San Valentino e Ceneri hanno molto in comune!

Scrivo spesso che l’amore va dimostrato ogni giorno con gesti di tenerezza, di servizio e di cura che noi sposi ci doniamo gratuitamente solo per la gioia di contribuire al bene e al benessere dell’altro. Proprio per questa mia consapevolezza ho sempre guardato la festa di san Valentino con aria di superiorità. Sono sempre stato un po’ snob verso questa ricorrenza che spesso non è molto più che una festa commerciale che serve a vendere fiori, cioccolato, gioielli e altri regali più o meno azzeccati. Una festa un po’ superficiale fatta di frasi ad effetto, magari scopiazzate da qualche sito di aforismi (ammetto che ogni tanto in passato ci ho sbirciato anche io per trovare qualche idea).

Oggi questa festa si “scontra” con il mercoledì delle ceneri. Uno dei due giorni in cui la Chiesa ci chiede il digiuno completo. In realtà questa è una grande occasione per recuperare non solo il senso della Quaresima ma anche quello di San Valentino. Sono due ricorrenze che hanno tanto in comune se guardate con lo sguardo centrato al senso profondo.

La Quaresima a cosa serve se non a staccarci da tutto ciò che non è essenziale per risontonizzarci sulla nostra relazione con Gesù per arrivare pronti alla Pasqua. Ad accogliere il Suo più grande dono: la Sua Passione, la Sua morte e la Sua resurrezione. La Quaresima ci invita a fare memoria del nostro amore per Gesù e perfezionarlo sempre di più. Anche San Valentino può avere lo stesso significato.  Soprattutto per chi è sposato da un po’ di anni.

E’ importante credo fare memoria di quanto siamo belli insieme e di quanto è bello avere la mia sposa accanto. E’ importante recuperare, almeno in alcuni giorni, quel romanticismo che la vita pazza e frenetica che viviamo difficilmente ci consente di vivere. Si può sempre trovare il tempo per essere romantici, ma serve appunto la consapevolezza e l’impegno di volerlo essere. Se abbiamo perso l’abitudine questa festa può essere un modo per ricominciare.

Queste feste possono quindi aiutarci, darci una scossa, farci riassaporare quel gusto di stare insieme e di “viziarci” con tanti piccoli gesti e attenzioni. Naturalmente facendo attenzione che rispettino la sensibilità e la modalità dell’amato. Ben vengano quindi i regali più o meno costosi. Non lasciamo però che il tutto si concluda così. Diamo un senso più profondo a questo giorno. Diamo una sostanza. Il modo trovatelo voi. Posso suggerire qualcosa. Qualcosa che anche io e Luisa abbiamo cercato di fare. Prendetevi, magari, un giorno di ferie, lasciate i figli ai suoceri o alla baby sitter e fatevi una gita da qualche parte. Ancora meglio se vi prendete un fine settimana intero e dormite fuori per trovare il tempo di fare l’amore bene, con l’atmosfera e la qualità necessarie, senza la stanchezza e la fretta che la vita di tutti i giorni vi impone. Soprendetevi! Fatevi una sorpresa. Dedicatevi del tempo anche solo per parlare e guardarvi (non è scontato farlo ma è fondamentale). Trovate tempo insomma per ritrovarvi come coppia.

Così san Valentino può davvero essere un’occasione di rinascita. San Valentino come anche il giorno dell’anniversario di matrimonio. Un’occasione per ricominciare e magari trovare la forza e il desiderio di continuare anche nei giorni a venire. Sapete cosa vi dico? Trovatevi almeno un giorno al mese. Che ogni mese ci sia un san Valentino tutto per voi. Un giorno per occuparvi solo del vostro amore. Vedrete che la vostra relazione svolterà e diventerà sempre più viva e meravigliosa.

Basta davvero poco. Provare per credere. Buon san Valentino! Buon digiuno dai pasti ma abbuffattevi del vostro amore e di quello di Dio per voi!

Antonio e Luisa

Possedere vs amare: per un San Valentino consapevole

Il 14 febbraio, che automaticamente risuona dentro di noi come il giorno di San Valentino, si sta avvicinando con il suo carrozzone commerciale, le frasi romantiche, le dediche sdolcinate e la necessità di qualche riflessione in più. Ci siamo mai chiesti quale sia il vero significato non solo di questa festa ma il messaggio che porta con sé? Nell’ottica autenticamente cristiana a farla da padrone dovrebbe essere l’amore e non il possesso, al contrario di quanto ci propina il mondo, intendendo con esso non solo l’avere, il disporre di qualcosa di materiale ma anche la relazione che ci lega al nostro/a partner.

