Accogliere non basta. La misericordia è uno sguardo che cambia la vita.

Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?».
Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch’io ti condanno; và e d’ora in poi non peccare più».

La parola misericordia credo sia la più abusata dopo la parola amore. Papa Francesco, secondo il mio avviso, sta portando avanti una rivoluzione nella Chiesa. Ha compreso che non si può più proporre dogmi, leggi e magistero così, calandoli dall’alto o come dice lui mettendo pesi insostenibili sulle spalle dei fedeli che non riescono a portare, perchè non ne capiscono il senso. Papa Francesco, nel suo ospedale da campo, nella sua Chiesa della misericordia, vuole partire da ogni persona, dalla sua storia, dai suoi problemi, dalle sue ferite e DAI i suoi errori, per accompagnarla e portarla alla pienezza. Fare in modo che l’accoglienza sia solo l’inizio di un cammino che conduce alla pienezza della vita. Un cammino difficile e di discernimento dove la Chiesa non impone nulla, ma aiuta ogni persona a scegliere la cosa giusta, la via stretta. Purtroppo accanto al Papa non vedo sempre un clero e una pastorale preparati alla sfida che il Pontefice ha lanciato ai suoi preti. Vedo la misericordia che si ferma alla semplice accoglienza. Spesso perchè non c’è più la capacità di accompagnare. Soprattutto per quanto riguarda il sesto comandamento. Si parla di amore in modo spirituale come se il corpo non c’entrasse. Come se atti, atteggiamenti e comportamenti non fossero decisivi nel vivere in modo autentico o falso l’amore.  Il sesto comandamento, quello più dimenticato e quasi irriso è stato nella pratica abolito. Ed ecco che rapporti prematrimoniali, uso di anticoncezionali, adulterio, seconde nozze, rapporti omosessuali vengono sempre più accolti nella Chiesa come se fossero espressioni d’amore e non di fragilità e peccato, come se nella Chiesa dovesse essere accolto il peccato oltre che il peccatore. E’ come se la Chiesa dicesse a quelle persone, ad ognuno di noi, tu sei il tuo peccato, per accogliere te devo accettare anche ciò che di sbagliato stai commettendo. Un po’ di tempo fa in un’omelia, un sacerdote, persona di fede e a cui voglio bene, ha affermato che la Chiesa non può lasciare indietro nessuno. E’ come se lui, durante una gita in montagna, non si fermasse con quelli che non riescono ad arrivare alla vetta. Avrei voluto dirgli che non basta fermarsi con quelle persone, accoglierle nel loro limite, nel loro peccato, nella loro fragilità e con tutte le loro ferite. Questo va bene, ma non basta. La misericordia è altro, la misericordia è dire a quella persona che Dio gli ha dato tutto per arrivare alla pienezza, ai duemila metri, alla vetta, e che non è meno degli altri. Significa mettersi accanto a quella persona con pazienza ed allenarle giorno per giorno fino a farla arrivare in vetta. Misericordia vuol dire iniziare un cammino insieme a quella persona perchè possa ritrovare la forza e vivere nella realizzazione la propria vita. Ecco perchè si deve dire alla persona omosessuale che Dio la ama sempre e comunque, ma solo nella castità sarà felice e potrà vivere relazioni pienamente umane. Così ai fidanzati si deve avere il coraggio di dire che il rapporto sessuale è un gesto falso se vissuto fuori dal matrimonio dove non c’è un’unione indissolubile. Avere il coraggio di accogliere i divorziati risposati, ma senza ipocrisia, senza cancellare la verità del male e il dolore che è stato seminato negli anni. Una misericordia che accoglie senza chiedere nulla trasmette due messaggi.

  1. Tu sei il tuo peccato e non puoi essere meglio di così. Sinceramente io di un’accoglienza così, che sa di elemosina, non saprei cosa farne. Fortunatamente nella mia vita ho incontrato pastori che mi hanno accompagnato e mi hanno aiutato a capire che non ero stato creato per vivere in quella miseria in cui mi trovavo, ma Dio mi voleva figlio di Re.
  2. Non esiste una legge naturale. Il caos. Ognuno trova la sua verità. L’amore è tutto e niente. E’ inutile tutto il magistero e l’insegnamento della Chiesa. Legge da intendere come libretto delle istruzioni per diventare pienamente uomo e pienamente donna e non come dogma oppressivo

Vi piace una Chiesa così? E’ attraente? Certamente no. Non ti rende migliore. La Chiesa deve invece avere lo sguardo di Gesù, uno sguardo che ha colpito profondamente l’adultera, Uno sguardo che parlava e trasmetteva tutto il suo amore a quella donna. Uno sguardo che diceva: Non vedi come sei bella, come ti desidero. Tu sei molto di più di quello che stai facendo, tu sei una meraviglia. Sono pronto a dare la mia vita per te perchè tu possa ritrovare la tua umanità e vivere nella pienezza per cui sei stata creata. Io lo so che è così. Io conosco quello sguardo. Uno sguardo che ho trovato in padre Raimondo Bardelli e che mi ha dato la forza di cambiare la mia vita. Uno sguardo che trovo ogni giorno nella mia sposa che mi da la forza perseverare e di non tornare indietro.

