Piccolo resto.. Non avere paura!

«Aumenta la nostra fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe.

In tempi di CORONAVIRUS mi piace partire da questa parola. La modalità con cui Dio opera nelle vite e nel mondo parte sempre da piccole cose. Questa parola, ad esempio, fa riferimento ad un minuscolo granellino di senapa capace addirittura di sradicare un gelso dalle proprie radici terrene e trapiantarlo nei fondali del mare.

Questo granellino potrebbe essere la nostra fede, semmai credessimo e ci sforzassimo di tendere a ciò. Del resto il Signore non ci sta chiedendo di avere fede come la montagna dell’Everest ma esattamente il contrario, Lui parte sempre dal piccolo, Lui non ci chiede mai ciò che non potremmo dare, Lui vorrebbe solo un piccolo granellino di senapa.

E noi fatichiamo a darglielo perché spesso non sappiamo neppure dove trovarlo. Se anche lo trovassimo forse non sapremmo riconoscerlo. Come questo minuscolo virus che nessuno ancora sa da dove sia partito, come sia partito e soprattutto…..perché è partito? Non bastava tutto ciò di “male” che già abbiamo?

Diverso tempo fa ho ascoltato una persona che, ad un certo punto della sua veneranda età, è stata colpita da una malattia. Avendo avuto la “disgrazia” di incappare nella sottoscritta ho offerto a lei l’unica arma che conosco per sconfiggere il male: GESÙ CRISTO! Questa persona non ha mai voluto fare esperienza di Dio nella sua esistenza, anzi lo ha sempre contrastato, sebbene non lo conosca, come colui da cui prendere le debite distanze. Solo che l’essere umano, nel momento in cui sta per affogare, si rivolgerebbe a chiunque purché possa trovar il minimo respiro e così, in extremis, non avendo risposta alcuna da altri “oracoli” già consultati, mi chiese aiuto sfogando la sua disperazione.

Le dissi ovviamente che avremmo potuto fare tante cose a patto di cominciare una relazione personale col nostro più grande AMICO che non aspettava altro di poter intessere questa “amicizia” e proposi, intanto, una profonda confessione e una preghiera di guarigione sulla malattia in questione. Questo sarebbe stato soltanto l’inizio di un rapporto amicale, così come quando due persone qualsivoglia desiderano conoscersi. Poi doveva iniziare tutto ciò che comporta l’affidarsi.

Chi mi ha già sentito parlare sa, che dico sempre, che Gesù Cristo, appunto come un amico, più lo frequenti e più lo conosci e più lo conosci e più potrà entrare nel tuo cuore e operare in te ciò che di più profondo possa realizzarsi, soprattutto la cosa più importante: LA TUA SALVEZZA, PER SEMPRE!

Dopo la preghiera di guarigione occorreva tutto il resto e soprattutto entrare in amicizia con Gesù, nutrirsi di LUI e confidare che, facendo sempre la sua volontà, potesse comunque iniziare una relazione d’aiuto. Una qualsivoglia preghiera di guarigione e poi niente più è come un atto magico qualunque. Dio non può salvarti senza di te, ci insegna il grande S.AGOSTINO!

Ma la bellezza di Dio è la libertà con cui ci tratta e mai ci obbligherebbe a seguirlo per forza. Così, dopo un po’ di tempo, quando la malattia non è passata, quella persona se l’è presa di più con il Padre Eterno, inquietandosi di non essere stato ancora guarito…. Eppure ciò che ci viene chiesto è semplicemente un granellino di senapa.

Ecco cosa può fare un minuscolissimo prodotto della natura che Dio ha fatto per noi ma spesso ne rimaniamo insensibili e vorremmo che tutto fosse affidato ad altri e basta. Un minuscolo virus è stato capace di annientarci in tutti i sensi, ma un minuscolo granellino di senape avrebbe il potere di agire ed ascoltare ogni singola richiesta e potrebbe regalarci la cosa più importante: LA FEDE!

In nome della paura obbediamo ai comandi, anche per evitare le relative contravvenzioni, ma in nome della fiducia non siamo interessati a seguire l’Uomo di Galilea. Se Dio chiedesse a ciascuno di noi di abbandonare il rapporto con il peccato per liberare tutto il mondo lo faremmo? Eppure in tempo di coronavirus è aumentato, ad esempio l’uso degli strumenti pornografici, i siti, gli adulteri, lo spaccio di sostanze stupefacenti….lo stiamo sentendo da tutti i telegiornali. Tra l’altro i Tg trasmettono ciò che vogliono….pensate a quante altre cose nascoste nelle tenebre che non abbiamo saputo.

