Quando il matrimonio perde sangue

Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia
e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando,
udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti:
«Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita».
E subito le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male.
Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi mi ha toccato il mantello?».
I discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?».
Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo.
E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità.
Gesù rispose: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Và in pace e sii guarita dal tuo male».

Il Vangelo di questa domenica è da leggere con il cuore aperto. Che donna questa emorroissa! Dodici anni di continue perdite di sangue. Dodici anni e lei è restata con tanta determinazione in vita. Quella condizione avrebbe potuto ucciderla. Lei non ha mollato di un millimetro. Non ha mai perso la speranza di trovare una cura. Ha dovuto sopportare il dolore fisico e il dolore causato dall’emarginazione sociale. Era considerata impura e indegna. Prima di proseguire concedetemi un piccola riflessione sulla donna. Come avete potuto comprendere ho un’ammirazione smisurata per la donna.   La donna ha una caratteristica tra le tante che Dio le ha donato. Ha le mestruazioni e perde sangue.  Spesso la vive come una condanna, ma ha un senso molto profondo che va oltre il mero dato biologico.  Ci sono alcuni giorni al mese che perde sangue e soffre. Alcune di più altre di meno. Il sangue è segno di vita. Gli ebrei non possono mangiare carne al sangue perchè il sangue indica l’inizio della vita (Levitico 19, 26). La donna per sua natura è predisposta a offrire la vita. Lo dice tutto il suo corpo. La vita si genera in lei. Custodisce la vita nascente per nove mesi. Si sacrifica completamente per i figli. L’uomo è diverso. Parlo per me, ma credo di parlare a nome anche di tanti altri. L’uomo ha bisogno di sperimentare l’amore di una donna che si dona completamente a lui. L’uomo non è naturalmente portato a farlo. E’ pronto a grandi cose, ma solo dopo aver sperimentato la bellezza dell’amore. Non si fida subito. E’ più geloso della sua libertà, dei suoi spazi e delle sue cose. E’ anche più egoista.  Riserva sempre qualcosa per se stesso. Non a caso è più restio a sposarsi. Matrimonio che presuppone il dono totale. Quando però sperimenta questo amore autentico della donna, quando si sente amato in questo modo incondizionato e immeritato, matura il desiderio e la volontà di ricambiare quell’amore così bello e pieno. Tutto parte però dalla donna. Esistono eccezioni, ne conosco alcune, ma solitamente funziona così. Non voglio divagare troppo. Torniamo all’emorroissa. Quanti spunti il Vangelo di oggi. L’emorroissa sono tante coppie di sposi. Tante coppie che stanno perdendo la vita. La relazione sta morendo. Relazione abitata dalla sofferenza, dal peccato, dalla incapacità di farsi dono o di accettare il dono. Relazioni che non danno gioia, ma che sono difficili. Tutti intorno magari vi dicono di mollare. Vi dicono che non ne vale la pena. Avete provato in tanti modi, tanti medici e tante soluzioni, ma niente. Non ne venite fuori. Cosa può fare la differenza in questi casi? L’emorroissa si è salvata per due motivi. Per la sua determinazione e per la sua fede. Solo questo può salvare un matrimonio che sembra morto, che da tanti anni continua a sanguinare. Bisogna trovare la forza di perseverare. Forza che viene dalla convinzione che da quella relazione dipende la mia santità e la mia salvezza. Abbandonare significa smettere di lottare per l’unica cosa che conta: l’amore. L’unica cosa che ci porteremo come ricchezza nella vita eterna. Questa lotta non sarebbe però possibile senza la speranza di poter vincere. Speranza che può nascere solo dalla fede. Fede in una persona, in Gesù. Fede nell’amore di Gesù che lui stesso ci ha donato e che mai smetterà di donarci. Fede che ci permette di sentirci deboli, impotenti e fragili e nel contempo sicuri di poter contare su una forza dirompente che non viene da noi. Questo ci salverà. Mi piace terminare con un cenno sul tocco. Ciò che dona forza all’emorroissa è poter toccare il mantello di Gesù. Significa fare concreta esperienza dell’amore. Gesù, proprio grazie al matrimonio, ci può amare concretamente nel nostro sposo e nella nostra sposa.  Abbiamo bisogno di toccare l’amore. C’è bisogno del contatto. Cosa c’è di più bello di un abbraccio tra due sposi. Io lo cerco spesso con Luisa. Ne ho bisogno. Sento davvero l’energia dell’amore che passa attraverso quel gesto. Nel Vangelo si parla di potenza. E’ davvero così. Nell’abbraccio c’è uno scambio di potenza tra gli sposi. E’ come se si caricassero a vicenda. Fossero uno il caricabatterie dell’altro. Ricordiamoci di ricaricare il cuore della persona che amiamo. Ne ha bisogno e ne ha diritto. Glielo abbiamo promesso. L’amore passa anche attraverso questo scambio di energia positiva o, per chi come noi crede, di Spirito Santo.

Antonio e Luisa.

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