Gli anticoncezionali distruggono il desiderio.

Alcuni giorni fa ho pubblicato una riflessione partendo dal romanzo Il gattopardo. Mi sembra importante ritornare su quella riflessione per spiegarla meglio. Dio ha creato l’uomo e la donna. Dio ha creato il corpo dell’uomo e della donna come macchine perfette. Macchine regolate da leggi altrettanto perfette. La donna per questo non è sempre fertile. La fertilità della donna si concentra in pochi giorni, l’ovulazione dura poche ore. Tutto ciò si ripete in un ciclo che si ripete e che dura per tutta l’età fertile della donna. Non è qualcosa che riguarda solo il corpo della donna. Come sappiamo noi siamo corpo e spirito e sappiamo anche che l’uno influenza l’altro.

Questo ci dice due cose: che Dio non ha pensato, come alcuni spiritualisti sostengono, che il rapporto fisico ha senso, ed è cosa buona, solo quando si ricerca una gravidanza (altrimenti Dio avrebbe reso la donna fertile sempre) e che forse dei momenti di astinenza sono necessari. Sono necessari proprio per noi, per la coppia, per nutrire il desiderio. Sono necessari non solo per non concepire figli ma anche per nutrire il desiderio con un’attesa feconda.

Cosa voglio dire con questo? Gli anticoncezionali distruggono il desiderio. Gli anticoncezionali ci educano a soddisfare ogni nostro desiderio sessuale senza nessun vincolo se non la volontà di entrambi di consumare il rapporto. Senza dover mai attendere. Bastano pochi minuti in qualsiasi momento (tanto lei prende la pillola e lui usa il preservativo). Il desiderio non ha tempo di crescere e di alimentarsi con l’attesa perchè subito viene soddisfatto. Sembra magnifico! Il sogno di tutti. Eppure, se ci pensate bene, non è così positivo come può sembrare. Sapete perchè? Perchè cio che discrimina se avremo o no un rapporto è per l’appunto il desiderio. Che non dipende da noi. Diventa solo un istinto e una pulsione. Non siamo noi a decidere. Ciò significa che se il desiderio cala non avremo più rapporti o li avremo molto diradati nel tempo. Non è forse ciò che accade a tante coppie sposate?

Molti vivono il fidanzamento senza farsi mancare nulla, poi si sposano, arrivano i figli, le preoccupazioni, gli impegni e il desiderio piano piano sparisce portando le coppie al deserto sessuale. Ad un’astinenza senza desiderio. La libertà ha distrutto il desiderio. Dire che il desiderio è qualcosa che non controlliamo è vero solo in parte. Sicuramente c’è una parte irrazionale che non dipende da noi, ma è altrettanto vero che noi possiamo alimentare quella parte irrazionale e aiutarla a crescere e a non spegnersi. Come? Con la corte continua. Prendendoci cura l’una dell’altro con gesti di servizio, di attenzione e di tenerezza. Così il desiderio non soddisfatto per alcuni giorni ha il tempo di crescere e di diventare sempre più forte fino a quando non potrà essere soddisfatto.

Capite ora? E’ importante non distruggere gli equilibri della nostra relazione intima. Per questo i metodi naturali non sono equiparabili agli anticoncezionali. Certo i metodi naturali sono impegnativi. Sono impegnativi per la donna, che deve imparare ad ascoltare il proprio corpo, e sono impegnativi anche per l’uomo, che spesso vede andare in fumo tutti i progetti che si era messo in testa per quella serata. Deve controllare il suo desiderio. Però fanno bene alla coppia. Avere tutto subito alla lunga svaluta l’intimità sessuale. Il fatto di dover assecondare dei periodi di astinenza diventa un nutrimento importante per la coppia. Il fatto di dover attendere alcuni giorni aiuta il marito ad amare la sua sposa senza ricevere in cambio una gratificazione sessuale, fa sentire la sposa amata e accresce il desiderio. Perchè il desiderio non soddisfatto si alimenta sempre più fino a diventare piacere e comunione quando finalmente gli sposi potranno vivere il loro incontro intimo.

Periodi di astinenza sono così necessari per far accrescere il desiderio e non far morire la nostra intimità. Possiamo sintetizzare tutta questa riflessione in un’immagine molto attinente con la natura. L’astinenza durante i giorni fertili della donna è paragonabile all’aratura di un campo. Serve lasciar riposare il terreno, non coltivare nulla per un periodo, per preparare il terreno ad accogliere la nuova semina. Serve a noi sposi a prepararci a desiderare di accoglierci nuovamente. L’astinenza dovuta invece alla mancanza di desiderio è per l’appunto come un campo sfruttato male per anni e che perde la sua fertilità. Non vi si può più piantare nulla. E’ diventato un deserto. Così la relazione di tante coppie di sposi.

Antonio e Luisa

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Un’astinenza feconda!

