Un san Valentino speciale.

Voglio condividere una testimonianza che mi è arrivata come commento ad un mio post il giorno di San Valentino. Una testimonianza molto bella che desidero condividere con tutti voi.

Era il 14 febbraio 2007. Giorno di San Valentino.  Mi trovavo a Loreto, con i miei genitori ed uno dei miei fratelli (ne ho 4) perché mia madre si doveva sottoporre ad un intervento di protesi al ginocchio. La mattina, prima di andare in ospedale, con mio padre e mio fratello, mi recai alla basilica a salutare la Madonna. All’uscita trovai un messaggio di mio fratello maggiore: “ricordatevi che vi ho sempre voluto bene”. Non capii il senso, perché non siamo mai stati espansivi tra di noi; provai a chiamarlo, ma non rispose. Allora pensai: “stat cacchj che vc truann mo” (tipico da parte mia). Scorsero i giorni, ma nessuna visita da parte di mio fratello. Seppur viveva a Bologna con la famiglia. Finalmente la moglie ci disse che era ricoverato per bronchite. Mah! Strano. Dopo circa un mese, mia madre rientrò a Foggia dopo la riabilitazione ed in quell’occasione venimmo a sapere che mio fratello, senza dirci nulla, per non farci preoccupare e sapendo che altrimenti mamma non si sarebbe più operata, il 14 febbraio si operò di urgenza per un tumore allo stomaco. Stesso giorno in cui si operò mia madre. Io all’epoca non sapevo nulla “della vita religiosa”,  non sapevo neanche pregare, dissi solo: “prendi me, lascia stare mio fratello, lui ha una famiglia, un figlio da vedere realizzare, una moglie, lascialo stare, io non ho nessuno”. Ma ero ancora sorda e cieca, poi il 21 febbraio del 2011 anche il terzo dei miei fratelli ebbe lo stesso problema, ma fu preso in tempo. Questa volta ci fui io con lui. La mia delusione andava avanti. Non capivo. Ma poi, finalmente ho visto la luce. Grazie a Dio per mezzo di Maria i miei fratelli sono vivi e nella mia casa è entrata la salvezza perché il Signore ha accolto la mia preghiera, non solo ha salvato i miei fratelli, ma ha preso pure me. Questo è il mio san Valentino dal 2007 ad oggi ed oggi in particolare andrò a ringraziare Gesù per questo regalo e non solo, ma perché sta compiendo miracoli uno dopo l’altro nella mia vita ❤️ la consacrazione alla S.S. Trinità per Maria ed il mio matrimonio…. Scusate se è poco.

Antonella

Mi sono sposata un’altra volta!

Mi sono sposata un’altra volta! Siamo sposati da 25 anni. Ora però, inizia una nuova fase del nostro matrimonio, una nuova vita. Guardando le famiglie presenti sento nascere la speranza nel cuore. Un amore pieno è possibile.

Queste sono solo alcune delle testimonianze condivise  alla fine del corso “Come sigillo sul cuore”. Corso organizzato dall’associazione Intercomunione delle famiglie (www.intercomunione.it). Quelle che mi hanno colpito di più. C’è qualcosa che mi ha colpito, però, ancora maggiormente. Lo sguardo. Abbiamo accolto domenica mattina 23 coppie. Coppie di fidanzati, di sposi sacramentali e di sposi civili. Gente dal Piemonte, dalla Lombardia e dal Veneto. Persone con meno di trent’anni e altre con trent’anni di matrimonio sulle spalle. Leggevo in loro tanta fatica. In alcuni ferite e sofferenze da curare. Quello che mi ha colpito è lo sguardo. Lo sguardo in tre giorni di corso si è trasfigurato. In tutti. Certo, in alcuni in modo più evidente. Me l’aspettavo. Ne ero certo. Non perchè noi dell’equipe siamo dei maghi. Tutt’altro! Abbiamo le nostre miserie e magagne come tutti. Lo sapevo perchè il messaggio di cui ci siamo fatti portatori è una bomba. Abbiamo, pian piano, svelato la bellezza dell’amore umano. Abbiamo descritto, e mi auguro anche un po’ testimoniato, la grandezza del matrimonio. Abbiamo parlato dell’amore. Non quello dei sentimenti e dei film, ma quello che desideriamo tutti nel nostro cuore. Tutti desideriamo essere amati in modo totale e gratuito. Senza condizioni. Abbiamo mostrato un ideale difficile, ma possibile e soprattutto grande. Non abbiamo solo insegnato, ma abbiamo passato la parola anche al solo e unico maestro. Grazie a don Giuseppe, che ci ha seguito per tutto il corso, abbiamo pregato e adorato. Adorato in coppia. Affinchè potessimo comprendere come quel Gesù, che era lì dinnanzi a noi, non desiderasse altro che amarci ed essere amato da noi. Si, ma attraverso il nostro sposo o la nostra sposa. Così che quell’abbraccio, quella carezza, quello sguardo, che ci siamo scambiati davanti al Santissimo, era l’abbraccio, la carezza e lo sguardo di Gesù per noi.

Il terzo giorno è risorto. Per tanti è stato così davvero. E’ risorto il matrimonio. Non che fosse morto. Aveva però bisogno di nuova vita, di nuova consapevolezza, di attingere alla sorgente stessa dell’amore.

Alla fine, durante i saluti e le testimonianze finali, tanti sguardi pieni di luce. Tanti occhi lucidi per le lacrime di gioia e di gratitudine.