Antonio e Luisa

Il sesso non è sempre buono caro Ermal

Rientro oggi e leggo di dichiarazioni da parte del ministro #fontana che in nome del suo essere cristiano dichiara invisibili le unioni arcobaleno. Ma davvero credete che al buon Dio interessi come raggiungete l’orgasmo? Non gli interessa nemmeno di cosa vi rende felici, ma che siate felici. E allora Siate persone felici, di questo c’è bisogno. Di persone felici. A qualsiasi costo.

Ermal Meta ha detto la sua sulle parole del neo ministro Fontana. Fontana si riferiva alle famiglie arcobaleno. La riflessione che desidero, invece, proporre è più ampia. Non si limita ai rapporti omosessuali, ma tocca tutto l’ambito sessuale e dell’amore sensibile umano. Siamo fatti di anima e corpo. Anima e corpo come due dimensioni della stessa umanità. Anima e corpo che non sono distinte e separate, come tutta la filosofia greca vuole farci credere. Anima e corpo che sono così legate tra loro da essere indistinguibili. Siamo spiriti incarnati. L’anima luogo dove nasce l’amore, la volontà, l’intelligenza, la fede. L’anima come sorgente dei nostri desideri e della nostra profonda relazione con Dio. Il corpo, invece, dove l’amore prende concretezza. Dove prende vita e si manifesta. Non si può amare senza un corpo. Lo sguardo, la carezza, la dolcezza, la tenerezza, l’abbraccio e tutte le manifestazioni sensibili dell’amore avvengono attraverso il corpo. Provate a chiudere gli occhi, a mettervi di spalle al vostro amato (o amata) senza toccarvi e senza parlare, cercate ora di far percepire all’altro/a tutto l’amore che avete per lui/lei. Non ci siete riusciti vero? E’ normale. Non avete potuto usare il vostro corpo. L’amore senza corpo resta lettera morta. Gesù ha amato attraverso il corpo. Ha abbracciato, pianto, accarezzato, guardato amorevolmente con il corpo. Il corpo è tanto importante per lui da avercelo donato nel pane e nel vino eucaristico. Caro Ermal cos’è l’amore? Non quello che, probabilmente, pensi tu dell’amore, ma quello autentico, quello ecologico e biblico.

L’amore ecologico è un donarsi e un accogliersi tra due persone, che determina un’unione profonda coinvolgente la totalità del loro essere: Io personale, cuore e corpo.

