Dirette 3 coppie 2.0. La famiglia di origine. (3 parte)

Abbiamo terminato il precedente articolo sul più bello. (Cliccate qui per leggere le prime due parti 1 2) Se l’altro non capisce che c’è un problema? Se non vuole fare nulla per arginare la famiglia di origine? E’ sicuramente un comportamento che genera una ferita nella coppia e nel coniuge che si vede non sostenuto. A volte si sente addirittura amato meno dei suoceri. C’è davvero una sensazione di tradimento. Essere messi dopo quando dovremmo essere al centro dell’amore del nostro sposo o della nostra sposa ci fa stare male.

L’errore più grande che in questi casi si può commettere è mettersi in competizione. Purtroppo è anche la reazione più immediata ed impulsiva. E’ importante, quindi, da un lato spronare l’altro/a, non far finta di niente. Il problema c’è e va affrontato. Senza però fare la guerra. Mettersi in competizione fa sentire l’altro in mezzo a due fuochi e se è dipendente, non autonomo dalla famiglia di origine, reagisce male. C’è un acuirsi delle tensioni. Se il nostro coniuge è dipendente non funziona. Non è riuscito ancora ad elaborare i confini e dare un ultimatum lo distrugge.

Cosa fare allora? C’è la via più difficile ma l’unica che può dare risultati. Corteggiare l’altro/a. Amarlo ancora di più. La modalità di Dio. Chi è lontano o è schiavo lo ama ancora di più per liberarlo e riattirarlo a sè. Corteggiare anche la famiglia di origine in alcuni casi può essere risolutivo. Non significa adulare ed essere ipocriti, ma deporre le armi. Mostrare di avere una predisposizione positiva e non competitiva. Di non essere un pericolo per il loro “bambino” o per la loro “bambina”

Lo sappiamo è una strada difficile e piena di incognite, dove serve pazienza ed equilibrio. Se avete questo problema ricordate però che avete scelto voi di sposare vostro marito o vostra moglie. Avete preso tutto di lui/lei. Avete preso il pacchetto completo e ora non potete lamentarvi che non è quello che volevate. Non serve. E’ ora di rimboccarsi le maniche e amare più che potete l’altro/a. Per portare in salvo il vostro matrimonio, per liberare lui/lei dalla sua schiavitù e per sanare le vostre ferite. Chiedete la forza a Gesù. Nel sacramento c’è tutta la Grazia necessaria per farcela.

Antonio e Luisa

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Dirette 3 coppie 2.0. La famiglia di origine. (2 parte)

Riprendiamo il discorso da dove l’abbiamo lasciato (qui la prima parte). Come mettere argine alla famiglia di origine quando questa rischia di rovinare la relazione della coppia di sposi. Partiamo con una domanda. E’ necessario mettere una distanza anche fisica tra noi e i nostri genitori oppure basta una distanza emotiva e psicologica? Non è necessario sempre allontanarsi anche geograficamente. All’inizio del matrimonio forse è però indicato. Anche quando la famiglia di origine non è invadente. E’ importante trovare e custodire il noi della coppia. Fare in autonomia le scelte. Scoprirsi un qualcosa di diverso dai nostri genitori. Si lo sappiamo ma spesso non lo abbiamo coscientizzato in noi stessi.

Prendere consapevolezza che siamo altro è un passaggio fondamentale. Magari le nostre famiglie di origine possono anche soffrire della nostra scelta, quando decidiamo di metterle un po’ da parte, ma è necessario. Se affrontiamo questo passaggio poi possiamo tranquillamente vivere vicino ai suoceri perchè ci sarà una consapevolezza diversa e i ruoli saranno chiari.

E’ fondamentale capire che non sono loro che devono staccarsi da noi, che sono invadenti, ma siamo noi figli che dobbiamo staccarci da loro. Abbiamo in mano la nostra vita e se noi non vogliamo, i nostri genitori non possono andare oltre ciò che noi consentiamo loro di fare.

Come agire in concreto? Vi diamo alcune regole. Sono proposte da Claudia e Roberto:

  1. Ognuno dei due sposi si interfaccia con la propria famiglia. Ciò significa che se io dovessi avere problemi con la madre di mia moglie è meglio che lasci comunque parlare mia moglie. Ciò che dice un figlio o una figlia ha un peso diverso rispetto a quando parla un genero o una nuora.
  2. Tra i due sposi è fondamentale ci sia accordo. Si può litigare dentro casa ma fuori uniti. Non dobbiamo mostrare disaccordo. Se mia moglie litiga con mia madre, io davanti a mia madre difendo mia moglie. Poi nel privato possiamo anche discutere sul suo comportamento. Mostrare disaccordo è già una crepa dopo possono entrare gelosie e competizioni. E’ fondamentale mettere un confine dove la famiglia di origine non possa entrare e mettere zizzania.
  3. I genitori non devono avere le chiavi di casa e se le hanno non usarle quando noi siamo in casa. Devono bussare sempre. Si tratta di un accorgimento più psicologico che altro. E’ importante capiscano che stanno entrando nella casa di un’altra famiglia, non della loro.

Tutti questi accorgimenti sembrano quasi cattivi verso chi ci ha generato e cresciuto. In realtà mettere paletti è indispensabile per noi, per la nostra coppia e anche per loro. Solo nella libertà si può amare in modo sano. Non nella dipendenza. Mettere un confine tra noi e loro significa custodire la nostra coppia e anche loro dai nostri pesi che magari fanno fatica a sopportare. Se si crea questo tipo di rapporto poi ci sarà anche la serenità e la tranquillità necessarie per prenderci cura di loro quando saranno anziani e avranno bisogno di un sostegno.

Ok tutto chiaro e facile se entrambi gli sposi sono d’accordo. Se mia moglie non capisce? Se mio marito non ci sente? Risponderemo con il prossimo articolo.

Antonio e Luisa

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