Oggi parliamo di astinenza. Già, perché questa epidemia sta modificando anche le nostre relazioni intime. Non è un aspetto secondario del matrimonio. E’ una situazione che riguarda moltissime coppie di sposi. Persone che sono malate, che sono state malate come me, che sono entrate in contatto con persone malate, infermieri e medici. Insomma l’astinenza non riguarda solo me e Luisa, ma un numero elevato di coppie di sposi.

Oggi è un mese che non ho rapporti intimi con la mia sposa e per alcune settimane ancora non potrò averne. Per noi è un tempo molto lungo, lunghissimo. Dio ci sta dando un’opportunità anche adesso, nell’emergenza, nell’impossibilità di avere una vita sessuale normale. Ci sta, anzi mi sta (riguarda soprattutto me), dando l’opportunità di esercitare il mio amore, il mio desiderio verso la mia sposa in modo diverso. Di essere capace di slegarlo dal piacere sessuale. Troppe volte gli uomini sono teneri verso la propria sposa in modo condizionato e non gratuito. In vista dell’incontro sessuale. Questo fa sentire l’amata, che non è cretina, usata. Quella tenerezza appare finta e strumentalizzata. Questi giorni sono un’opportunità grande che Dio mi sta dando per esercitare la vera tenerezza. Senza secondi fini. Per il piacere che il semplice gesto tenero può regalare a me e alla mia amata. Ed è così che quando ci incrociamo in casa, e capita spesso, ci scambiamo uno sguardo, una carezza, una breve parola buona. Ci ascoltiamo. Siamo al servizio l’uno dell’altra. La tenerezza diventa vero linguaggio d’amore che scalda la casa, che scalda noi e i nostri figli.

Non solo! Queste settimane passate e quelle che ancora passerò senza potermi unire alla mia sposa non saranno settimane aride. Al contrario saranno feconde d’amore e di desiderio. Quando potremo di nuovo unirci nel corpo sarà un momento meraviglioso, un momento preparato da un tempo di astinenza ma non povero, ricchissimo di tenerezza e di amore. Sarà come entrare in giardino dove assaporerò i frutti migliori. Mi sentirò come Salomone che nel Cantico sente la sua amata esclamare:

Venga il mio diletto, entri nel suo giardino, e ne mangi i frutti squisiti.

Antonio e Luisa

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Non fingete che il sesso non sia importante!

Gigi Engle. Vi dice nulla questo nome? Probabilmente no. Anche a me non diceva nulla di particolare fino a quando non ho letto sul Messaggero un articolo che la citava. E’ una sessuologa statunitense. Una femminista non credente. Gli articoli del suo blog sono stati condivisi da 50 milioni di persone e i suoi post sui social hanno ottenuto 150 milioni di iterazioni. Lei ama definirsi una sex coach e ha pubblicato articoli su riviste popolari come Teen Vogue, Elle, Men’s Health e tante altre. Insomma non so se sia un’autorità nel campo sessuale, ma sicuramente è una celebrità. Perchè ve la cito? Perchè in un suo recente post sui social ha scritto quello che dico sempre anche io.

A essere sinceri, ci sono troppe maledette coppie là fuori che vivono senza sesso. E quando diciamo “senza sesso” intendiamo le relazioni che non includono alcun tipo di sesso, neanche una volta l’anno. Per alcune coppie “poco sesso” significa… mai sesso.

Poi rincara la dose

Il sesso è una parte cruciale della relazione. E’ un ampio ombrello sotto il quale si passa dall’atto vero e proprio fino a un massaggio sensuale. Fingere che il sesso non sia “un grosso problema” è dannoso quando vi trovate in una relazione.

Infine dà anche la soluzione

Il sesso programmato è un’ottima soluzione per le situazioni “senza intimità” in una coppia. Siediti con il tuo partner e avvia una conversazione aperta e onesta su questo argomento. Se non riuscite a farlo in due e avete bisogno di una terza persona, contattate un sessuologo o un terapeuta. Tutti meritano di essere sessualmente soddisfatti in una relazione

La dottoressa Engle ha centrato il problema e ha fornito un’ottima soluzione. Lo ha fatto da professionista laica e lontana dalla fede. Lo ha fatto da persona preparata professionalmente e di buon senso. Noi vi abbiamo dato la stessa risposta, ancora più completa. Perché i cristiani lo fanno meglio! (cit. Costanza Miriano). Non basta programmarlo, bisogna prepararlo bene. Dobbiamo impegnarci a fondo affinché non sia un gesto scollegato dal resto della vita insieme, ma sia il culmine di una corte continua fatta di tenerezza, cura e servizio e dobbiamo riservare il giusto tempo. Non qualcosa di ritagliato prima di crollare stramazzati dalla stanchezza a tarda notte oppure qualcosa di veloce e rubato tra un impegno e l’altro. Va preparato come uno dei gesti più importanti e alti del nostro matrimonio. Nelle nostre priorità deve essere posto in vetta. Ha la stessa importanza della preghiera per noi sposi perchè è preghiera e gesto sacro.