L’amore è questo. L’amore per essere tale deve essere rapportato alla verità della relazione. Esiste l’amore tra una mamma e il suo bimbo. Esiste l’amore tra due fratelli. Esiste l’amore tra fidanzati. Esiste l’amore tra un uomo e una donna uniti dal sacramento del matrimonio. Ogni tipo di amore ha le sue manifestazioni per essere nella verità. Il bacio tra marito e moglie non può essere lo stesso che si scambiano madre e figlio. Fa ribrezzo pensare ad una madre che bacia appassionatamente il proprio bambino. Nessuno può considerare amore quel gesto. E’ un gesto malato. Perchè l’amore è vero solo se si esprime armoniosamente con il corpo. Attraverso il corpo dobbiamo saper esprimere la verità e in verità l’amore che il nostro cuore sta vivendo. Arriviamo al punto. Scusate la lungaggine, ma erano premesse necessarie. C’è una sola relazione che richiede un amore esclusivo, totale, fecondo e per sempre. Questa relazione è il matrimonio tra un uomo e una donna. C’è solo un gesto corporeo che rappresenta questo tipo di amore: l’amplesso fisico. L’amplesso fisico è un gesto autentico, dove c’è armonia tra cuore e corpo, solo nella relazione matrimoniale. Il corpo dell’uomo e il corpo della donna, non a caso, sono creati sessuati, diversi e complementari perchè l’unione dei corpi, l’amplesso appunto, possa manifestare e rendere visibile ai due l’unione dei cuori. Possa, anche, nell’incontro intimo, essere generativo di amore, di unità e, alcune volte, di un bambino. Solo in questo caso si tratta di un gesto che è capace di esprimere amore. Per questo esiste un luogo sacro dove marito e moglie possono riprodurre il noi che li costituisce: la vagina della donna. L’uomo è l’unico essere vivente che vive l’amplesso viso a viso. Non è un caso. E’ una caratteristica che ci rende profondamente uomini, creature fatte a immagine e somiglianza di Dio. Durante l’amplesso i due sposi si possono guardare e baciare. Possono vivere un’unione perfetta. Possono incontrare il cuore dell’altro/a, attraverso lo sguardo che penetra gli occhi dell’amato/a. Possono scambiarsi il soffio vitale, l’alito di vita, attraverso il bacio. Infine possono essere uno nel corpo attraverso la penetrazione del pene in vagina. Questo è un autentico gesto d’amore, che esprime la profondità dei cuori dei due. Nessun altro gesto che procuri un orgasmo può essere considerato un gesto d’amore. Non lo può essere la masturbazione, non lo può essere il sesso orale e non lo può essere il sesso anale. Tutti gesti che non permettono una vera unità e fecondità, quindi gesti falsi. L’orgasmo, caro Ermal Meta, può essere il culmine di un piacere sensibile di una realtà meravigliosa d’amore presente nel profondo dei due, ma può essere anche il frutto malato di una bugia. Può essere frutto di un egoismo che vuole usare l’altro/a Per questo ti dico che Gesù in realtà è molto interessato a come raggiungiamo l’orgasmo. Perchè ci vuole bene e desidera che ci incamminiamo verso l’amore e la verità. Finisci il tuo commento scrivendo: E allora Siate persone felici, di questo c’è bisogno. Di persone felici. A qualsiasi costo. Per essere persone felici serve armonia e verità tra anima e corpo. Solo vivendo un amore ecologico questo è possibile. Per questo tanti cercano invano e vivono male. Cercano nel modo sbagliato. Cercano la felicità in un orgasmo quando in realtà questo li sta solo allontanando dalla verità e dalla pienezza di una vita autentica.

Antonio e Luisa

Sono destinato a non amare?

Siamo abituati a leggere del mondo omosessuale, confondendolo e riducendolo alle battaglie per le unioni civili e alle carnevalate come i gaypride. L’omosessuale è una persona che come noi desidera vivere una vita piena e amare nella verità e nella bellezza. Ci sono uomini e donne con attrazione per le persone dello stesso sesso che cercano la verità, e possono insegnare qualcosa anche a noi che siamo sposati da anni. Riporto di seguito un bellissimo articolo di Eliseo del deserto, persona profonda che ho imparato ad apprezzare su facebook, persona che si dichiara sul suo blog un uomo che cerca Dio e da quello che scrive lo sta anche trovando.

Vale la pena leggerlo e meditarlo.

“O Maestro, fa’ ch’io non cerchi tanto: (…) Essere amato, quanto amare.” (San Francesco d’Assisi)

Tante volte noi ragazzi omosessuali cattolici siamo presi dallo sconforto, ci sentiamo soli e ci domandiamo se dovremo vivere tutta la vita da soli, dato che la Chiesa ci chiede di vivere la castità. Vogliamo seguire Gesù, eppure a volte questo desiderio non è abbastanza forte da placare i morsi della solitudine. Rinunciare ad una storia d’amore ci sembra qualcosa di eroico.

Facile per quelli che non hanno i nostri problemi dare consigli, facile fare i santi con le croci degli altri.

Oggi voglio darti un nuovo spunto di riflessione. Qualcosa che forse ti sconvolgerà.

Sono convinto che la storia non ci ha insegnato cos’è il vero amore. Da sempre si è imposta una visione romantica dell’amore che non è completa. Tutti quelli che vivono soli sono convinti che gli manchi qualcosa di cui, in realtà, non hanno bisogno veramente.

La tecnica è un po’ quella della pubblicità. Per spingere a comprare bisogna sollecitare o creare un bisogno nel potenziale acquirente. Stanno sollecitando il nostro bisogno di amore. Il vero amore è dono di sé, non un bisogno. C’è più gioia nel donare che nel ricevere, ma il dono non rientra nell’ottica del consumismo. Il consumismo sa che il nostro bisogno d’amore non sarà mai sazio e punta su quello, così da spingerci a cercare di colmarlo con ogni cosa: compreremo tutto, useremo, getteremo e compreremo ancora, senza mai essere sazi.

