Il nostro matrimonio è lavato nella piscina di Siloe

Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Và a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)». Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano: «Non è egli quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?».

Il Vangelo di questa domenica è molto lungo e pieno di significato, immagini e spunti. Come al solito Giovanni è quello più carico di significati che vanno oltre la semplice lettura di un avvenimento. Per questo mi limito a commentare poche righe. Il cieco sono io. Il cieco sei tu. Ero cieco prima di incontrare Gesù nella mia vita. Lo ero nonostante una religiosità basata su quanto ho imparato in famiglia e nel catechismo. Una religiosità fatta di riti e di nozioni che non capivo e che non accoglievo di conseguenza. Invece poi è arrivato Gesù nella mia vita. L’ho incontrato proprio quando chiedevo le elemosina, quando la mia cecità non mi permetteva di vedere il senso della mia vita. Ecco proprio la mia miseria mi ha permesso di riconoscerlo. E lui fa qualcosa di grande. I Padri della Chiesa leggono nel gesto di Gesù di sputare a terra, di fare del fango e di spalmarlo sugli occhi del cieco, leggono una nuova creazione. Gesù che è Dio e ci ha creato una prima volta completa l’opera. Non perchè prima avesse fatto qualcosa di imperfetto, ma perchè per portarci alla pienezza della nostra umanità serve il nostro abbandono a Lui. Sant’Agostino poi legge nell’immersione nella piscina di Siloe il battesimo. Quel sacramento che ci dona la fede e ci permette di vedere ciò che prima non potevamo vedere, l’amore di Gesù per noi. Ecco credo che il matrimonio segua questa dinamica. Almeno per me è stato così. Il mio sì a Luisa, seguito da tanti sì alla proposta della Chiesa su come vivere il mio matrimonio, è stato come quel fango che Gesù ha spalmato. Avevo tanti dubbi ma ho detto sempre sì e non sono mai stato deluso. Ho detto sì all’apertura alla vita, ho detto sì ai metodi naturali rifiutando la contraccezione, ho detto sì alla fedeltà e al donarmi come meglio ho potuto alla mia sposa e pian piano ho cominciato a vedere meglio. Ho visto la bellezza di una relazione piena e la luce mi ha illuminato. Ora non tornerei indietro. Non perchè io sia santo ma perchè ho visto la ricchezza che il matrimonio può dare se io e la mia sposa decidiamo di viverlo in un determinato modo, facendo spazio a Gesù. Tutto diventa meraviglia e tutto acquista un senso. Anche la fatica diventa poca cosa in confronto a quanto ottengo in cambio.

Antonio e Luisa

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