Vogliamo sposarci per essere pane per il prossimo

Ciao! vi ricordate di noi?! Siamo Federica e Alessandro. Vi avevamo raccontato la nostra storia qualche anno fa.. Ecco un veloce riepilogo! Io ho 36 anni e sto con Alessandro, 44, da tre anni. Quando io e Alessandro ci siamo conosciuti io vivevo a Firenze, e lui a Novara.
All’inizio dell’anno scorso abbiamo capito che era arrivato il momento di pensare a mettere su famiglia, così abbiamo valutato che fosse più opportuno che fossi io a trasferirmi a Novara, anche se avrei dovuto lasciare la mia casa e cambiare lavoro. Così, anche contro il parere di qualcuno, ho iniziato a fare colloqui per il trasferimento tra Pubbliche Amministrazioni, fino a che sono stata assunta in un Comune vicino a quello in cui vive Alessandro, e mi sono trasferita.Viviamo insieme, mantenendo la castità.
Prima di conoscere Alessandro, pregando davanti al Crocifisso del Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza, avevo promesso al Signore che se mi avesse fatto trovare la persona giusta, lo avrei ringraziato celebrando lì il matrimonio. Questo avverrà il prossimo 31 agosto, e a celebrare il rito ci saranno i nostri due direttori spirituali, don Silvio e don Giuseppe (che avevamo conosciuto a Collevalenza e che ci disse subito che secondo lui eravamo fatti l’uno per l’altra e che è volontà del Signore che stiamo insieme).
I preparativi del matrimonio sono già nel vivo, e da poco abbiamo concluso il corso prematrimoniale. L’ultimo incontro del corso, con la celebrazione della Santa Messa, si è svolto proprio la IV domenica di Quaresima, domenica nella quale il Vangelo ci parla della parabola del Figliol Prodigo (o Padre Misericordioso).
Noi siamo molto legati a questo brano del Vangelo, e vorremmo che fosse proclamato il giorno del nostro matrimonio, proprio perchè è al centro del messaggio della Beata Madre Speranza, e fondante sia per il Santuario dell’Amore misericordioso che per la nostra famiglia, che vogliamo consacrare a Collevalenza.
Ma la cosa più importante è che quel fine settimana sono accadute due cose che ci hanno molrto colpito.
Sabato pomeriggio, arrivati in chiesa per la Messa conclusiva del corso prematrimoniale, ci è stato chiesto se volessimo partecipare alla processione offertoriale, e noi abbiamo accettato subito.
Andando a prendere posto insieme agli altri fidanzati prima dell’inizio della Messa, avevo chiesto al Signore che io e Alessandro potessimo offrirgli il Pane, perchè possiamo anche noi farci Pane per gli altri, così come aveva fatto la Beata Madre Speranza,su richiesta del Signore stesso. Così è successo: io e Ale abbiamo offerto il Pane.
Poco prima di andare a Messa quel sabato, mi chiamò don Silvio, uno dei nostri due direttori spirituali (che vive a Novara ed insegna in seminario) dicendomi che avrebbe celebrato la messa nella nostra parrocchia sia alle 18 che l’indomani alle 10.30. Prima di quella telefonata io e Ale avevamo pensato di non andare a messa alle 10.30 dato che avremmo partecipato a quella prefestiva, ma se il direttore spirituale ti chiama non puoi dirgli di no!
Così siamo andati a Messa e ci ha colpito molto l’omelia di don Silvio. Lui ha parlato della figura del vitello grasso, che viene sempre tralasciata. E’ invece fondamentale, in quanto la traduzione del termine greco, che indica l’aggettivo grasso, è in realtà “di grano”, per cui la traduzione letterale è “vitello di grano”. A cosa serve il grano? a fare il pane… e chi si è fatto Pane per noi? Gesù, che oltre a farsi Pane si è immolato come Agnello. Così ci è tornata alla mente la Madre e ciò che era accaduto il giorno prima, dandoci ancora una volta la conferma di quello in cui crediamo, e che non a caso ci sono accaduti episodi che ci hanno spinti verso il Santuario dell’Amore Misericordioso e Verso la devozione alla Beata Madre Speranza. Da lì cominceremo il nostro cammino ed il nostro compito: portare l’Amore Misericordioso a quanti incontriamo sul nostro cammino.
Federica e Alessandro

Tra la testa e il cuore.

