Chiara ha davvero sconfitto il tempo con l’amore.

E l’amore guardò il tempo e rise,
perché sapeva di non averne bisogno.
Finse di morire per un giorno,
e di rifiorire alla sera,
senza leggi da rispettare.
Si addormentò in un angolo di cuore
per un tempo che non esisteva.
Fuggì senza allontanarsi,
ritornò senza essere partito,
il tempo moriva e lui restava.

(Luigi Pirandello)

La nostra società occidentale si sta lentamente (sempre meno lentamente) allontanando da Dio. Chi si allontana da Dio non si allontana da un concetto astratto. Si allontana da una relazione reale, si allontana dall’amore. E’ strano perchè l’amore sembra al contrario trovare un posto di rilievo nel nostro mondo. Tutti ne parlano, ma non è l’amore vero. La nostra società chiama amore quello che è solo una pulsione che ci porta a soddisfare le nostre voglie e ad usare chiunque possa essere utile a questo fine. Naturalmente gettando via chi non serve. La cultura dello scarto che Papa Francesco ha più volte condannato non si limita ai grandi temi etici ma è bellamente presente nella nostra vita di tutti i giorni. E’ presente nelle nostre relazioni sempre meno stabili e sempre più fluide. Una ricerca della felicità che è solo un’illusione, perchè la felicità è invece proprio nascosta nelle relazioni stabili, fedeli, dove ci si sacrifica l’uno per l’altra. Perchè proprio oggi questa riflessione un po’ malinconica? Perchè il tempo di Natale deve servire a darci la scossa. Domani è l’Epifania. Domani il Dio bambino si rivela al mondo. L’Epifania deve risvegliare in noi il desiderio di un amore diverso, di una vita diversa, di un matrimonio diverso. Il Natale ha portato Dio nel mondo. Ma se si ferma lì non serve a molto. Il Natale deve essere capace di farci fare il viaggio inverso, portare il mondo a Dio, portare il nostro mondo a Dio. Per questo si ricorda ogni anno. Noi abbiamo bisogno di farne memoria. Altrimenti il tempo che abbiamo su questa terra è davvero un tempo spietato e maledetto. Ogni anno che passa ci ricorda che il nostro tempo su questa terra è sempre di meno. E’ terribile una vita fatta di tempo che passa, di tempo che inesorabile scorre e ti condanna ad una morte sempre più vicina e prossima.

Il tempo è tremendo. Sant’Agostino diceva : Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell’anima. Il passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto deve ancora essere, e il presente è solo un istante inesistente di separazione tra passato e futuro. Noi viviamo solo il presente, perchè il passato ormai è andato e il futuro non esiste, è solo qualcosa nella nostra testa, ma che ancora si deve concretizzare. Il presente non è che un attimo ed è già volato via, diventato passato. Quante volte ci è capitato di vivere una bel momento, di amore e di gioia, che però passa subito, ci sfugge dalle mani, lasciando magari il ricordo, ma nulla più. Pensiamo anche al matrimonio, può durare 20, 30, 40, 50, forse sessant’anni, ma poi finisce tutto, noi moriamo e della nostra unione non resta che la polvere dei nostri corpi e qualche fotografia. Eventualmente restano i nostri figli, se li abbiamo generati, ma anche loro destinati a divenire polvere nel giro di qualche decennio. Se non si trova qualcosa che supera tutto questo, siamo destinati a diventare cinici, a vivere alla giornata, a cercare distrazioni. Orazio scrive: cogli il giorno, fidandoti il meno possibile del domani. Per chi non riconosce Gesù è ancora così. Gesù in quel Natale di circa 2000 anni fa è sceso sulla Terra per dare nuovo valore e significato al tempo. In Lui il tempo diviene qualcosa che si rispecchia nell’eterno. In Lui il tempo che passa assume il valore di un percorso per giungere a una vita ancora più piena, e non un semplice camminare verso il baratro del nulla. Ed è così che Gesù diventa il salvatore delle nostre vite, perchè salva il nostro tempo e lo riempie di eternità. Così anche il nostro matrimonio è destinato a finire su questa terra, ma la relazione tra me la mia sposa non finirà mai, neanche nell’eternità. Non sarà certamente come ora, ma il nostro amore non sarà cancellato. Mi fido della creatività di Dio. Ed ecco che i miei figli non sono nati per morire, ma per vivere per sempre. Solo così non dovremo accontentarci delle briciole, dei piaceri immediati che evaporano subito, ma la nostra vita può essere una continua preparazione ad un abbraccio eterno. L’abbraccio con Dio Padre che ci ha pensato e desiderato fin dall’inizio dei tempi. L’abbraccio con Dio Figlio che si è fatto come noi per salvarci. L’abbraccio con Dio Spirito Santo, che ha abitato il nostro matrimonio sacramento e che potremo gustare in pienezza e per sempre.

Potreste pensare che le parole che ho scritto siano solo le speranze e le illusioni di una persona spaventata dalla morte e dal nulla. Si è vero la morte mi fa paura, ma vi faccio rispondere da chi ha affrontato la morte. La Serva di Dio Chiara Corbella sapeva di avere pochi giorni di vita. Per lei la clessidra del tempo era ormai agli sgoccioli. Il marito Enrico in un’intervista raccontò: ho chiesto a Chiara: hai paura di morire?” “No”, mi ha risposto: “Ho paura del dolore, di vomitare, e di andare in Purgatorio”. Era concreta e cosciente dei suoi peccati e della sua pochezza. Chiara non era un’eroina, una superdonna. Aveva paura del dolore fisico e di andare in purgatorio, di essere separata (seppur temporaneamente) da Dio. Non aveva però paura di morire. Allora la poesia di Pirandello acquista davvero significato e diventa autentica vita vissuta. Chiara ha davvero sconfitto il tempo con l’amore

Antonio e Luisa

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