La ricetta dell’amore. Seconda parte.

Proseguiamo con gli ingredienti necessari a mantenere la relazione bella, il desiderio vivo e il matrimonio meraviglioso (clicca qui per leggere il primo articolo).

Corte continua, cura, attenzione.

La corte continua è fatica. Ci tocca far fatica, soprattutto a noi maschietti. Significa mettere l’altro/a al centro di una vita d’amore. Significa saper mettere l’amplesso come naturale conseguenza di una vita vissuta in preparazione di quel gesto culminante. C’è un vizio tipico dell’uomo: quello di essere per certi versi bipolare. Distaccato e incurante per ore se non giorni. Preso dalle sue cose, dal suo lavoro e dai suoi interessi. Salvo diventare d’un tratto la persona più amorevole e tenera del mondo. Solitamente questo cambiamento avviene quando l’uomo ha in testa di avere un rapporto intimo con la propria sposa. Capite bene come questa modalità non sia la più corretta per approcciarsi all’amata. Lei non è cretina. Avverte tutta quella tenerezza come finta e finalizzata ad ottenere qualcosa. Un atteggiamento, quello dell’uomo, che non solo non è apprezzato dalla sposa, ma spesso è avvertito come irritante. La cura verso la propria sposa deve essere continua. Deve diventare uno stile di vita. Solo così può risultare autentica ed essere apprezzata. Solo così può provocare nella donna il desiderio di unirsi al proprio sposo. Dobbiamo corteggiare la nostra sposa! Sempre! Don Carlo Rocchetta spiega questa dinamica molto bene. Don Carlo Rocchetta dice, con molta saggezza e conoscenza della nostra umanità, che uomo e donna sono sfasati. L’uomo ha bisogno dell’incontro sessuale per trovare il desiderio di essere attento e amorevole verso la propria sposa, mentre la sposa, al contrario, ha bisogno di tenerezza e attenzione prima per avere il desiderio dell’incontro sessuale con il marito. Secondo don Carlo, difficile è iniziare, poi, si trasforma tutto in un circolo dell’amore, dove l’incontro sessuale diventa punto di partenza per l’uomo, che i giorni seguenti colmerà di attenzioni la propria sposa, e punto di arrivo per la donna che, essendo stata amata dal marito, si sentirà predisposta all’amplesso.

TENEREZZA

Dialogo intimo

Uno dei pregi migliori di Luisa è la trasparenza. Non ha mai avuto timore di dirmi tutto. Ha sempre condiviso tutto con me. Mi ha fatto notare anche i miei errori con lei. Spesso comportamenti o atteggiamenti per me innocui. A lei, però, davano fastidio e per questo ho cercato di evitarli. Perché, alla fine, non conta ciò che penso io, ma ciò che prova lei. Perchè, se poi la donna si apre nel dialogo, noi non abbiamo più scuse. Dobbiamo darci da fare per accontentarla. Questo è l’amore. Questa è la bellezza di una relazione profonda come quella sponsale. Il dialogo è importantissimo. Spesso tanti problemi e motivi di divisione e rigidità tra gli sposi potrebbero essere disinnescati senza troppa fatica.

Con il prossimo articolo finirò la riflessione con gli ultimi due ingredienti

Antonio e Luisa

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La ricetta dell’amore (anche fisico). Prima parte

C’è un pensiero dominante che pervade la mentalità comune. Un pensiero che si manifesta nei discorsi con gli amici, in televisione, dai commenti di alcuni “esperti”. Insomma in ogni ambito. Il sesso è qualcosa di cui ci si stufa. Qualcosa che va rinnovato per non scadere nella noia. Soprattutto quando è vissuto con la stessa persona. Sempre con la stessa moglie (o marito), anno dopo anno, diventa qualcosa di abitudinario, qualcosa di sempre meno piacevole e desiderato. Allora si sprecano i consigli. Spesso consigli folli e senza nessun fondamento specifico. C’è chi consiglia di rendere l’amore piccante con determinate mise che dovrebbero riaccendere il desiderio. Altri che consigliano di sperimentare nuove posizioni, nuove modalità, nuovi oggetti di piacere. Questo consiglio può tamponare per qualche tempo, ma poi il problema si ripropone più forte di prima. Altri consigliano il tradimento (idioti loro e chi gli dà retta) per riaccendere la passione anche con il proprio partner. Tradire per ritrovarsi: che scemenza, eppure è un’idea molto considerata. Ognuno ha la sua ricetta. Anche la Chiesa ha la sua ricetta. Una ricetta vecchia, ma ormai sconosciuta ai più. Una ricetta che, se applicata da entrambi, non delude. Posso assicurarlo.

