Famiglia dai una mano in parrocchia?

Che ruolo ha la famiglia nella vita parrocchiale, nella vita di una comunità. In Gaudium et Spes al no. 48 sta scritto: “la famiglia renderà manifesta la genuina natura della Chiesa”.

Noi famiglie abbiamo il compito di rendere genuina la natura della Chiesa, che compito grande, ma come svolgerlo? Ma perché proprio noi? Che cos’ha di essenziale la famiglia che invece la comunità cristiana non ha, che un laico non ha, che un sacerdote o un religioso non ha? Che doni ha in più una famiglia? Cosa può fare una famiglia, cosa deve fare una famiglia, se è proprio lei che rende manifesta la genuina natura della Chiesa? “Il rischio è quello o di essere collaboratori della parrocchia, in base ai proprio carismi, magari singolarmente, solo uno dei due o di essere inseriti nella parrocchia quale aiuto e sostegno al prete. Ma in entrambi i “servizi di collaborazione”, non viene valorizzato il sacramento delle nozze, il sacramento che specifica l’unità dei due sposi, il loro essere famiglia.”(cit. don Renzo)

Tutti sono chiamati a collaborare con il presbiterio, non è pensabile che il compito si saurisca nell’aiuto.” (Cit. Don Renzo). Essere famiglia non è essere la crocerossina del prete, della parrocchia, non è essere volontariato o servizio. Essere famiglia è molto di più e prima bisogna riscoprirsi per quello che si è non per ciò che si fa! La famiglia deve essere riconosciuta come essere concreto all’interno della pastorale, che non vuol dire prendere il posto dei presbiteri, fare ciò che è nel loro ruolo di sacerdote, di prete, ma essere riconosciuti in quanto sacramento del matrimonio, come loro son riconosciuti nel sacramento dell’ordinazione.

Le parrocchie hanno bisogno di laici, di persone che si prestino per i tanti servizi importanti che ruotano intorno all’attività pastorale, a quella catechistica, a quella oratoriana o altro. Ma c’è una enorme differenza tra il chiedere la collaborazione di laici, il loro prestare servizio, e il vivere la complementarietà con chi ha ricevuto dalla Chiesa la grazia di un Sacramento tanto quello dei consacrati: la famiglia. In Amoris laetizia al num 67, sta scritto: gli sposi costituiscono una chiesa domestica, cosicché la chiesa guarda alla famiglia per comprendere il suo ministero. Parola del Papa, difficile da non comprendere, ma lo ri-sottolineamo: La chiesa guarda alla famiglia per comprendere il suo ministero!

La famiglia ha qualcosa di essenziale da offrire alla pastorale. La chiesa è un bene per la famiglia, ma la famiglia è un bene per la chiesa e la vita della chiesa è arricchita dalla vita di tutte le famiglie che la compongono (cit. Don Renzo). Se riprendiamo altri documenti che il magistero della chiesa ci mette a disposizione troviamo conferma di quanto scritto. In Amoris Laetitia al num 87: la chiesa è famiglia di famiglie. O al num 5 di Comunione e comunità nella chiesa domestica: la famiglia è una cellula viva vitale per la chiesa. La famiglia è rivelazione della chiesa. La famiglia rivela, manifesta e annuncia la chiesa. Quest’ultimo documento è stato scritto nel 1980, siamo nel 2022.

Su queste e molte altre parole abbiamo camminato i primi 6 mesi dell’anno accompagnati dal progetto Mistero Grande, vivendo il convegno dal titolo La famiglia rivela la natura del far chiesa, e chi rivela la via del far Chiesa? In questo momento di ripresa di tutte le attività parrocchiali, ci siamo voluti tornare, soffermandoci. Noi che non facciamo dei servizi di catechismo in parrocchia, noi che non curiamo il cammino di preparazione al matrimonio o altro. Noi che da qualche anno viviamo il solo essere famiglia, cercando di avvicinarci a comprendere cosa vuol dire essere “Chiesa domestica”.

Non vogliamo spingervi a non fare in parrocchia, come noi. Ma ad aiutare la Chiesa ad essere Chiesa partendo dal nostro essere famiglia! Ma è lecito domandarsi cosa vuol dire essere famiglia? Che grande compito che è l’essere famiglia per la Chiesa stessa, quale responsabilità grande. Quale bellezza potremmo esprimere in quanto famiglie! Tu collabori con la tua parrocchia con il fare o con il tuo essere famiglia?

La chiesa ha bisogno di noi! Oggi più che mai! Ha bisogno di famiglie che rivelano, manifestano e annunciano la Chiesa stessa, di cui l’amore tra un uomo e una donna ne diviene il grembo. Te che ruolo vivi di questo compito? Che ruolo ha la tua famiglia nella Chiesa e nella società? Ci son coppie che nel fare molto in parrocchia si dimenticano di crescere i figli o di curare il loro amore, il tempo per loro. Mamme o papà che si prestano a servizi non mostrando il volto sponsale, bello della coppia. C’è chi da una collaborazione un po’ rocambolesca, si allontana dalla Chiesa stessa. C’è chi non ha modo di collaborare per il volto chiuso che alcune chiese hanno alla novità. Ci fermiamo qua, di spunti per riflettere ve ne abbiamo dati.

ANTONIO E LUISA

Quello che hanno scritto Stefano e Anna Lisa sembra un dettaglio. L’importante alla fine è offrire il nostro servizio alla Chiesa. In realtà non è così! Noi sposi siamo i primi a non avere la consapevolezza di non essere dei semplici laici. Noi siamo sposi, noi siamo consacrati. Siamo stati consacrati nel matrimonio e abbiamo ricevuto un vero ministero, una missione. Abbiamo il compito, che ci arriva da Dio stesso, di nostrare il Suo amore. Rendere concreto e visibile il Suo amore. Guardando noi si dovrebbe comprendere qualcosa di come Dio stesso ama.

Per questo don Renzo scrive in un suo libro che noi non siamo dei semplici laici ma siamo una figura terza diversa dai sacerdoti e religiosi e diversa anche dal semplice laico. Noi siamo sposi e come tali possiamo offrire il nostro servizio. Non significa che dobbiamo fare tutto insieme. Certo offrire il nostro servizio come coppia nei corsi fidanzati, nella preparazione al battesimo o nei gruppi famiglia può essere un’ottimo modo per servire la comunità. Come però scrivono anche Stefano e Anna Lisa non è importante cosa facciamo, ma come.

Va benissimo fare il catechista, pulire la chiesa, servire al bar dell’oratorio, entrare nei vari gruppi caritas o di accoglienza varia, ma come lo facciamo? Portiamo il nostro essere coppia o cerchiamo in quei modi di servire una gratificazione che non riusciamo a trovare a casa? A volte anche il servizio in parrocchia può diventare un ambito dove sentirci bravi e avere una sorta di riconoscimento. Un po’ come i farisei che ambivano ai primi posti nella sinagoga. Dio ci chiede di dare tutto in famiglia. Solo dopo potremo essere persone credibili e credenti anche nel servizio in parrocchia. Perchè il più grande servizio che possiamo fare nella Chiesa e mostrare la bellezza del matrimonio e come l’amore sia stato capace di cambiare le nostre vite con tutti i limiti e imperfezioni che continueremo ad avere.