“Vi gettava due monetine…”

Il Vangelo di lunedì 27, quello sulla vedova che getta tutto ciò che aveva nel tesoro del tempio, mi ha fatto riflettere molto su come gestisco il mio tempo. Don Luigi ci faceva riflettere sul fatto che molto spesso noi doniamo il superfluo travestendolo da carità, diamo via vestiti che non usiamo più o scarpe troppo strette. Io, invece, ho pensato a come impiego il mio tempo…lo dono o me lo tengo per sopravvivere? Quando i miei figli mi chiedono qualcosa, molto spesso, e lo ammetto con dolore, la mia risposta è “si, aspetta” o “si, lo facciamo un giorno”. Io quegli spiccioli che mi permettono di “conservarmi” me li tengo stretti, non li dono. Questo per dire che, soprattutto in casa, tendo a risparmiare il mio tempo per me, mettendo quello che voglio fare io al primo posto. Un piccolo esempio per farvi capire è stato quando mia moglie mi ha chiesto di accompagnare mio figlio con la febbre a letto, me lo ha chiesto mentre stavo infilando il giubbotto per uscire a prendere la legna. Anche in quel momento stavo per rispondere “si, arrivo, un attimo”, ma mentre lo dicevo mi sono bloccato, ho tolto il giubbotto e ho fatto quello che mi era stato chiesto, posticipando quello che volevo fare. Può sembrare una ben poca cosa, perché chiunque avrebbe accompagnato il proprio figlio senza pensarci, ma per me è stata una piccola vittoria sul mio egoismo e sul mio modo di fare le cose. Credo che a volte con i figli ci è chiesto anche di sprecare il tempo, giocare con loro piuttosto che cambiare una lampadina che aspetta lì da giorni…

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