Lascia che i morti seppelliscano i loro morti!

A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre».
Gesù replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va e annunzia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa».
Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Oggi ho deciso di soffermarmi sull’ultima parte del Vangelo che la liturgia ci propone questa domenica. Siamo tornati nel tempo ordinario. Nella vita di tutti i giorni. Il tempo ordinario è il tempo del matrimonio dove lo straordinario è nelle piccole cose. Gesù dice qualcosa di stonato. Almeno all’apparenza. Perché non permette al primo discepolo di tornare a seppellire suo padre e all’altro di congedarsi dai familiari. Qui ci sono diverse possibili interpretazioni. Io ne ho sentita forte una. Mi richiama alla mia vita e alla mia relazione con Luisa. C’è un forte simbolismo. Il padre indica la famiglia d’origine. Ci ricorda che noi abbiamo una storia che ci precede e che ci ha forgiato il carattere nel bene e nel male. Abbiamo ferite, traumi, fragilità che nascono dalla nostra storia. Gesù ci sta dicendo qualcosa di profondamente vero. Se lo abbiamo davvero incontrato non avremo più bisogno di guardarci indietro. Gesù fa nuove tutte le cose! Ciò non significa che le nostre ferite spariranno d’improvviso. Significa però che riusciremo a guardarle e ad affrontarle in un altro modo. Non saranno più qualcosa che può bloccare il nostro cammino. Potranno essere comunque causa di difficoltà e sofferenza, ma noi saremo più forti perchè avremo l’amore di Gesù che ci sostiene e ci dà forza e convinzione di potercela fare. Cosa intendo? Ognuno ha la sua storia e le sue ferite. Io ne avevo una in particolare. Ho avuto un padre bravissimo per tante cose, ma con un grande difetto: soffriva di attacchi d’ira e io avevo paura di lui e delle botte e delle urla che a volte prendevo. Gli ho voluto un mondo di bene, e sono felice di averglielo detto prima della sua morte. Però il danno c’è stato. Questo suo comportamento mi ha causato diversi problemi di autostima. Problemi che con il tempo e con la maturità ho per lo più risolto. C’è un però. Quando ho avuto il mio primo figlio mi sono reso conto di comportarmi allo stesso modo di mio padre. Avevo impresso dentro di me che quel modo di educare, quello che avevo subito, quello che un genitore per farsi rispettare doveva fare paura. Il mio primo figlio ha pagato questa mia incapacità ad essere un genitore autorevole e non autoritario. Ciò che mio ha salvato è stata Luisa, la mia sposa, che, con tanta pazienza e senza giudicarmi mai, ha cercato di farmi capire che stavo sbagliando. E poi la fede. La fede in un Dio che è Padre, ma non come lo ero io, in un altro modo, molto più tenero e vero. Lì è cambiato tutto, non ho lasciato che la mia storia mi segnasse la vita e quella dei miei figli, ma grazie a Gesù e alla mia sposa, ho cambiato direzione. Ho rotto la catena. Non ho lasciato che le mie ferite avessero l’ultima parola, ma ho voluto prendere in mano la mia vita ed aggrapparmi alla grazia del mio sacramento, del mio matrimonio. Ha funzionato. Sono un padre che commette ancora tantissimi errori, ma questo no, grazie a Dio i miei figli non mi vedono come qualcuno di cui avere paura, ma con serenità e fiducia. Credo che il Vangelo di oggi ci dica proprio questo, ci dice che Gesù è venuto a salvarci partendo dalla nostra storia, è venuto a sanare quelle ferite che ci portiamo dentro e non ci permettono di vivere appieno, ma ci lasciano ancora bloccati, morti, incapaci di camminare verso di Lui.

Antonio e Luisa

Cliccate qui per entrare nel gruppo whatsapp

Iscrivetevi al canale Telegram

Iscrivetevi alla nostra pagina facebook

Iscrivetevi alla pagina facebook dell’intercomunione delle famiglie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...