Diventare uno!

Oggi riprendo gli insegnamenti del nostro padre spirituale. Padre Raimondo Bardelli ci ha iniziato a un vero cammino verso la pienezza del matrimonio e gliene saremo sempre grati. Come detto riprendo il suo libro più importante sulla spiritualità di coppia: L’amore sponsale. In questo libro affronta diverse tematiche. In questo articolo scriverò della dinamica dell’amore coniugale. Ecco cosa scrive padre Raimondo:

Il donarsi e accogliersi totale degli sposi comporta un coinvolgimento completo della loro identità, cioè abbraccia i corpi, i caratteri, i cuori, le intelligenze e le anime, che unisce profondamente e indissolubilmente in uno.

Cosa significa essere uno in tutte queste diverse dimensioni?

  1. Unione dei corpi. La mascolinità dell’uomo e la femminilità della donna si fondono. Questa realtà è manifestata dall’unione intima dove l’uomo, entrando fisicamente nella donna, diventa uno con lei. Questa esperienza unica è dono di Dio esclusivo degli sposi, affinché possano sperimentare nel corpo ciò che è presente nel loro cuore: un amore totale, esclusivo, fedele e indissolubile. Gli sposi sono chiamati a far fruttare questo talento che Dio ha donato loro. Come? Perfezionando il linguaggio del corpo. Linguaggio intriso di tenerezza e attenzione reciproca.
  2. Unione dei caratteri. Il carattere è l’insieme delle caratteristiche spirituali e psicologiche di una persona. Ciò comporta due diversi atteggiamenti. Il primo riguarda i fidanzati. Il tempo del fidanzamento è il tempo della conoscenza e della valutazione reciproca. E’ importante capire se i caratteri siano compatibili, cioè se si possono armonizzare, se si può creare un’armonia. Secondo atteggiamento riguarda gli sposi. Gli sposi sanno che l’altro/a ha un carattere “inquinato” da difetti. Con il loro amore possono accoglierlo così come è e condurre l’amato/a, pian piano, a desiderare di cambiare le parti del suo carattere meno belle.
  3. Unione dei cuori. Il cuore è quella parte di noi che custodisce i nostri sentimenti e la nostra identità più profonda. Il matrimonio presuppone che gli sposi siano capaci di penetrare l’uno nel cuore dell’altro. Non solo per prendere dimora, ma per conoscere l’amato/a in modo sempre più autentico e pieno. Questo presuppone una grande fiducia dell’uno verso l’altra. Fiducia che significa abbandono e significa deporre le armi, abbassare ogni difesa. Spesso serve un percorso per arrivare a questo risultato. Riuscire è però fondamentale. Riuscire ad entrare nel cuore dell’amato/a significa scorgere tuta la sua bellezza ed innamorarsi sempre più di lui.
  4. Unione delle intelligenze e delle volontà. Gli sposi sono due persone diverse, con intelligenze diverse e con volontà diverse. Il matrimonio mette queste due risorse diverse al servizio di un’unico scopo: perfezionare e arricchire la relazione sponsale. Ciò significa saper mettere in discussione le proprie ragioni e modi di pensare. Significa ascoltare l’altro/a con attenzione e interesse. Significa saper capire quando l’altro/a ha compreso meglio come agire e cosa fare. Significa ammettere di non aver sempre ragione. Anche qualora uno fosse più forte dell’altro, non deve imporre la propria volontà, e se comprende che la soluzione proposta dall’amato/a è migliore rispetto alla sua, deve essere capace di mettere la sua convinzione al servizio dell’altro/a incoraggiandolo/a e spronandolo/a a continuare.
  5. Unione delle anime. Significa mettere in comune la spiritualità. Significa essere consapevoli che abbiamo due cammini personali con il Signore. Significa ammettere che probabilmente c’è chi è più avanti dell’altro. In questi casi non serve correre avanti. Chi è più avanti deve mostrare carità. Deve comprendere le difficoltà dell’altro/a e aspettare i suoi tempi, senza pretendere una intensità e maturità di fede che l’altro/a non può avere in quel momento.

In conclusione l’amore coniugale ci arricchisce di tutta l’umanità dell’altro/a. Ci saranno momenti di conflitto e di difficoltà, ma non smettete di vedere il matrimonio come un’opportunità per essere ancora più uomo e più donna, per essere persone sempre più ricche e capaci di amare.

Antonio e Luisa

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L’amore sponsale non è spirituale ma ci chiede anche il corpo.

Quanto è difficile trovare un equilibrio tra anima e corpo. Anche nella Chiesa di Gesù. Lui che per mostrarci come sia importante vivere la nostra vita in anima e corpo è sceso sulla terra e ha preso carne. Vero Dio ma anche vero uomo. Perchè scrivo di questo? Perchè è facilissimo far cadere il nostrol rapporto sponsale nelle due grosse devianze rispetto la verità dell’uomo. Io le chiamo eresie. La prima esalta il corpo sullo spirito. La seconda, al contrario, lo spirito sul corpo. Spirito e corpo sono ambedue importanti ed ambedue determinanti. Oggi non voglio parlare della prima “eresia”. Non voglio parlare di pornografia, adulterio e di lussuria. Non voglio parlare di chi confonde il sentire con l’amore. Di queste cose ho già scritto diverse volte. Voglio soffermarmi sull’altra “eresia”. Spesso sottovaluta e creduta, in realtà, quasi un pregio piuttosto che un vizio. In realtà lo spiritualismo è pericolosissimo. Consiste nel privare il rapporto sponsale di tutta la sua componente più sensibile e carnale, riducendo tutto ad una relazione oblativa e spirituale. Chi cade in questa devianza  è fuori strada esattamente come chi cade nel materialismo. Giusto ieri ho letto l’ennesimo post su facebook dove viene esaltata la astinenza nel matrimonio, Come se una coppia di sposi che volesse perfezionarsi e raggiungere una santità e purezza autentica dovesse rinunciare ai rapporti. Tutte scemenze.