Ho ricevuto questa luminosa testimonianza da parte di Federica e Alessandro. Grazie cuore e che la vostra unione sia sempre benedetta e protetta da Gesù e Maria.

Siamo Federica e Alessandro.
Io ho 33 anni, sono originaria di Palermo, ma vivo a Firenze da sei anni, dove mi sono trasferita per lavoro. Sono disabile dalla nascita: ho una emiparesi laterale sinistra, che comporta un uso limitato della mano sinistra, ed ho qualche difficoltà nel muovermi, sebbene cammini ed usi i mezzi pubblici per spostarmi.
Alessandro ha 42 anni ed è di Novara, dove vive e lavora nella ditta di famiglia.
Ci siamo conosciuti circa quattro anni fa, su un gruppo Facebook dedicato a Claudio Baglioni, il nostro cantante preferito.
Fui io a chiedergli l’amicizia, ma il nostro “rapporto” non è mai decollato, perché dopo aver parlato con Alessandro (erroneamente, lo ammetto), in modo superficiale, non lo avevo trovato interessante.
Lui però continuava a scrivermi, a chiedermi come stavo, ed io gli rispondevo molto vagamente.
Nel frattempo io ero impegnata in una storia, finita a novembre 2014.
A novembre 2015 acquistai un biglietto riservato ai portatori di handicap del concerto dei Capitani Coraggiosi, Baglioni e Morandi, che mi dava la possibilità di portare con me un accompagnatore. Così scrissi un post su Facebook chiedendo se qualcuno avesse voglia di venire con me ed Alessandro si offrì. All’inizio ero un po’ titubante, e speravo si tirasse indietro, cosa che fece per diversi motivi, ma risolte le questioni mi disse che alla fine poteva venire con me.
Cominciammo a sentirci spesso, a parlare, finché un giorno Alessandro mi disse che si era innamorato di me già da tempo, che mi seguiva da lontano, leggendo i miei post. Non gli interessava della mia disabilità, sentiva che il mio cuore era puro, che avevo bisogno di amore ed ero pronta a darne. In quel momento qualcosa dentro il mio cuore si sciolse: era come se avessi un nodo che quella dichiarazione fece sparire.
Parlando, Alessandro mi disse che grazie ai miei post su Facebook riguardanti la fede cattolica, voleva riavvicinarsi alla Chiesa, riaccostarsi ai sacramenti (cosa che fece il giorno del concerto): aveva smesso di andare in chiesa da parecchio tempo, pur essendo stato chierichetto e animatore in oratorio, senza un vero motivo. Alessandro mi ha chiesto anche di andare a messa tutti i giorni: se siamo insieme riusciamo a farlo, ma se siamo soli è un po’ più difficile, per i diversi impegni. Siamo di stimolo l’uno all’altro, anche se sarebbe ottimale andare sempre a messa. Abbiamo preso comunque la buona abitudine di pregare insieme ogni giorno: alle 15 seguiamo su Tv2000 la Coroncina alla Divina Misericordia, alle 18 seguiamo il S. Rosario da Lourdes e la sera prima di dormire, per telefono.
Un giorno Alessandro mi disse che dopo essere venuto a Firenze, sarebbe andato a Perugia per una breve vacanza, e per visitare Assisi. Gli dissi che sarei andata con lui: volevo portarlo a Collevalenza, al Santuario dell’Amore Misericordioso, per fargli fare l’immersione nelle piscine. Io sono devota della Beata Madre Speranza di Gesù, sono volontaria al Santuario, e sto facendo un percorso per diventare Laica dell’Amore Misericordioso.
Ritenevo fosse un buon modo di rinnovare le promesse battesimali e riprendere il cammino della fede.
Ci andammo il 3 marzo 2016, e facemmo l’immersione, dopo aver pregato sulla tomba di Madre Speranza, dove Alessandro avvertì la presenza della Madre sorridente. In Basilica, davanti una statuetta del Bambino Gesù dalla storia miracolosa, avvertì una voce che gli diceva: “Bentornato!”
Durante l’immersione io chiesi al buon Gesù di farmi capire se Alessandro fosse la persona che Lui aveva scelto per me e per cui avevo pregato tanto.
