Impariamo a ricordare il bene

Un sacerdote fu trasferito in una nuova parrocchia. Fu invitato a cena da una famiglia. Una di quelle che fanno tanto in parrocchia. Alla fine di quell’incontro volle fare una domanda ai due sposi prima di andarsene. Chiese se anche a loro ogni tanto capitava di litigare e se c’erano momenti di tensione e di crisi. Era rimasto infatti molto colpito dall’amore e dall’intesa che i due sposi trasmettevano a chi li guardava. Rispose prontamente lei: Certo che sì caro don, ma abbiamo un segreto. Il nostro tesoro. Detto questo scomparve in un’altra camera e fece ritorno con in mano un diario. Disse quindi al sacerdote: Vedi questo diario, qui annoto tutte le volte che mio marito mi ha voluto bene. Ogni volta che litighiamo vado in camera, prendo il diario, lo sfoglio e mi viene subito il desiderio di fare pace e di ricominciare.

Cosa ci insegna questo breve racconto? Diciamocelo! Siamo bravissimi a legarci al dito qualsiasi mancanza da parte dell’altro/a e siamo altrettanto bravi a dare per scontate tutte le volte che nostro marito o nostra moglie ci ama, ci dimostra il suo amore, fa qualcosa di gratuito, si fa servizio, si fa tenerezza e cura verso di noi. E’ importante invece che impariamo a ricordare il bene. Non semplicemente fare memoria, ma ricordare. Ricordare è un verbo molto più forte e significativo. Nella sua etimologia riporta al cuore dell’uomo. Al nostro cuore. Significa letteralmente richiamare nel cuore. Rendere attuale e presente il bene che l’altra persona ci ha gratuitamente donato. Con tutti i benefici, la bellezza, la forza, il nutrimento e la pace che quel gesto ci ha dato. Ricordare tutte le volte che la persona amata ci ha guardato con amore, tutte le volte che ci ha carezzato, tutte le volte che ci ha benedetto con le sue parole, tutte le volte che ci ha sostenuto con il suo ascolto, con i suoi consigli e con la sua presenza. Tutte le volte che si è donato/a e ha accolto il nostro dono nell’incontro intimo. Tutte le volte che ci ha perdonato e che ci ha permesso di sperimentare la bellezza di essere amati anche quando non lo meritiamo. Essere capaci di ricordare tutti questi momenti e tutti questi gesti è determinante. Significa costruire un tesoro da spendere all’occorrenza. Da spendere tutte le volte che l’altro/a non sarà capace di darci nulla, tutte le volte che ci sembrerà povero, tutte le volte che ci ferirà e che sarà difficile da amare. Tutte quelle volte attingiamo al ricordo del bene. Attingiamo al tesoretto del nostro matrimonio e sarà più facile non farci dividere da quel non amore, perchè l’amore c’è anche se non si vede e non si sperimenta in quel momento più o meno lungo. C’è in tutti questi gesti che custodiamo come un tesoro. Questa consapevolezza rende più semplice anche perdonare, amare sempre e ricominciare.

Antonio e Luisa

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