La ricetta è molto semplice:

Gli ingredienti sono: fedeltà, purezza, amabilità, corte continua, tenerezza. Il tutto mischiato e amalgamato con una dose abbondante di dialogo intimo e di cura e attenzione reciproca. Il tutto va preparato a fuoco lento e al momento giusto.

Fedeltà

Un solo uomo e una sola donna. Io ho vissuto l’intimità solo con la mia sposa e lei solo con me. Questa è una grande grazia. Questo ci ha permesso di non avere paragone se non l’altro. Nessun paragone se non quanto già vissuto l’uno con l’altra. Con nessun altro. Quando penso al rapporto fisico non ho in mente che un volto: quello della mia sposa. Mi rendo conto che per tanti non è così. Non preoccupatevi. Questo non è un ingrediente indispensabile. Almeno per quanto riguarda il passato. Si può recuperare con una relazione presente vissuta nella fedeltà autentica. Mantenere lo sguardo solo sulla persona che abbiamo sposato.

Purezza

Non basta tenere fisso lo sguardo su di lei. E’ importante mantenere uno sguardo puro. Questo riguarda soprattutto gli uomini. Dobbiamo purificarci da tutta la pornografia che abbiamo in testa. In gioventù, e ahimè anche nell’età matura, tanti uomini si trastullano e perdono tempo dietro ai contenuti per adulti. La pornografia ha un giro d’affari superiore ad Amazon. L’Italia è uno dei paesi più coinvolti. Capite bene come questa piaga inquini in modo decisivo le relazioni affettive della coppia. Non parlo solo della pornografia propriamente detta. C’è pornografia ovunque. Aprite la pagina web della Gazzetta dello sport. Troverete sicuramente un link ad una galleria con il servizio fotografico su una ragazza bellissima, prorompente e mezza nuda. La pornografia conduce l’uomo ad “educarsi” ad un tipo di bellezza inarrivabile. Inarrivabile soprattutto per la sua sposa. La sposa comincerà a non piacergli più. Nutrirci quotidianamente di immagini così, conduce inesorabilmente a non essere più capaci di vedere nostra moglie come quella persona incantevole di cui ci siamo innamorati, ma come un corpo che non può competere con quelli di cui ci riempiamo gli occhi e la testa. Nostra moglie diventa qualcuno di cui ci accontentiamo, che non ci piace più e tutto diventa finto, brutto e senza desiderio. Imparare a stare lontano da certe cose, significa riscoprire la bellezza della propria sposa. Tornerà ad essere incantevole, perché è molto più di un corpo, e il suo corpo irradia tutta la sua dolcezza, accoglienza, femminilità, qualità che ci hanno fatto innamorare e che continuano a farlo ogni nuovo giorno che Dio ci dona.

Amabilità

L’amabilità non è meno importante degli altri ingredienti. E’ il modo in cui ci disponiamo ad accogliere la persona amata. Una persona è amabile quando è bello stare vicino a lei. Una persona è amabile quando è facile amarla. La bellezza che sprigiona come persona è tale che rende bello stare con lei. Questa bellezza, che siamo chiamati a manifestare ed esprimere l’uno nei confronti dell’altra, sicuramente passa anche dai gesti teneri come abbracci, carezze e quant’altro, ma non basta. Dobbiamo chiederci anche quanto siamo accoglienti verso l’altro/a. Quanto accogliamo positivamente le manifestazioni d’amore dell’altro/a? Quanto percepiamo che l’altro/a ha stima di noi?

Devo impegnarmi a coltivare la mia bellezza interiore ed esteriore per il mio sposo (sposa). Devo impegnarmi a coltivare la mia persona, il modo di agire, di rapportarmi, di parlare, di affrontare la vita, in modo che io divento sempre più bella/o per lui o per lei.

I prossimi ingredienti con l’articolo di domani.

Antonio e Luisa