Noi siamo abituati a non accontentarci

In questi giorni di insicurezza, nei quali si assiste ad una crescita esponenziale dei contagi da Coronavirus, si susseguono i consigli dati dagli “esperti” per evitare il più possibile di entrare in contatto con il virus. Abbiamo scoperto che anche il sesso è diventato pericoloso. D’altronde presuppone vicinanza e contatto come nessun altra attività visto che c’è una compenetrazione dei corpi.

Ed ecco che arriva il genio. Potete trovare la notizia su diversi quotidiani. Si tratta di una sessuologa che ha stilato le regole per una sessualità sicura. No, non è il preservativo. Quello ormai è un consiglio da principianti. No nulla di tutto questo. Le regole anticovid sono quattro:

  • Igienizzarsi e igienizzare e la stanza
  • Areare i locali consentendo un ricambio di aria
  • Indossare la mascherina
  • Cercare di stare distanziati per quanto possibile

Ci sarebbe da ridere se non fosse che la dottoressa in questione è drammaticamente serie quando offre questi consigli illuminanti. Questi quattro punti hanno il merito di evidenziare quanto sia povera l’idea di incontro intimo e di sesso di tante persone e addirittura, come in questo caso, di chi è professionalmente occupato in questo ambito.

Capite cosa significa tutto questo? Il sesso viene ridotto ad un po’ di ginnastica, di solito piacevole per l’uomo, meno frequentemente piacevole per la donna. Infatti la dottoressa poi, nell’intervista video che ha rilasciato a Repubblica, ha fatto un esempio concreto di cosa intenda dire: privilegiare gli accarezzamenti, la stimolazione reciproca e il tutto, purtroppo, è necessario farlo con la mascherina.

Detto in altre parole, l’esperta consiglia la masturbazione reciproca, distanziati e con mascherina. Naturalmente niente baci. A meno che non si sia estremamente sicuri della salute propria e del partner. Il tutto diventa, di conseguenza, un mezzo per raggiungere l’orgasmo. Qualcosa di estremamente povero.

Noi sposi cristiani siamo molto fortunati. Abbiamo, o dovremmo avere, una considerazione molto più elevata e grande del sesso. Per noi è un gesto talmente bello e grande da essere addirittura sacro. Un gesto che è aperto alla vita ed è unitivo. Quindi sempre generativo. Generativo di amore, anche quando non si concepisce un bambino.

Attraverso l’incontro intimo noi facciamo un’esperienza concreta dell’unione profonda dei nostri cuori. Il rapporto diventa relazione, i corpi diventano linguaggio e il tutto diventa comunione. Cara dottoressa quello che lei ci propone è sinceramente una proposta molto misera rispetto ai nostri standard. Noi cristiani siamo abituati alla pienezza e alla bellezza. Non siamo solo alla ricerca di un po’ di piacere corporale e superficiale, ma di un piacere pieno che coinvolga sicuramente il corpo, ma che attraverso di esso possa arrivare fino nella profondità del nostro spirito. Noi siamo abituati a consumare il nostro rapporto. Non come lo intende tanta gente. Non deve essere inteso con l’etimologia cumsumere che significa appunto usare e portare a logorio, ma con l’etimologia cumsummare che vuol dire portare a compimento, condurre allo scopo. Portare alla pienezza. Quindi nella sua accezione più nobile. Noi siamo abituati a non accontentarci, cara dottoressa. E se non saremo sicuri della nostra salute, vorrà dire che aspetteremo, perchè non possiamo accontentarci di qualcosa che non sia il tutto.

Antonio e Luisa

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Punto e a capo

Questa mattina ero al mare…

Sono venti anni che vengo a villeggiare in questo meraviglioso posto del Salento e i ritmi si sono scanditi sempre alla medesima maniera. Orari per andare in spiaggia, incontri con le famiglie che regolarmente frequentano questo luogo come noi, i tuffi nella splendida e trasparente acqua marina, il caffè in ghiaccio, i rumori e gli schiamazzi, l’animazione del villaggio, canti, balletti e gioco aperitivo, la crema solare e quant’altro. Anche quest’anno ci risiamo, stessa spiaggia stesso mare diceva una nota canzone.

Eppure, non è proprio cosi.

Estate del Covid 19 potremmo chiamarla e credo che negli annali rimarrà questa definizione. Questa riflessione mi è nata proprio nel vedere gli operatori dell’equipe animazione e della loro efficiente attività per far divertire i villeggianti. Mentre i bravissimi ragazzi si adoperavano nelle performance classiche del ballo di gruppo pensavo proprio alla modalità comune di noi esseri umani. Qualunque cosa ci capiti, nel momento in cui ne abbiamo possibilità, cerchiamo di riprendere le cose così come le abbiamo lasciate, adoperandoci come nulla fosse accaduto. Se per anni le equipes di animazione hanno agito in un certo modo, continueranno ad agire nello stesso modo, riproponendo ciò che da sempre è piaciuto alla stragrande maggioranza dei riceventi.

