poi quando esco dal lavoro mi fermo al supermercato. Come al solito, però, accade un’altra cosa: mi perdo la lista o la dimentico chissà dove, così mi devo arrangiare cercando di ricordare a spanne quello che mi ha dettato. Di conseguenza, non avendo neanche un gran memoria, dimentico sempre di comprare qualcosa. Nulla di grave, lei lo sa e non se la prende neanche più. E’ la nostra famiglia che è così, un po’ approssimativa in tante cose. Tanto che mia suocera continua a ribadire che siamo due spostati (un po’ matti) che si sono trovati e sposati. A me va bene così, non potrei convivere con una maniaca dell’ordine e della perfezione. Io che, quando abitavo da solo, avevo bucce di banana negli armadi (non sto scherzando, è capitato). Sto divagando. Dunque torno a casa e mi accorgo di essermi dimenticato il latte. Il commento di Luisa è stato: Non ne abbiamo più neanche una goccia. Lo ha detto in modo rassegnato, non irritato. Come a dire: lo so che sei così, ma ti amo e prendo anche questo di te. Lì per lì ho fatto spallucce e ho pensato: potranno bere il tè per una volta. Poi però mi sono sentito un po’ in difetto. Non ero stato capace di amarla fino in fondo. Se il latte fosse stato per me non me ne sarei scordato. Così stamattina mi sono alzato di buon ora e, dopo aver portato fuori il cane, sono andato nella vicina panetteria e ho comprato un litro di latte. Non ci crederete, mi sono sentito bene. Ho lasciato il latte sul tavolo e sono corso al lavoro. Luisa dormiva ancora. Sapere che anche quella mattina Luisa avrebbe trovato il latte sul tavolo e avrebbe potuto fare la sua colazione nel modo che piace a lei mi ha reso felice. Credo che il succo dell’amore matrimoniale sia tutto qui. Una piccola cosa, un gesto normale in una vita fatta di tanti gesti normali. Una vita ordinaria. Gesti che hanno, però, un profumo e un sapore che riempiono il cuore. Perché tra gli sposi accade qualcosa di veramente grande. Luisa prende dimora nel mio cuore e io nel suo. Quindi fare felice lei nelle piccole cose è nutrimento per il mio cuore. Il matrimonio è una grande scuola per imparare ad amare. Farsi prossimi spesso rimane una bella parola, ma nel matrimonio acquista un senso che dà sapore a tutta la vita. La vita matrimoniale è meravigliosa perché non servono grandi momenti per sentirsi vivi, ma ogni momento può essere un piccolo tassello per rendere bella e non sprecata una vita intera.

Antonio e Luisa

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