San Valentino è realmente esistito ed è stato un martire cristiano del V secolo; l’istituzione della sua memoria risale niente meno che a Papa Gelasio I il quale, nel 496 d.C., andò a sostituire una precedente festa pagana, quella detta dei Lupercalia, celebrata nel mezzo del mese di febbraio (tra il giorno 13 ed il 15), in onore del dio Fauno (detto anche Luperco), protettore del bestiame dalla furia dei lupi. Non solo: essa serviva come propiziazione della fertilità e della rinascita della natura, sancendo anche il passaggio all’età adulta. Ad un’idea arcaica, audace e sensuale della sessualità, la cultura cristiana impiantò una festa molto più pudica e rispettosa dell’amore; essa trae origine non solo dalla volontà di eliminare un rituale poco conforme alla moralità – quale poteva essere quello romano – ma dalla leggenda secondo cui Valentino aiutò una giovane fanciulla donandole una somma di denaro necessaria al suo matrimonio.

L’idea cristiana, dunque, si configura come un intramezzo sia dalle antiche festività pagane, troppo esplicite nell’esprimere un’idea di amore esclusivamente carnale, che alla morale contemporanea, in cui domina il concetto di possesso – fisico e materiale – piuttosto che quello di amore autentico, scambievole, maturo e duraturo nel tempo. Il cuore, insomma, più che la forma dei biglietti o dei più disparati gadget venduti ad hoc in questi giorni, dev’essere ciò che utilizziamo nella relazione amorosa, non tanto e non solo come muscolo cardiaco ma come centro spirituale del nostro coinvolgimento affettivo.

Il possedere è egoismo, l’amore è altruismo; il possedere inizialmente ti prende ma poi ti stufa, l’amore arriva per restare; il possesso chiude la porta dell’anima, l’amore la spalanca. Tutto questo come può conciliarsi con i modelli che ci vengono proposti continuamente, in un vortice di immagini e notizie in cui scartato un partner si approda subito al successivo, neanche fosse uno dei cioccolatini mangiati il 14 febbraio? La fede è sempre la risposta! Se nell’altro vediamo esclusivamente un oggetto di desiderio, da usare e consumare a nostro piacimento per poi abbandonarlo alla prima difficoltà o quando non ci soddisfa più, allora siamo distanti anni luce dall’atteggiamento di cui il nostro cuore, la nostra mente e la nostra anima sono capaci. L’amore esiste ed è possibile amare per sempre la stessa persona se ci mettiamo alla sequela di Gesù e vediamo nel marito o nella moglie non una cosa ma una persona, non un distributore di piacere ma una creatura con cui possiamo camminare insieme verso una meta comune.

Al di là delle pubblicità e delle trovate commerciali, dunque, il giorno di San Valentino può essere un’occasione propizia per fare ordine nella nostra relazione oppure per essere grati di quella che abbiamo, valorizzandola magari con un gesto inaspettato, non perché è la televisione a dircelo ma perché ci rendiamo conto che quella persona è un dono di Dio tanto quanto noi possiamo e dobbiamo esserlo a nostra volta.

Il bello dell’amore è proprio la sua reciprocità, di cui troppo spesso ci dimentichiamo. Gesù ci ha detto: “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato” (Gv 15, 12). Pur esistendo diverse tipologie di amore, come per esempio tra fidanzati, tra coniugi o tra genitori e figli, è proprio lo scambio che caratterizza la relazione, basata su quella che non è la fantasia irrealizzabile delle fiabe da bambini ma l’anelito che ha del divino e a Lui, quindi, sempre deve guardare.

Siamo capaci di amare, insomma, perché il Signore ci ha amati per primi; sforziamoci, perciò, di apprezzare chi abbiamo al nostro fianco anche e nonostante i suoi difetti perché anche noi siamo così, non dimenticando che è la sua presenza a regalarci momenti di gioia che ci fanno pregustare quella vera ed infinita che un giorno speriamo di godere in Cielo.

Proviamo a esprimere i nostri sentimenti con maturità, senza scivolare nel banale di una macchina commerciale così come in un’idea triste e svuotata di amore, relegata unicamente all’aspetto fisico e sensuale; così facendo, saremo in grado di essere testimoni che l’amore vero, consapevole e cristiano è possibile anche se tutto e tutti sembrano strimpellare il contrario.

Fabrizia Perrachon

Per san Valentino regalatevi del tempo per voi!