Io per esempio mi lamentavo del fatto che la musica fosse troppo alta o che si imponesse a tutti la pratica di certi riti orientali, tanto graditi ai più, come il saluto del sole alle dodici, tipicamente appartenente alla filosofia yoga. Vi rendete conto cosa sarebbe accaduto se avessi proposto il momento corale dell’ANGELUS nel bel mezzo della spiaggia? Sarei finita in tutti i giornali per imposizione cattolica agli astanti, mentre, per un saluto al sole e relativo “om”, nessuno oserebbe scandalizzarsi perché risulterebbe esotico e trasgressivo. Infatti meglio essere creduloni che credenti e meglio invocare chi manco sai piuttosto che il Dio Vivo e Vero che ciascun battezzato ha come Padre.

Però per venti anni è accaduto ripetutamente questo e i ritmi si sono scanditi cosi.

Ecco perché, questa mattina , mentre vedevo quattro persone che cercavano di riprendere il discorso del risveglio muscolare o del balletto di cui sopra, mi sono resa conto che non è più come prima e che, quando si crea un problema enorme come il lockdown, tutti a casa e poi tutti “apparentemente” liberi, il punto non va a capo come sempre ma occorre riprendere in mano una vita diversa.

Se tutto questo può generare in noi una sorta di “nostalgia canaglia” dei vecchi tempi in cui tutto scorreva liscio e tutti si bivaccava come si voleva, è anche vero che deve offrirci una visione diversa delle cose e anche un modus operandi differente sull’andazzo del mondo circostante. Chi può dire ad esempio che non sarebbe stato bello, negli anni precedenti, recitare l’Angelus piuttosto che l’om e magari oggi ritrovarsi in un universo migliore avendo sempre invocato un Dio creatore e desideroso del bello e del bene piuttosto che troppe invocazioni che non conosciamo e che ci immergono solo in tante idolatrie? Forse ora, nella precarietà di un futuro immerso nell’incertezza di un Covid virulento abbasseremmo un po’ tutti la cresta e la superbia di sentirci onnipotenti di fronte a tutto?

Magari fosse cosi!!!

Però che tristezza vedere il nostro tentativo di continuare a vivere come niente fosse. Del resto anche difronte ad un terremoto devastante il dopo non è più quello di prima. Occorre tirar via tutte le macerie, ripulire, rigettare le fondamenta, ricostruire e poi riabilitarsi dentro, nei cuori, nelle esistenze, negli inevitabili cambiamenti. Invece cosa vediamo accadere? Divisioni, opinioni contrastanti, ideologie politiche e teologiche, corse a legiferare il tutto e il di più persino in dispregio dei valori minimi quali la vita e la famiglia che è l’unica cellula di formazione del mondo stesso.

Qualche giorno fa ho scritto questo pensiero e lo ri-sottoscrivo qui: “Uno Stato che legifera la morte e lo fa anche in tempo di pandemia, come mai si preoccupa cosi tanto per tutelarci dal Covid? Questo ben venga ovviamente ma la vita o la tuteli sempre o mai. Insomma credo che i conti non ci tornano vero?” In tanti casi si aiuta a morire (aborto, embrioni congelati, eutanasia, indifferenza nell’ uso di alcool e sostanze soprattutto a danno dei giovani..) e poi dinanzi ad una pandemia tutto questo zelo???

Per tornare all’inizio di questa riflessione vorrei sottolineare che di tanti comportamenti sbagliati o addirittura pericolosi, tendenti al male, nessuno se ne avvede quando ci si sente padroni del mondo. Quando invece le cose cominciano a vacillare non sarebbe bene fermarsi e fare una ricca inversione ad “u” della propria esistenza? Se l’uomo che dovrebbe tendere a salvare ogni vita umana, come nel caso di fermare i contagi, continuerà ad imporre leggi mortifere come potremo liberarci del male? Santa Madre Teresa di Calcutta lo disse dinanzi ai potenti della Terra e ammutolì tutti gli astanti.

Qualcosa è cambiato?

Allora credo sia vero che nulla può essere come prima se non operiamo la conversione del cuore. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». Mt (11,28-30)

Dove pensiamo di andare se non a Lui?

Rifletti tu che stai leggendo e non ti perdere in mezzo ai falsi profeti o ai branchi di lupi perché sarai divorato e mai RISTORATO!!!!

Cristina Epicoco

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Articolo originale sul blog di Annalisa Colzi