Il nostro matrimonio si fonda sul battesimo

La Parola di questa domenica di Avvento ci mostra tutta la potenza del battesimo. Non di quello di Giovanni Battista fatto solo con acqua, ma di Gesù fatto con il fuoco dello Spirito Santo. Giovanni non poteva che dare un segno, seppur bello e significativo, della volontà di cambiamento presente nel cuore del battezzato. Gesù non dà un segno, Gesù ci dà la forza e la capacità di sconfiggere la morte e il peccato.

 Il battesimo di Giovanni Battista si fondava sul desiderio di conversione della persona, sulle forze della persona. Il battesimo di Cristo è diverso, è dono gratuito di Dio, è dono pagato da Gesù con il sangue della Croce. Attraverso il battesimo muore l’uomo vecchio e ne risorge uno nuovo, un uomo legato a Cristo dal fuoco dello Spirito Santo. Un uomo capace di attingere a Cristo per essere come Lui. Gesù che sappiamo essere Re, profeta e sacerdote. Quando ci sposiamo portiamo in dote tutto ciò che siamo e che abbiamo per farne dono all’altro/a. Il tesoro più grande di questa dote è proprio il nostro battesimo. Nel matrimonio portiamo il nostro essere Re, sacerdoti e profeti in virtù del nostro battesimo. Il matrimonio perfeziona e finalizza questi doni alla nostra nuova condizione di persone sposate.

Siamo re quando siamo capaci di controllare le nostre pulsioni. Siamo re quando non permettiamo che vizi e peccati possano distruggere la nostra relazione. Siamo re quando educhiamo alla bellezza e alla verità i figli che Dio ci dona. Siamo re quando siamo capaci di servire il nostro coniuge. Questa è la nostra regalità di sposi.

Siamo profeti. Siamo profeti quando riusciamo a mostrare nel nostro amore qualcosa dell’amore di Dio. Siamo profeti nel vivere la nostra relazione alla luce della relazione con Dio. Siamo profeti quando attraverso la perseveranza nelle difficoltà e la condivisione delle gioie possiamo generare una sana nostalgia dell’amore di Dio in chi è lontano. Siamo profeti quando in un mondo assetato di gratuità, di bellezza, di senso, di fedeltà e di amore siamo capaci di essere una piccola goccia d’acqua che insieme a tante altre può dissetare e rigenerare.

Infine siamo sacerdoti. Siamo sacerdoti quando ci sposiamo. Quando in piena libertà ci doniamo l’uno all’altra. Siamo sacerdoti nella nostra liturgia sacra. Siamo sacerdoti ogni volta che ci facciamo dono l’uno per l’altra. Siamo sacerdoti ogni volta che rinnoviamo e riattualizziamo il nostro matrimonio nell’amplesso fisico.

La nostra unione è generata dal battesimo e si rigenera ogni giorno nella fonte inesauribile della Spirito Santo. Ogni gesto d’amore che ci doniamo è sacro in virtù del nostro battesimo. Ogni volta che ci doniamo è Gesù che ci dona l’uno all’altra. Ogni volta che ci doniamo facciamo esperienza di Dio perchè il nostro amore non è più solo nostro, ma attraverso il battesimo e il matrimonio Dio ne ha fatto cosa sua.

Antonio e Luisa

Sposi sacerdoti. Popolo sacerdotale (2 articolo)

Scusate la pesantezza di questi due primi articoli, ma è necessario fare delle premesse. Non si capisce il significato di certe riflessioni che farò più avanti senza questa introduzione.