Ecco quello che scrivevo solo alcuni mesi fa:

E’ importante considerare l’incontro intimo come qualcosa di importante. Che posto ha questa dimensione? Ci impegniamo per trovare il tempo necessario e di qualità per questa espressione del nostro amore e della nostra unità? Oppure lo releghiamo ai momenti liberi, che visto la nostra vita folle e pieni di impegni, si riducono alla sera tardi, quando, diciamolo senza giri di parole, la voglia di abbracciare il cuscino è più forte del desiderio di abbracciare l’amato/a. Come può una sessualità vissuta così non andare incontro a sofferenza se non addirittura morire nel nostro rapporto a lungo andare? Se muore l’unione fisica spesso e segno e preludio alla morte dell’unione affettiva e relazionale. Non è cosa da poco. Per questo è importante fare di nostra moglie e nostro marito i nostri amanti. E’ importante trovare il momento giusto per gustare la nostra intimità e crescere in amore e unità. E’ importante prendere dei permessi al lavoro, portare i figli dai nonni qualche volta, lasciarli ad una baby sitter, ritrovarsi alla pausa pranzo. Ogni coppia può trovare il suo modo, ma è importante trovarlo. Non dite che non avete nessun modo di farlo! Trovate tempo per andare a parlare con gli insegnanti, per andare in palestra, per attardarvi sul posto di lavoro. Questo non è meno importante. Forse lo ritenete voi meno importante. Siate sinceri. Almeno con voi stessi. Non è possibile che investiamo su tante cose per la nostra famiglia, ma trascuriamo questa che è una delle più importanti. La soluzione non è difficile, Fatevi amanti l’uno dell’altra e tutto sarà meraviglioso. Non serve cercare fuori del matrimonio quello che è una delle realtà più belle del vostro matrimonio.

Antonio e Luisa

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L’amore sponsale non è spirituale ma ci chiede anche il corpo.

Quanto è difficile trovare un equilibrio tra anima e corpo. Anche nella Chiesa di Gesù. Lui che per mostrarci come sia importante vivere la nostra vita in anima e corpo è sceso sulla terra e ha preso carne. Vero Dio ma anche vero uomo. Perchè scrivo di questo? Perchè è facilissimo far cadere il nostrol rapporto sponsale nelle due grosse devianze rispetto la verità dell’uomo. Io le chiamo eresie. La prima esalta il corpo sullo spirito. La seconda, al contrario, lo spirito sul corpo. Spirito e corpo sono ambedue importanti ed ambedue determinanti. Oggi non voglio parlare della prima “eresia”. Non voglio parlare di pornografia, adulterio e di lussuria. Non voglio parlare di chi confonde il sentire con l’amore. Di queste cose ho già scritto diverse volte. Voglio soffermarmi sull’altra “eresia”. Spesso sottovaluta e creduta, in realtà, quasi un pregio piuttosto che un vizio. In realtà lo spiritualismo è pericolosissimo. Consiste nel privare il rapporto sponsale di tutta la sua componente più sensibile e carnale, riducendo tutto ad una relazione oblativa e spirituale. Chi cade in questa devianza  è fuori strada esattamente come chi cade nel materialismo. Giusto ieri ho letto l’ennesimo post su facebook dove viene esaltata la astinenza nel matrimonio, Come se una coppia di sposi che volesse perfezionarsi e raggiungere una santità e purezza autentica dovesse rinunciare ai rapporti. Tutte scemenze.

Per farmi capire meglio condivido una riflessione tratta da un libro di don Carlo Rocchetta, che pone in evidenza come l’intimità tra gli sposi non solo sia importante ma è determinante per vivere un matrimonio felice e fecondo d’amore.

Siamo portati  a concentrarci sullo spirito , la preghiera e il rapporto con Gesù  e va bene, ma non pensiamo di poter costruire la casa senza curare le fondamenta che nel matrimonio sono rappresentate da ogni atto d’amore e in particolare l’amplesso fisico.

Il matrimonio è un sacramento sessuato, tra un uomo e una donna, che non si amano come angeli, ma come uomini e il corpo diviene mezzo fondamentale per esprimere tutto l’amore più profondo e puro.

Nella misura in cui si amano (gli sposi), amano Dio, e viceversa. Il sì iniziale è un sì a diventare una sola carne a immagine dell’una caro Cristo-Chiesa, al punto da poter dire che l’essere dei due in una sola carne (Gen. 2,24) fa nascere l’esistenza di una nuova personalità mistica. Di qui la conseguenza: una sposa che diverte il corpo, cioè lo sottrae o tenta di sottrarlo alla piena donazione fisica al consorte, sia pure per un falso concetto di castità nuziale o che vorrebbe unirsi come un angelo senza corpo, viene meno alla perfezione della sintesi dell’attuazione nuziale in senso naturale. Gli sposi devono donarsi con tutta l’anima, tutto il cuore, con tutto il corpo, senza sottrazioni e limitazioni.

(…) i rapporti nuziali, pur essendo umani diventano realizzazioni sacramentali

(Teologia del talamo nuziale – Don Carlo Rocchetta)

Antonio e Luisa