Scrivo spesso che l’amore va dimostrato ogni giorno con gesti di tenerezza, di servizio e di cura che noi sposi ci doniamo gratuitamente solo per la gioia di contribuire al benessere dell’altro/a. Proprio per questa mia consapevolezza ho sempre guardato la festa di san Valentino con aria di superiorità. Sono sempre stato un po’ snob verso questa ricorrenza che spesso non è molto più che una festa commerciale che serve a vendere fiori, cioccolato, gioielli e altri regali più o meno azzeccati. Una festa un po’ superficiale fatta di frasi ad effetto magari scopiazzate da qualche sito di aforismi (ammetto che ogni tanto ci ho sbirciato anche io per trovare qualche idea)

In questi ultimi anni devo dire che invece sto rivalutando questa celebrazione dell’amore. Non certo nell’aspetto più consumistico. Anche se di questi tempi far girare un po’ l’economia può essere comunque una boccata di ossigeno per tanti commercianti. Sto rivalutando questa festa come fosse, con tutte le debite proporzioni e differenze, una sorta di giorno della memoria. Soprattutto per chi è sposato da un po’ di anni.

E’ importante credo fare memoria di quanto siamo belli insieme e di quanto è bello avere la mia sposa accanto. E’ importante recuperare, almeno in alcuni giorni, quel romanticismo che la vita pazza e frenetica che viviamo difficilmente ci consente di vivere. Si può sempre trovare il tempo per essere romantici, ma serve appunto la consapevolezza e l’impegno di volerlo essere. Se abbiamo perso l’abitudine questa festa può essere un modo per ricominciare.

Queste feste possono quindi aiutarci, darci una scossa, farci riassaporare quel gusto di stare insieme e di “viziarci” con tanti piccoli gesti e attenzioni. Naturalmente facendo attenzione che rispettino la sensibilità e la modalità dell’amato/a. Ben vengano quindi i regali più o meno costosi. Non lasciamo però che il tutto si concluda così. Diamo un senso più profondo a questo giorno. Diamo una sostanza. Il modo trovatelo voi. Posso suggerire qualcosa. Qualcosa che anche io e Luisa abbiamo cercato di fare. Prendetevi, magari, un giorno di ferie, lasciate i figli ai suoceri o alla baby sitter e fatevi una gita da qualche parte. Ancora meglio se vi prendete un fine settimana intero e dormite fuori per trovare il tempo di fare l’amore bene, con l’atmosfera e la qualità necessarie, senza la stanchezza e la fretta che la vita di tutti i giorni vi impone. Soprendetevi! Fatevi una sorpresa. Dedicatevi del tempo anche solo per parlare e guardarvi (non è scontato farlo ma è fondamentale). Trovate tempo insomma per ritrovarvi come coppia.

Così san Valentino può davvero essere un’occasione di rinascita. San Valentino come anche il giorno dell’anniversario di matrimonio. Un’occasione per ricominciare e magari trovare la forza e il desiderio di continuare anche nei giorni a venire. Sapete cosa vi dico? Trovatevi almeno un giorno al mese. Che ogni mese ci sia un san Valentino tutto per voi. Un giorno per occuparvi solo del vostro amore. Vedrete che la vostra relazione svolterà e diventerà sempre più viva e meravigliosa.

Basta davvero poco. Provare per credere. Buon san Valentino!

Antonio e Luisa

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#SanValentino..di chi è solo

..di Pietro e Filomena, “Sposi & Spose di Cristo”..

Ricordo che i miei nonni, quando si avvicinava una festa a volte erano un po’ tristi per quel figlio lontano che non avrebbe potuto essere presente a condividere la gioia.

E’ così…quando c’è una bella ricorrenza chi non ha la possibilità di festeggiare come avrebbe voluto, si ritrova più amareggiato.

Allora l’articolo di oggi lo dedichiamo a tutti quegli sposi che sono soli. Si.

A tutti quegli sposi che avrebbero voluto festeggiare il San Valentino con il loro coniuge ma che oggi si trovano soli perché sono stati lasciati.

A tutti quegli sposi separati, che anziché aiutare con una preghiera e con una vicinanza vera, ci limitiamo a giudicare male.

A tutti quegli sposi che seguono i nostri Blog e che spesso cercano un po’ di ossigeno perché vivono momenti di difficoltà aspra.

Questo articolo è per voi. Questo San Valentino è per voi!

E’ un articolo per chi nonostante tutto avrebbe desiderato un pizzico di romanticismo in questo giorno…già, perché un po’ di romanticismo non ha mai ucciso nessuno.