Alessandro si era sentito molto più sereno e leggero durante l’immersione.
Il giorno dopo andammo ad Assisi e assistemmo alla Santa Messa nella Basilica Inferiore. Durante l’omelia incentrata sul comandamento dell’Amore io mi sentivo il cuore piccolo piccolo, come se qualcuno me lo stringesse, e qualcosa dentro di me che mi diceva: “tu non puoi amarlo! Tu non puoi amarlo!” Mi voltai verso Alessandro, e vidi che aveva gli occhi spalancati e terrorizzati. Alla fine della Messa mi disse che si era sentito il cuore esplodere, e aveva avuto la sensazione di qualcuno che gli dicesse: “Non dovete ascoltare le parole del sacerdote!”. Capimmo che era stato un attacco del Maligno… e se era un attacco del Maligno, allora il Signore voleva che stessimo insieme! Comprammo due Tau, li facemmo benedire e da quel giornoli portiamo sempre al collo.
Abbiamo cominciato la nostra storia e da allora subiamo attacchi continui. Siamo stati attaccati da persone che criticano il nostro rapporto e che cercano di dividerci, e Alessandro a volte ha la sensazione che il Maligno gli dica che dobbiamo lasciarci perché il nostro non è amore. Di contro il Signore ci manda delle persone che ci aiutano a non cedere, o attraverso le omelie dai sacerdoti che sembrano rivolte a noi.
Un esempio. Siamo tornati a Collevalenza, perché io dovevo partecipare all’incontro mensile dell’Associazione Laici dell’Amore Misericordioso, e siccome Alessandro doveva venire a trovarmi siamo andati insieme. Io sarei dovuta andare a Collevalenza la settimana prima, da sola, ma l’incontro era stato rimandato all’ultimo. Vidi nello slittamento dell’incontro il segno che Alessandro doveva venire con me.
Quel fine settimana a Collevalenza accaddero diversi episodi.
Arrivati a Collevalenza andammo subito sulla tomba della Madre, e Alessandro avvertì di nuovo la sua presenza e la sensazione che gli dicesse: “Vi attendevo!”.
Ho spinto Alessandro a svolgere il servizio alle piscine, mentre io svolgevo servizio come guida nella casa della Madre. Alessandro ha capito cos’è il servizio al prossimo.
Abbiamo conosciuto un sacerdote molto in gamba che ci ha fatto capire diverse cose.
Mentre parlavamo, questo sacerdote ha detto una cosa che ci colpì molto. Disse, senza sapere del concerto, che tra me e Alessandro io ero la testa ed Alessandro il cuore… io e Alessandro ci guardammo ed esclamai che era stato lo Spirito Santo a fargli dire quelle parole. Gli parlammo del concerto e della canzone “Capitani Coraggiosi” che simboleggia la nostra storia. Recita così: “tra la testa e il cuore, capitani coraggiosi noi”. L’incontro tra la testa e il cuore che si completano!
Don Giuseppe ci disse anche che vedeva luce tra noi, e che gli attacchi del Maligno sarebbero arrivati soprattutto a me, perché ero stata uno strumento del Signore per far riavvicinare Alessandro, e mi disse che se la mia fede dovesse vacillare crollerebbe tutto, perché crollerebbe anche Alessandro. Ci ha suggerito di farci seguire da un direttore spirituale, che per fortuna abbiamo trovato, e per il quale avevo pregato.
Quel sabato, a Collevalenza era arrivata una nostra carissima amica, che da Roma organizza pellegrinaggi, e volle che raccontassimo ai pellegrini che erano con lei la nostra storia. I pellegrini stavano ad ascoltarci, e capimmo che la nostra missione è testimoniare il Vangelo attraverso il nostro amore.
Abbiamo capito anche che dobbiamo divulgare il carisma dell’Amore Misericordioso e per questo abbiamo creato il gruppo Facebook “L’Amore Misericordioso nella famiglia sulle orme di Madre Speranza”

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