Dirette 3 coppie 2.0. La castità (prima parte)

Oggi presenteremo attraverso questo blog quanto scaturito dalla diretta che noi di Matrimonio Cristiano, con le altre due coppie di Amati per Amare e Sposi&Spose di Cristo, abbiamo dedicato ad un altro tema fondamentale: la castità. Prevalentemente vissuta nel fidanzamento ma non solo.

I primi ad intervenire sono Pietro e Filomena. Loro hanno sicuramente un punto di vista originale. Un punto di vista formatosi dalla loro storia spiritualmente travagliata. Hanno pensato entrambi alla consacrazione reliosa prima di indirizzarsi verso il matrimonio e la loro vocazione autentica.

In particolare Filomena ha vissuto 13 anni di castità come religiosa. Filomena ha capito di aver compreso cosa davvero fosse la castità dopo il matrimonio, quando è diventata madre per la prima volta. La castità del cuore si riflette molto ed è evidente nel rapporto tra madre e figlio. Castità è verità. Ciò influenza moltissimo i rapporti con i nostri figli. Avere un atteggiamento possessivo verso i figli non è casto. Impedisce loro di imparare ad amare. Questo accade spesso. Addirittura nella mia esperienza mi capita di incontrare madri che fanno fatica ad accettare che i loro figli amino il padre e viceversa. Sono gelose. Lo vorrebbero tutto per sè.

Amare nella verità il proprio figlio significa non solo accettare, ma essere felici che il figlio senta la necessità di staccarsi da lei. Di essere una persona diversa da lei, che non è completamente fagocitato e dipendente. Ne va della felicità del bambino e del futuro adulto. Per la madre si tratta di un sacrificio a volte, ma un sacrificio necessario per farsi piccola e lasciare spazio all’uomo o alla donna che sta prendendo forma in quel bambino o in quella bambina.

Non si tratta di un distacco fisico naturalmente, ma soprattutto emotivo e affettivo. Accettare che il figlio possa amare altre persone senza coinvolgerla in quella relazione. Se la madre ha un rapporto casto la madre è felice di non essere più la protagonista della vita del figlio, ma facendosi da parte permette a lui di diventare protagonista della propria vita. Un protagonista libero, maturo e per questo capace di amare.

La castità non è quindi solo un atteggiamento e una modalità che riguarda i fidanzati, ma riguarda tutte le relazioni affettive. Per tutti la castità non è il rifiuto dell’altro, che nel fidanzamento si concretizza nel rifiutare l’altro nell’incontro intimo, ma piuttosto consentire all’altro di creare quello spazio mentale e spirituale con il quale riesca ad amare davvero nella verità e nella libertà. Perchè ciò possa avvenire serve anche un rispetto fisico, un rispetto del corpo dell’altro. Non esiste nulla che sia solo spirituale quando si parla di uomo. Noi siamo si spirito ma anche corpo e quanto succede ad una parte di noi ha conseguenze anche sull’altra.

Pietro e Filomena hanno deciso di partire dal rapporto madre-figlio, una relazione da cui tutti siamo passati e di cui abbiamo fatto esperienza proprio per evidenziare come la castità non sia qualcosa che riguarda solo l’ambito sessuale ma è molto di più. Il cuore della castità è proprio nel cuore dell’uomo. Un atteggiamento che ci accompagna tutta la vita. Un atteggiamento che ci apre ad una vita felice, perchè una vita felice non può prescindere dalla castità. Essere casti, lasciare uno spazio di libertà all’altro non solo consente all’altro di fare esperienza di Dio ma lo permette anche a noi, che facendoci da parte, rispettando la sacralità dell’altra persona, sappiamo non farci dio ma comprendiamo di avere noi stessi bisogno di Dio.

Nel prossimo articolo ci sarà modo si addentrarci maggiormente nell’aspetto sessuale. Questa premessa è stata però una meravigliosa introduzione.

Antonio e Luisa

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La soluzione è dire sempre si al nostro matrimonio

Se hai sperimentato la gioia della risurrezione di Gesù nella tua vita, significa che, in un fatto difficile della tua storia che sembrava decretare la tua “fine”, hai scoperto che il tormento non aveva l’ultima parola per te in quella vicenda. Questa è la nostra fede. Ma non tutti i giorni della tua quotidianità sono fatti di gioia, non tutta la tua settimana respira la risurrezione di Dio.

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Perché ci sono momenti di difficoltà in cui ti sembra di non cavare un ragno dal buco, come gli apostoli che pescano tutto il tempo e non tirano su neanche un pesce. Gesù lo vede che ci sono momenti della nostra vita in cui non abbiamo più cibo sostanzioso, che siamo alla deriva, in grosse difficoltà e non è indifferente. Nel Vangelo di ieri, ad un certo punto arriva un tizio (che loro neanche riconoscono) che gli dice di provare a gettare le reti dalla parte destra della barca. Il suggerimento è quanto meno assurdo, perché non è che se uno non trova i pesci dalla parte sinistra della barca poi a destra li trova. La fiducia contro ogni logica li ricompensa di una pesca esagerata che è così abbondante da poter spaccare le reti, che però reggono. Se stai vivendo una crisi o una sofferenza particolare nel tuo matrimonio o relazione di coppia, il senno ti direbbe di arrenderti, tirare le reti in barca e cambiare aria. Trovarti un’altra compagna, o un altro marito. E invece Gesù ti dice di fare una cosa insensata. Ti invita a cercare la soluzione del crollo dentro al matrimonio e non fuori: rimani in quella crisi, prendi questo dolore come un’occasione di pesca abbondante anche se sembra tutto arido, perché lì Gesù si manifesta stanne certo. Al mio matrimonio non gli dava due lire nessuno. La crisi nel tempo testimoniava la fatica di due storie troppo difficili da mettere insieme. Eppure dopo dieci anni di fatica, scontro, ferite, cadute e sollevamenti, amore e odio, quando meno ce lo aspettavamo ci siamo ritrovati a tirare su le reti della nostra relazione, e non erano più vuote, ma piene di ottimo cibo nutriente da condividere non solo fra noi, ma anche con tutta la comunità di famiglie e persone intorno. Da questa abbondanza nasce l’attività di evangelizzazione Amati per Amare. Il Vangelo di questa domenica è un dono speciale che ci ricorda che il Signore Gesù è presente col Suo Amore nei nostri matrimoni e nelle nostre vite. Ma senza la nostra risposta la relazione con Lui non può fiorire, ma soprattutto il Suo Amore senza il nostro si, non si può manifestare a chi ci sta accanto. Le tre domande a Pietro sono una bellissima espressione del corteggiamento di Dio per l’uomo. La risposta di Pietro una dichiarazione d’amore e di fedeltà all’amato Gesù. Come se Gesù dicesse sappi che il mio amore ci sarà sempre, ma ho bisogno anche del tuo. La polarità bisognosa di Dio parte dal desiderio di una relazione intima con ciascuno di noi ed eleva me e te ad una dignità inestimabile. Il tuo Dio ha bisogno di te, del tuo amore, dei tuoi sentimenti, della tua risposta positiva a questo affetto, per manifestare la Sua Gloria. Cosa significa per me oggi voler bene a Gesù nel mio matrimonio e nella mia famiglia. È come se Gesù ti chiedesse oggi se gli vuoi bene, se lo ami, perché senza di te non si può fare. La tua risposta d’amore segna l’inizio di una missione, di un mandato in cui l’unico intento è annunciare a tutti la Salvezza di Dio per la propria vita.

Claudia e Roberto.

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