Noi sposi che abbiamo la grazia di essere in due, oggi vogliamo pensare e pregare per voi che avete perso il vostro sposo o la vostra sposa.

Pensiamo e ricordiamo nel nostro cuore voi, che avete subito violenza da parte del vostro coniuge che avrebbe dovuto darvi solo carezze.

Siete nel nostro cuore voi, che non vi arrendete e restate fedeli al vostro matrimonio anche se avete subito la separazione…

Ma dedichiamo questo San Valentino anche voi, fratelli e sorelle che vi siete risposati e che vi sentite additati come appestati da chi non sa quanto pesi la solitudine.

Preghiamo per voi…e ricordate che se avete bisogno, potete chiedere aiuto alle vostre parrocchie, ai vostri amici cristiani, a qualche buon parroco che possa sostenervi in un cammino di fede che si…c’è anche per voi!

Questo san Valentino amaro, altro che da #baciperugina…è tutto per voi fratelli e sorelle che siete scappati dal vostro matrimonio, è per voi che non avete voluto affrontare le vostre paure, le vostre ansie e i vostri fantasmi e continuate a scappare via da vostra moglie o da vostro marito facendovi così tanto del male che oggi siete convinti che un bacio di una persona sconosciuta possa donarvi la vera gioia.

Questo San Valentino scritto di getto è per voi, è per noi…è per chi sa che l’amore è una strada piena di gioie e dolori ma nonostante tutto ci vuole stare dentro senza “se” e senza “ma”.

E’ per voi giovani coppie di sposi ed è per voi coppie “navigate”.

Questo San valentino è per noi, per tutti noi…imperfetti innamorati

Noi che sogniamo un bacio, una carezza e niente di più per sentirci a casa.

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Grazie, “Il Signore ti dia Pace!”

Un san Valentino speciale.

Voglio condividere una testimonianza che mi è arrivata come commento ad un mio post il giorno di San Valentino. Una testimonianza molto bella che desidero condividere con tutti voi.

Era il 14 febbraio 2007. Giorno di San Valentino.  Mi trovavo a Loreto, con i miei genitori ed uno dei miei fratelli (ne ho 4) perché mia madre si doveva sottoporre ad un intervento di protesi al ginocchio. La mattina, prima di andare in ospedale, con mio padre e mio fratello, mi recai alla basilica a salutare la Madonna. All’uscita trovai un messaggio di mio fratello maggiore: “ricordatevi che vi ho sempre voluto bene”. Non capii il senso, perché non siamo mai stati espansivi tra di noi; provai a chiamarlo, ma non rispose. Allora pensai: “stat cacchj che vc truann mo” (tipico da parte mia). Scorsero i giorni, ma nessuna visita da parte di mio fratello. Seppur viveva a Bologna con la famiglia. Finalmente la moglie ci disse che era ricoverato per bronchite. Mah! Strano. Dopo circa un mese, mia madre rientrò a Foggia dopo la riabilitazione ed in quell’occasione venimmo a sapere che mio fratello, senza dirci nulla, per non farci preoccupare e sapendo che altrimenti mamma non si sarebbe più operata, il 14 febbraio si operò di urgenza per un tumore allo stomaco. Stesso giorno in cui si operò mia madre. Io all’epoca non sapevo nulla “della vita religiosa”,  non sapevo neanche pregare, dissi solo: “prendi me, lascia stare mio fratello, lui ha una famiglia, un figlio da vedere realizzare, una moglie, lascialo stare, io non ho nessuno”. Ma ero ancora sorda e cieca, poi il 21 febbraio del 2011 anche il terzo dei miei fratelli ebbe lo stesso problema, ma fu preso in tempo. Questa volta ci fui io con lui. La mia delusione andava avanti. Non capivo. Ma poi, finalmente ho visto la luce. Grazie a Dio per mezzo di Maria i miei fratelli sono vivi e nella mia casa è entrata la salvezza perché il Signore ha accolto la mia preghiera, non solo ha salvato i miei fratelli, ma ha preso pure me. Questo è il mio san Valentino dal 2007 ad oggi ed oggi in particolare andrò a ringraziare Gesù per questo regalo e non solo, ma perché sta compiendo miracoli uno dopo l’altro nella mia vita ❤️ la consacrazione alla S.S. Trinità per Maria ed il mio matrimonio…. Scusate se è poco.

Antonella

San Valentino tra storia e tradizioni.

Oggi un articolo leggero. Qualche curiosità che pochi conoscono sulla festa degli innamorati: San Valentino. Personalmente non è mai stata una ricorrenza che ho particolarmente amato. Ci sono, però, alcune curiosità molto interessanti.