Popolo sacerdotale. Che parolona. Cosa significa? Come lo siamo? Noi siamo popolo sacerdotale perchè apparteniamo a Gesù. Voi siete gente santa. Popolo di sua conquista. Noi siamo membra. Dal capo le qualità vengono trasmesse a tutte le membra. Anche il sacerdote ministeriale o ordinato, diventa sacerdote in Gesù. Ogni persona è sacerdote dal battesimo. Certo, sacerdozio comune, da non confondere con quello ordinato (hanno funzioni molto diverse), ma ha questa caratteristica in sè. Siamo come incorporati in Gesù. Il nostro sacerdozio è dono del battesimo. Gesù Cristo, l’unico ed eterno sacerdote della nuova alleanza, non è entrato nel santuario fatto da mani d’uomo, ma nel Cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore (dalla lettera agli Ebrei).

Gesù è sacerdote sempre, lo è anche oggi, non solo quando era sul Calvario. Lo è sempre. Anche adesso. Ogni sacrificio che noi celebriamo è Gesù che lo celebra in noi e attraverso di noi. Gesù è sempre l’attore principale di ogni liturgia che onora il Padre.

Quali sono quindi in sostanza le caratteristiche del popolo sacerdotale, del popolo di Dio?

Non appartiene a nessun popolo della terra. Nella nuova alleanza non esiste un popolo precostituito eletto, come erano gli ebrei, ma si diventa parte del popolo di Dio per dono, attraverso il battesimo e l’adesione alla fede. Potremmo dire che la cittadinanza non si acquisisce per ius sanguinis. Non basta che noi genitori chiediamo il battesimo per i nostri figli. Loro non appartengono al popolo di Dio perchè sono nostri figli. Hanno bisogno di dire il loro si a Dio. Devono dire a Dio tu sei il mio Signore. Si diventa parte del popolo di Dio non attraverso la nascita biologica, ma attraverso la rinascita dall’alto. Attraverso l’acqua e lo Spirito Santo.

Il popolo di Dio ha per capo Gesù, il Messia, l’Unto. Poichè questa unzione scorre dal capo al corpo, alle sue membra, anche noi diventiamo popolo messianico. Anche noi siamo unti dallo Spirito Santo che abita dentro di noi.

Il popolo di Dio ha per condizione la libertà e la dignità dei figli di Dio.  Ai fidanzati dobbiamo avere il coraggio di dire con forza: Guarda che ti devi sposare da figlio di Dio e non da mendicante in cerca di un po’ di amore. La guarigione cerca di ottenerla prima di sposarti. Non ti sposi chiedendo ad un lui o ad una lei di riempire il tuo estremo bisogno di amore. Ti sposi perchè ricco e consapevole dei tesori che hai dentro ne fai dono. Lo Spirito Santo ci fa figlio o figlia di re. E’ lo Spirito Santo che mi dà dei carismi. E’ lo Spirito Santo che mi rende forte.

Il popolo di Dio ha una legge. E’ il comandamento dell’amore. Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi dice Gesù. Il popolo di Dio ha per missione di essere sale della terra e luce del mondo. Sale perchè, come il sale rende buono il cibo, noi dobbiamo rendere buona la vita su questa terra. Costituisce per tutta l’umanità un germe di unità, di speranza e di salvezza.

Ricapitolando: Gesù è sacerdote, re e profeta. Tutto il popolo di Dio, appartenendo a Cristo, partecipa di queste funzioni. Ognuno di noi si può, a ragion veduta, dichiarare re, sacerdote e profeta. Come sacerdoti siamo mediatori, con le caratteristiche del nostro stato, tra Dio e gli altri. Nel matrimonio ci doniamo l’uno all’altra proprio grazie al nostro essere sacerdoti. Possiamo impartire benedizioni al nostro sposo o sposa e ai nostri figli. Siamo sacerdoti della nostra piccola chiesa domestica. Siamo re perchè attraverso lo Siprito Santo possiamo riacquistare la nostra dignità. Non abbiamo bisogno di compromessi e si svenderci perchè la sorgente dell’amore è Dio stesso e non un’altra persona. Siamo infine profeti perchè mostriamo al mondo come Dio ama.

Ci soffermeremo nei prossimi articoli sul nostro essere sacerdoti come sposi.

Antonio e Luisa