Per farmi capire meglio condivido una riflessione tratta da un libro di don Carlo Rocchetta, che pone in evidenza come l’intimità tra gli sposi non solo sia importante ma è determinante per vivere un matrimonio felice e fecondo d’amore.

Siamo portati  a concentrarci sullo spirito , la preghiera e il rapporto con Gesù  e va bene, ma non pensiamo di poter costruire la casa senza curare le fondamenta che nel matrimonio sono rappresentate da ogni atto d’amore e in particolare l’amplesso fisico.

Il matrimonio è un sacramento sessuato, tra un uomo e una donna, che non si amano come angeli, ma come uomini e il corpo diviene mezzo fondamentale per esprimere tutto l’amore più profondo e puro.

Nella misura in cui si amano (gli sposi), amano Dio, e viceversa. Il sì iniziale è un sì a diventare una sola carne a immagine dell’una caro Cristo-Chiesa, al punto da poter dire che l’essere dei due in una sola carne (Gen. 2,24) fa nascere l’esistenza di una nuova personalità mistica. Di qui la conseguenza: una sposa che diverte il corpo, cioè lo sottrae o tenta di sottrarlo alla piena donazione fisica al consorte, sia pure per un falso concetto di castità nuziale o che vorrebbe unirsi come un angelo senza corpo, viene meno alla perfezione della sintesi dell’attuazione nuziale in senso naturale. Gli sposi devono donarsi con tutta l’anima, tutto il cuore, con tutto il corpo, senza sottrazioni e limitazioni.

(…) i rapporti nuziali, pur essendo umani diventano realizzazioni sacramentali

(Teologia del talamo nuziale – Don Carlo Rocchetta)

Antonio e Luisa

 

Io, spirito e corpo. (3° puntata corso famiglie Gaver 2017)

Cosa è l’amore? Cosa significa amare? Sono sicuro che se facessi questa domanda a 10 persone diverse otterrei 10 risposte tutte diverse. L’amore è ormai un concetto soggettivo, per cui ognuno intende realtà diverse. Ma è davvero così? Naturalmente no. Se comprendo come è fatto l’uomo, posso comprendere anche come egli può amare e cosa significa amare. Cerchiamo quindi di comprendere come siamo fatti, quali sono le parti costitutive di ogni essere umano. L’essere umano, in modo molto sintetico e semplificato, è formato da un Io personale, da uno spirito e da un corpo.  L’Io personale è la nostra identità, la coscienza e la percezione che abbiamo di noi, che ci permette di rapportarci a un tu, ad una alterità. Abbiamo poi una parte spirituale invisibile (tutto il mondo del cuore e della psiche). E’ il nostro mondo interiore dove risiedono i sentimenti più profondi e la nostra volontà. Poi abbiamo la parte visibile di noi, tangibile, abbiamo un corpo. Se a fondamento dell’essere umano c’è la vocazione, il desiderio di amare e di essere amato, l’Io personale è la capacità di amore, è la spinta ad amare. L’amore è inscritto nell’essere uomo, nell’essere donna. La mia identità profonda, quella che mi accomuna a tutti gli altri anche se per tanti aspetti siamo tutti diversi, è la mia capacità di amare, di essere amore, di accogliere l’amore. Questo aspetto è costitutivo di ogni persona, nessuno può cancellarlo, anche l’uomo più rovinato e cattivo della terra ha questa capacità in potenza dentro di lui. Questa realtà profonda è quella su cui operava Cristo, faceva riemergere questa verità scritta dentro ognuno. L’ha fatta riemergere in Zaccheo, nell’adultera, nella Maddalena, in Matteo e in tanti altri che lo hanno incontrato. Questa capacità di amore si concretizza nella specificità di ogni persona, nella diversità, negli aspetti esteriori (le doti del corpo) e negli aspetti interiori (le doti dello spirito). Quali di queste doti sono più importanti per mostrare e vivere l’amore?

Molti sono portati a pensare che le doti dell’anima siano più importanti, più aderenti e capaci di esprimere amore. Ma è davvero così?

Rispondo con un esempio. Se siete una coppia mettetevi in piedi vicini e di spalle, ma senza toccarvi ed ora senza parlare provate ad esprimervi amore. Riuscite a trasmettere amore all’altro e a sentire l’amore dell’altro? Sicuramente no. Il corpo è importante tanto quanto lo spirito. L’amare certamente prende energia dal cuore, nel nostro mondo interiore, negli affetti e nella volontà, ma se poi non è manifestato attraverso un corpo, rimane lettera morta, rimane desiderio di amore, ma non amore. E’ un’illusione.

Antonio e Luisa (dall’insegnamento di Andrea Guerriero)

Prima puntata La legge morale naturale 

Seconda puntata Chi sono? Perchè vivo?