Beh quello che voglio dirvi è che ci stanno imbrogliando! Ci stanno facendo credere che l’amore sia solo quello degli innamorati, del colpo di fulmine, delle lenzuola e della luna di miele. Ogni amore è bello e non sminuirò mai l’amore romantico, non è questo il senso di ciò che sto scrivendo. Ma ci avete fatto caso? L’amore celebrato nella nostra epoca esplode con il primo rapporto sessuale, raggiunge il suo coronamento con il matrimonio, si spinge al massimo al primo figlio e poi, stop. C’è un lasso di tempo che non interessa la narrazione contemporanea sull’amore. Fino a che improvvisamente ritroviamo un matrimonio ridicolizzato, diventato, chissà come mai, la tomba dell’amore.

La rappresentazione di questo “amore romantico” ci ha cucinati per bene. Siamo una generazione di romanticoni, poco inclini all’amore vero. Siamo innamorati dell’amore, ma non sappiamo amare. Tutti abbiamo abboccato all’imbroglio del romanticismo e chi è solo si sente l’unico sfigato della terra.

A noi omosessuali viene suggerito dalla Chiesa di vivere l’amicizia e non una relazione di coppia. Quante volte mi sono domandato e mi avete domandato: “Ma allora sono destinato a non amare?”

Ho una bella notizia: tu sei stato creato esattamente per amare! Tu sei stato creato per consumarti di amore! Per amare fino alla fine e fino all’ultima goccia del tuo sangue. Per vivere una vita appassionante, travolto dalle acque impetuose dell’amore.

Mi dispiace per chi pensa che l’amore di Dio sia una sublimazione dell’amore vero. E’ proprio il contrario. Non c’è nulla di più vero dell’amore di Dio che ti ha creato e che ti fa vivere. Forse invece è vero che i nostri amori umani sono solo la caparra di quell’unico Amore che ci colmerà.

Quante volte sento e mi raccontate del vostro bisogno di carezze, di abbracci, di parole dolci. Mi domandate se è peccato accarezzare! Ma no caspita! Non è peccato abbracciarsi, non è peccato essere teneri. E’ la nostra missione, la tua missione: mostrare al mondo la bellezza e la delicatezza di un’amicizia generosa, la dolcezza e la tenerezza materna di Dio padre.

Coraggio! La solitudine che vivi è una menzogna! E’ un’illusione! Uno spettro! Prendi autorità sulla tua solitudine. Decidi di infrangere questo specchio deformante della tua vita. Non sei solo. Tu sei degno di essere amato, e di amare. Esci dalla tua tana, e cerca luoghi dove sgorga acqua viva. Sia Dio il tuo primo amore e il tuo primo amico e non ti farà mancare padri, madri, fratelli, sorelle, figli.

Vivi l’amicizia. L’ho scritto altre volte: è l’amore più grande di cui parla Gesù. Non credete a quelli che vi dicono che l’amicizia è un sentimento di serie B, non credete a quelli che dicono che il loro compagno non potrebbe mai essere il loro amico. Sono storie destinate a finire, o forse sono già finite.

Ripeto: dare la vita per un amico, dice Gesù stesso, è l’amore più grande che ci sia.

“Sono destinato a non amare?”. Ti rispondo: “Ma tu ami te stesso?”. Tu che sei pronto ad amare chiunque ti faccia un sorriso e non sei capace di avere pietà di te, di perdonarti, di consolarti. Amati!

Ti prendi cura, provi compassione per chi è in difficoltà? Io nel mio piccolo, da quando mi dedico ai bisogni degli altri, affronto i miei in modo nuovo. Aiutare gli altri spesso significa aiutare sé stessi, guardare ai propri problemi con una distanza che ti permetta di trovare nuove chiavi di lettura. Aiutare gli altri ti dà una ragione in più per lottare. Forse il tuo cuore in questo momento è talmente chiuso nel dolore che non riesce a sentire nulla. Ascolta la tua sete d’amore, ascoltala perché è la sete del mondo intero, che chiede un’acqua che solo tu puoi dargli.

“Ma come faccio ad aiutare gli altri se ho bisogno io stesso di essere amato?”, questo mi ripetevo. Certamente, ci sono degli aiuti che ci dobbiamo, come dicevo prima: la cura di se stessi è la prima forma di amore che dobbiamo vivere. Poi però non lasciarti divorare dalle tue ferite, la cui fame non verrà mai placata. Prendi il largo!

