L’amore sponsale non è spirituale ma ci chiede anche il corpo.

Quanto è difficile trovare un equilibrio tra anima e corpo. Anche nella Chiesa di Gesù. Lui che per mostrarci come sia importante vivere la nostra vita in anima e corpo è sceso sulla terra e ha preso carne. Vero Dio ma anche vero uomo. Perchè scrivo di questo? Perchè è facilissimo far cadere il nostrol rapporto sponsale nelle due grosse devianze rispetto la verità dell’uomo. Io le chiamo eresie. La prima esalta il corpo sullo spirito. La seconda, al contrario, lo spirito sul corpo. Spirito e corpo sono ambedue importanti ed ambedue determinanti. Oggi non voglio parlare della prima “eresia”. Non voglio parlare di pornografia, adulterio e di lussuria. Non voglio parlare di chi confonde il sentire con l’amore. Di queste cose ho già scritto diverse volte. Voglio soffermarmi sull’altra “eresia”. Spesso sottovaluta e creduta, in realtà, quasi un pregio piuttosto che un vizio. In realtà lo spiritualismo è pericolosissimo. Consiste nel privare il rapporto sponsale di tutta la sua componente più sensibile e carnale, riducendo tutto ad una relazione oblativa e spirituale. Chi cade in questa devianza  è fuori strada esattamente come chi cade nel materialismo. Giusto ieri ho letto l’ennesimo post su facebook dove viene esaltata la astinenza nel matrimonio, Come se una coppia di sposi che volesse perfezionarsi e raggiungere una santità e purezza autentica dovesse rinunciare ai rapporti. Tutte scemenze.

Per farmi capire meglio condivido una riflessione tratta da un libro di don Carlo Rocchetta, che pone in evidenza come l’intimità tra gli sposi non solo sia importante ma è determinante per vivere un matrimonio felice e fecondo d’amore.

Siamo portati  a concentrarci sullo spirito , la preghiera e il rapporto con Gesù  e va bene, ma non pensiamo di poter costruire la casa senza curare le fondamenta che nel matrimonio sono rappresentate da ogni atto d’amore e in particolare l’amplesso fisico.

Il matrimonio è un sacramento sessuato, tra un uomo e una donna, che non si amano come angeli, ma come uomini e il corpo diviene mezzo fondamentale per esprimere tutto l’amore più profondo e puro.

Nella misura in cui si amano (gli sposi), amano Dio, e viceversa. Il sì iniziale è un sì a diventare una sola carne a immagine dell’una caro Cristo-Chiesa, al punto da poter dire che l’essere dei due in una sola carne (Gen. 2,24) fa nascere l’esistenza di una nuova personalità mistica. Di qui la conseguenza: una sposa che diverte il corpo, cioè lo sottrae o tenta di sottrarlo alla piena donazione fisica al consorte, sia pure per un falso concetto di castità nuziale o che vorrebbe unirsi come un angelo senza corpo, viene meno alla perfezione della sintesi dell’attuazione nuziale in senso naturale. Gli sposi devono donarsi con tutta l’anima, tutto il cuore, con tutto il corpo, senza sottrazioni e limitazioni.

(…) i rapporti nuziali, pur essendo umani diventano realizzazioni sacramentali

(Teologia del talamo nuziale – Don Carlo Rocchetta)

Antonio e Luisa

 

Io, spirito e corpo. (3° puntata corso famiglie Gaver 2017)

Cosa è l’amore? Cosa significa amare? Sono sicuro che se facessi questa domanda a 10 persone diverse otterrei 10 risposte tutte diverse. L’amore è ormai un concetto soggettivo, per cui ognuno intende realtà diverse. Ma è davvero così? Naturalmente no. Se comprendo come è fatto l’uomo, posso comprendere anche come egli può amare e cosa significa amare. Cerchiamo quindi di comprendere come siamo fatti, quali sono le parti costitutive di ogni essere umano. L’essere umano, in modo molto sintetico e semplificato, è formato da un Io personale, da uno spirito e da un corpo.  L’Io personale è la nostra identità, la coscienza e la percezione che abbiamo di noi, che ci permette di rapportarci a un tu, ad una alterità. Abbiamo poi una parte spirituale invisibile (tutto il mondo del cuore e della psiche). E’ il nostro mondo interiore dove risiedono i sentimenti più profondi e la nostra volontà. Poi abbiamo la parte visibile di noi, tangibile, abbiamo un corpo. Se a fondamento dell’essere umano c’è la vocazione, il desiderio di amare e di essere amato, l’Io personale è la capacità di amore, è la spinta ad amare. L’amore è inscritto nell’essere uomo, nell’essere donna. La mia identità profonda, quella che mi accomuna a tutti gli altri anche se per tanti aspetti siamo tutti diversi, è la mia capacità di amare, di essere amore, di accogliere l’amore. Questo aspetto è costitutivo di ogni persona, nessuno può cancellarlo, anche l’uomo più rovinato e cattivo della terra ha questa capacità in potenza dentro di lui. Questa realtà profonda è quella su cui operava Cristo, faceva riemergere questa verità scritta dentro ognuno. L’ha fatta riemergere in Zaccheo, nell’adultera, nella Maddalena, in Matteo e in tanti altri che lo hanno incontrato. Questa capacità di amore si concretizza nella specificità di ogni persona, nella diversità, negli aspetti esteriori (le doti del corpo) e negli aspetti interiori (le doti dello spirito). Quali di queste doti sono più importanti per mostrare e vivere l’amore?

Molti sono portati a pensare che le doti dell’anima siano più importanti, più aderenti e capaci di esprimere amore. Ma è davvero così?

Rispondo con un esempio. Se siete una coppia mettetevi in piedi vicini e di spalle, ma senza toccarvi ed ora senza parlare provate ad esprimervi amore. Riuscite a trasmettere amore all’altro e a sentire l’amore dell’altro? Sicuramente no. Il corpo è importante tanto quanto lo spirito. L’amare certamente prende energia dal cuore, nel nostro mondo interiore, negli affetti e nella volontà, ma se poi non è manifestato attraverso un corpo, rimane lettera morta, rimane desiderio di amore, ma non amore. E’ un’illusione.

Antonio e Luisa (dall’insegnamento di Andrea Guerriero)

Prima puntata La legge morale naturale 

Seconda puntata Chi sono? Perchè vivo?