Questa festa nasce intorno al V secolo. C’è ancora l’Impero Romano. Un impero debole e in balia dei barbari. E’ il secolo del sacco di Roma. Il cristianesimo è ormai la religione predominante in tutto l’impero. Ci sono ancora, però, tradizioni pagane dure a morire. Una di queste era l’omaggio reso al dio Lupercus in uso fin dal IV secolo a.c. Febbraio era un mese particolare, che segnava il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile. Un mese da molte culture dedicato alla purificazione, ma anche il mese in cui si manifestano i primi segni del risveglio della natura. Le prime gemme erano pronte a fiorire, mentre negli ovili già nascevano gli agnelli, e i lupi, affamati dal lungo inverno, scendevano a valle in cerca di cibo, minacciando i greggi. Così i romani, che con i lupi avevano indubbiamente un rapporto di odio e amore, per via della lupa che allattò i famosi gemelli, si rivolgevano al loro dio della natura selvaggia in cerca di protezione. La festa, che si collocava il 15 febbraio, si era con il tempo trasformata e prevedeva una sorta di strana lotteria sessuale. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo dio venivano messi in un’urna e mescolati. Un bambino (una sorta di Cupido) sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto insieme con il compito di fecondarsi e rendere fertile tutta la comunità. Naturalmente con la benedizione di tutti gli dei romani.

La Chiesa decise di mettere termine a questa tradizione arcaica e contraria alla morale sessuale e matrimoniale del cristianesimo in un modo molto intelligente. Scelse un vescovo morto martire nel 270. Martirizzato il 14 di febbraio. Tale Valentino di Interamna (l’odierna Terni). Perchè fu scelto questo santo vescovo martire? Non solo per la data che coincideva con la festività da sostituire. Anche perché aleggiavano intorno a lui alcune leggende. Impossibile dire se precedenti o successive alla scelta. Sono comunque giunte fino a noi. Riporto le due più conosciute.

LA ROSA DELLA CONCILIAZIONE

Un giorno San Valentino sentì passare, al di là del suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Decise di andare loro incontro con in mano una magnifica rosa. Regalò la rosa ai due fidanzati e li pregò di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della rosa, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore.

Qualche tempo dopo la giovane coppia tornò da lui per invocare la benedizione del loro matrimonio. La storia si diffuse e gli abitanti iniziarono ad andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese.

Il 14 di ogni mese diventò così il giorno dedicato alle benedizioni, ma la data è stata ristretta al solo mese di febbraio perché in quel giorno del 273 San Valentino morì.

SERAPIA E SABINO

Sabino, giovane centurione romano s’innamorò di Serapia, una ragazza di religione cristiana. Quando Sabino chiese in sposa Serapia, la famiglia di Serapia negò il suo assenso. I due giovani non sapendo come coronare il proprio amore, chiesero aiuto al loro Vescovo Valentino. Sabino, per amore di Serapia accettò di essere battezzato. Iniziarono allora i preparativi per festeggiare il battesimo di Sabino e le imminenti nozze. I due giovani trepidavano ed erano felici, ma una grave malattia colpì Serapia. La povera ragazza si ammalò di tisi e si aggravò fino ad essere vicina alla fine. Sabino, disperato, chiese a Valentino di essere battezzato al più presto e di unirlo in matrimonio con Serapia prima che lei morisse. Valentino, commosso, battezzò il giovane e lo unì in matrimonio al capezzale di Serapia. La leggenda vuole che quando Valentino alzò le mani al cielo per benedire la la loro unione, un improvviso sonno beatificante avvolgesse i due giovani per l’eternità.

La festa di San Valentino è divenuta ormai una ricorrenza consumistica e poco più. Questa festa, scippata al Dio cristiano per farne una tradizione sempre più pagana e motivata dal business, ha in realtà una storia molto antica e fonda le sue radici nella bellezza dell’amore cristiano. Leggendo questo breve articolo penso possiate festeggiare questa festa con più consapevolezza, e anche con più meraviglia. Magari con una bella Messa insieme per ringraziare Dio del vostro matrimonio. Alla fine il regalo più bello che avete ricevuto è proprio l’amore gratuito e fedele del vostro sposo o della vostra sposa. San Valentino, se festeggiato con questa consapevolezza, può essere un momento di Grazia e di intimo ringraziamento a Dio e reciproco tra gli sposi.

Adesso posso augurare a tutti un buon San Valentino.

Antonio e Luisa