Preparare questi corsi è faticoso. Ci sono tante cose da fare. Questo si aggiunge a giornate già belle piene. Quando poi ascolto e ammiro queste coppie che hanno saputo mettersi in gioco e vedo il miracolo che Gesù ha compiuto in loro, attraverso un servo inutile e indegno come me e come tutti i miei compagni di equipe, tutto passa. C’è una gioia immensa che mi pervade il cuore e chi se ne frega della fatica. Ne è valsa la pena.

Poi arriva Terry e con le lacrime agli occhi, guardando un po’ noi e un po’ il suo Luca, ci dice che attraverso il corso ha riscoperto l’importanza di prendersi cura l’uno dell’altra, ha riscoperto la bellezza del sacramento che ha scelto e la bellezza del suo sposo. Ci dice che sente di essersi sposata nuovamente durante il corso. Beh così è troppo anche per me. Non riesco a trattenere le lacrime e nel cuore ringrazio Dio per i miracoli che opera in noi.

Vi aspettiamo ai prossimi corsi.

Antonio e Luisa

Un amore così grande

Oggi vi propongo una testimonianza molto forte. Una donna che è riuscita ad andare oltre gli errori. Una donna che non ha mai smesso di cercare tenacemente ciò che sentiva profondamente radicato dentro. Non sapeva cosa fosse, chi fosse, ma sentiva di doverlo cercare e trovare per essere felice. La verità esiste. La verità è Cristo. Lui ci salva, ci dona la vita, quella vera, ci dona un senso e una prospettiva eterna. Katia è andata oltre gli errori perchè l’amore è più forte di ogni male e quando lo incontri tutto trova senso. Katia ha trovato la strada.

A 17 anni, come tanti ragazzi di quell’età, non credevo in nessun Dio e non avrei mai immaginato che un giorno mi sarei ritrovata a parlare di fede in pubblico. Tutto ha avuto inizio quando, proprio a 17 anni, scoprii di essere incinta di un ragazzo con cui uscivo all’epoca. Mia madre decise che ero troppo piccola per mettere al mondo un figlio e abortii. Entrai però in un periodo di forte depressione, in cui mi sentivo in colpa per non essere riuscita a proteggere quella vita. Fu proprio in quel momento che iniziai a frequentare la parrocchia vicino casa, perché mi sentivo colpevole anche nei confronti di quel Dio in cui non avevo mai creduto prima. Tuttavia il mio cuore era ancora molto lontano da lui e lo immaginavo come un giustiziere, piuttosto che come un padre che mi amava. L’aborto aveva lasciato in me segni indelebili, la relazione con quel ragazzo si era conclusa e io avevo troppa paura di vivere altre relazioni. Fu in questo contesto che iniziai a uscire con delle ragazze e ad avere relazioni omosessuali. Per anni il mio rapporto tra fede e sessualità è stato tormentato, non mi sentivo libera, né accettata da Dio e dalla chiesa, nonostante in parrocchia avessi trovato supporto da parte delle persone. Mi avvicinai così al buddismo della Soka Gakkai, ma sentivo che non era quella la mia strada. In breve tempo abbandonai anche quella direzione. Un giorno scoprii “per caso” che alla mia parrocchia si svolgeva l’adorazione perpetua per un mese, così iniziai ad andarci ogni giorno e ripresi anche ad andare a messa. Un giorno, un gruppo di amici di fede evangelica pentecostale, mi ha invitato a un incontro di preghiera. Io stavo vivendo di nuovo un periodo di depressione, tristezza e mal di testa continui. Mi recai da loro solo per salutarli, non perché fossi davvero interessata. Quando però arrivai, mi sentii subito coinvolta in un clima di preghiera e di pace e finii per rimanere con loro tutto il giorno. Nel pomeriggio, un ragazzo che non conoscevo, salì sul palco e prese la parola. Disse che c’era una ragazza presente in sala e descrisse i sintomi che avevo.

“Vieni sul palco, perché oggi il Signore vuole guarirti!” Disse.

Io cercai di nascondermi tra la folla, mi dissi che forse non parlavano di me, però pensai che volevo accettare veramente Gesù nella mia vita, perché fino a quel momento lo avevo fatto in maniera molto superficiale. Il ragazzo riprese la parola, dicendo che sapeva che avevo appena pensato che volevo accettare Gesù e che, anche se mi vergognavo a salire sul palco, avrebbe pregato per me con tutta l’assemblea e ci invitò a ripetere tutti insieme: “Gesù, io ti accetto come mio Signore e Salvatore …” Avvertii una forte sensazione di calore e da quel giorno sono tornata a stare bene, senza più mal di testa … Iniziai anche a pregare Dio che mi facesse incontrare la persona giusta con cui costruire una relazione vera e poco dopo conobbi Francesco, con cui mi fidanzai pochi mesi più avanti. Francesco non era credente, ma io ho pregato molto per lui e, dopo circa quattro mesi che stavamo insieme, si è convertito. Il 30 settembre 2017 ci siamo sposati e oggi serviamo insieme Dio nel Rinnovamento nello Spirito, che è un movimento carismatico cattolico. Abbiamo deciso di dare lode a Dio e al suo “amore così grande”, scrivendo un libro testimonianza proprio dal titolo “Un amore così grande”. L’opera è in stampa proprio in questi giorni e il ricavato sarà devoluto a un’associazione pro-life.

 

Katia Pellegrinetti