Sì abbiamo bisogno d’amore, ma vivere l’amore sempre come un bisogno è infantile e pericoloso. Un partner per quanto amore ti potrà dare, non colmerà le tue voragini, la tua sete d’amore, la tua insicurezza. Spesso le ferite che portiamo dentro sono come i buchi neri dell’universo, non sono mai sazi, divorano stelle, pianeti e galassie intere. Inoltre è ingiusto considerare l’altro come la benda per le nostre lacerazioni. (libera cit di don Fabio Rosini)

Le tue piaghe sono destinate a diventare qualcosa di più di una pianta carnivora. Possono diventare sorgente di consolazione per la vita degli altri, come le piaghe di Gesù.

Il vero amore non è ricevere, ma donare.

I più grandi uomini della terra sono quelli che si sono sacrificati per l’umanità. Quelli più felici, quelli che hanno amato. Non ho mai visto un uomo felice perché rivendicava amore. Ne ho visti tanti felici perché si sono consumati per gli altri. Chi rivendica amore è frustrato, acido, narciso, soffocante. Chi dona amore è felice, gioioso, contagioso ed edificante.

Ci hanno fatto credere che l’amore sia un diritto! No! Non è un diritto, né un dovere. L’amore è un dono.

Ci hanno fatto credere che la felicità sia vivere un amore romantico. Scusate! Ma la verità è che la felicità è incontrare Dio e fare la Sua volontà.

Lui è la sorgente dell’Amore, con la A maiuscola. Crediamo che Lui è l’amore più grande? Vi sembrerò un bacia pile, un bigotto, ma io l’ho sperimentata la tenerezza che ricevo durante l’adorazione, la luce e la pace quando durante il giorno invoco lo Spirito Santo o leggo un brano della Bibbia in camera mia. Perché dovrei tacere? E tu? Ci hai mai provato? Prima di giudicarmi, sperimenta quello che ti suggerisco e poi raccontami quello che ti è successo.

Mi rivolgo a te, che come me ti sei sentito ostacolato nella vita e nella fede dalle sensazioni o dal bisogno che senti dentro di te. Non c’è un’unica soluzione per quello che viviamo. Nemmeno la fede è una bacchetta magica! Ma ci sono tante possibilità: come dei direttori d’orchestra dobbiamo crescere nell’arte di dirigere questa polifonia stupenda di possibilità d’amare che riempiono la nostra vita. Certamente se ti concentri solo sulle tue ferite, su quello che non hai avuto, sul bisogno che hai dentro, non risolverai nulla. Anzi! Aggraverai la situazione. Ti dispererai.

Mi domandi: “E perché non posso vivere una storia d’amore con una persona del mio stesso sesso donandomi a lui?”. Se pensi che diversamente non potrai essere felice e che questa sia la tua strada non ti voglio dissuadere. Alcune persone mi raccontano di vivere delle relazioni omosessuali serene. Non sono tra quelli che cerca sempre di trovare le falle nelle relazioni degli altri, per farsi forte della sua scelta. Ti chiedo solo di non lasciare fuori Dio da questa tua ricerca di felicità. Chiedi a Lui di mostrarti la strada da percorrere, senza paura.

Te lo dico ancora: “Non è lo status che ti impone la società a renderti felice. Ma la volontà di Dio su di te!”. Lui ti promette vita in abbondanza e la gioia piena. “La vita esuberante, magnifica, eccessiva” (cit. padre Ermes Ronchi).

Ancora: “Perché gli eterosessuali possono vivere una relazione d’amore e noi omosessuali no?”. L’amore tra uomo e donna, esiste per generare la vita, non per le cene a lume di candela. La vita è l’amore donato che si fa carne in una vita in più. So che questa risposta è insufficiente. Ma credimi! Non siamo esclusi dall’amore!

Non siamo esclusi dall’amore! Al contrario!

Io non sono nessuno. La mia esperienza di vita non è legge universale. Sperimento nella fatica di ogni giorno, nei miei limiti, nei miei alti e bassi, nelle mie cadute, la fedeltà di un Amore che mi precede e mi insegue, mi perdona, mi rialza, mi conduce per mano, mi colma, mi dà speranza ed entusiasmo. No! Non farei cambio con un altro amore. La Chiesa, mi tiene per mano in questo percorso, tramite i suoi figli, le sue figlie e i suoi doni; questo cammino dopo 36 anni non mi ha ancora deluso, ma al contrario mi riserva sorprese in continuazione, anno dopo anno.

La mia vita è un’avventura stupenda di amore!

Non dobbiamo rinunciare a nulla, ma chiedere e vivere pienamente la vita che Dio ci ha già donato.

“La vita è amore. Donala!” (Madre Teresa di Calcutta)

tratto dal blog http://eliseodeldeserto.blogspot.it/