Vorrebbero persino cambiare il progetto originario voluto dal CREATORE perché, in realtà, l’odio è per LUI. Ciò che disturba è esattamente il progetto generativo della VITA. Se Dio ha voluto sin dall’inizio che due differentissime persone, l’uomo e la donna, diventassero una sola carne e per suo dono fossero capaci di generare vite su vite….chi sei tu creatura che vuoi tanto tenacemente opporti a questo meraviglioso progetto? Da chi sei ingannato per contrastare l’AMORE ONNIPOTENTE? Perché vuoi sostituire tutto con il tuo “laboratorio”?

Tutti hanno (giustamente) paura di morire di Covid-19. Non tutti però si indignano di tutto l’altro male di cui l’uomo si sta facendo portatore.

Tutti indossano mascherine, spesso anche quando non dovrebbero. Non tutti indossano le armi della fede per convertire il proprio cuore.

Tutti mangiano ( o quasi). Pochi digiunano (per offerta di salvezza).

Tutti rispondono in modo ideologico Pochi danno la loro vita per il bene dell’umanità.

Tutti… Pochi….

E rimarrà quel piccolo resto che, trovando un minuscolo granellino di senapa, lo agguanterà, lo guarderà e urlerà al gelso del peccato del mondo «Spostatiiiii»!

Aumenta la nostra fede Signore Gesù e liberaci dal peccato che ci opprime, ci annienta, opacizza le coscienze e si ripercuote sui più deboli!

Piccolo resto non avere paura, Dio è con te e ti offre il suo prezioso GRANELLINO DI SENAPA!

Cristina.

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L’amore da seme diventa albero.

In quel tempo, Gesù diceva alla folla: «Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra;
dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa.
Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga.
Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo?
Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti semi che sono sulla terra;
ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra».
Con molte parabole di questo genere annunziava loro la parola secondo quello che potevano intendere.
Senza parabole non parlava loro; ma in privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa.

Il regno di Dio è l’amore. Dove c’è amore autentico lì regna Dio. Noi siamo quel seme. Siamo creati ad immagine di Dio. L’amore ci costituisce. Amare è ciò che desideriamo e che dona senso ad ogni cosa, alla nostra vita. Il matrimonio è quella terra fertile che accoglie ciò che siamo e ci permette di crescere e diventare grandi.

Anche noi, quando ci siamo sposati, sentivamo di essere piccoli, come un seme di senape. Quella promessa mi sembrava invece così difficile e troppo esigente. Desideravo un amore così bello come quello sposale che fosse per sempre e senza condizioni. Non credevo, però,  di esserne capace. Era troppo per me. Ero un piccolo seme di senape, uno dei semi più piccoli. Mi sentivo piccolo, inadeguato, impreparato per promettere davanti al Signore un amore così radicale e grande. Sapevo benissimo però, che non ero solo, che la mia piccolezza, fragilità, limitatezza erano nelle mani di Dio. Solo quello mi ha dato forza. Sapevo che, affidandomi a Lui e non scoraggiandomi, Lui mi avrebbe reso capace e adeguato. Ed ecco che ho visto il mio amore, la  capacità di donarmi alla mia sposa e di accoglierla in me, diventare qualcosa di sempre più bello e vivo. Ho visto il mio amore crescere e diventare forte e saldo come l’albero di senape. Senza spiegarmi come fosse possibile tanta bellezza. Ogni tanto mi sorprendo e resto senza parole. Io, così fragile e pieno di difetti e peccati, sono stato capace fino ad ora di formare una famiglia dove ci si vuole bene e i bambini sono sereni? Si, e per me,come questo sia possibile,  resta un mistero. Non è merito mio. C’è la mano di quel Dio che ha preso molto seriamente la nostra promessa è l’ha resa sua. Ci ha chiesto solo di dare quel poco che avevamo da offrire, di fidarci di lui e di non mollare mai nelle difficoltà. Il resto lo ha fatto lui. Sono sicuro che se  mai dovessi montare in superbia e credessi di poter fare a meno di Lui e della sua Grazia, credessi di essere io quello bravo e che mi basto, so già che cadrei pesantemente e dolorosamente. Detto tra noi è già capitato. Siamo come l’albero di senape, forte e rigoglioso, ma abbiamo bisogno del nutrimento per non seccare. Quel nutrimento è la Grazia di Dio. Non dimentichiamolo mai.

Antonio e Luisa