“Lo straordinario” con Luigi e Maria

Riflessione del consigliere spirituale dell’associazione Intercomunione delle famiglie don Emilio Lonzi. Qui il link all’articolo originale pubblicato sul sito dell’associazione.

Più volte in questo periodo a noi sacerdoti viene chiesta una “parola” di conforto, una parola che possa alimentare la speranza e affievolire quella paura che, latente, turba tanti momenti delle nostre giornate…

Ma le parole o meglio la “Parola” è già stata pronunciata: l’ha pronunciata il nostro Padre celeste e… pronunciandola “…si è fatta carne” ed essa stessa ha parlato, continuando a “creare” realtà di Fede, di Speranza e di Carità nelle nostre anime e nei nostri cuori.

Tante ne potrei citare di queste Parole Divine e preziose, da: “Non abbiate paura Sono Io” a “Io sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo!”
Queste, riascoltiamole con attenzione, per non farci vivere lo sconforto della solitudine e la paura di un domani incerto e pericoloso!!!
Inoltre oggi non c’è molto da aggiungere alle migliaia di parole pronunciate con Sapienza e Fede da tante persone capaci ed ispirate a partire da Papa Francesco, Vescovi, Sacerdoti e cultori della storia e della vita come dono.

Voglio comunicarvi allora un’avventura che ho immaginato di condividere con Luigi e Maria Quattrocchi i quali, sappiamo bene, hanno avuto come punto di forza della loro santità, “la quotidianità”, rendendo “straordinario l’ordinario”.

Ma ora che invece stiamo vivendo nello straordinario? Come rendere questa straordinarietà ordinarietà con la Santità coniugale che con il Sacramento del Matrimonio ogni coppia ha ricevuto?
Li voglio immaginare oggi, in questo contesto di immobilità fisica nel “noi restiamo a casa!”

Quello che scrivo dovreste ora immaginarlo e provare a viverlo realmente, fatelo diventare “percorso di santità”, al tempo del corona virus, con Luigi e Maria!!

Sappiamo bene che ogni mattina, prima del buongiorno, partecipavano all’Eucarestia e questa esperienza dava senso e significato a tutta la loro giornata, ora come avrebbero fatto?

Come ogni coppia, Luigi avrebbe potuto dire ogni mattina a Maria: “Amore mio ecco il mio corpo donato a te” e Maria avrebbe potuto dire a sua volta: “Ecco il mio corpo donato a te”, le parole della Consacrazione e in un bacio che dolcemente e amorevolmente sfiora le labbra l’uno dell’altro fare Eucarestia, essere cioè “Rendimento di grazie” l’uno per l’altra.

Dopo un bacio sarebbero stati Eucarestia nel dirsi gioiosamente: “Buongiorno amore mio”.

Poi allo svegliarsi dei figli si può essere Eucarestia accogliendoli con il “Buongiorno” e vista la convivenza forzata si potrebbe essere Eucarestia con la colazione tutti insieme! Eucarestia è “rendimento di grazie” e la si può vivere in ogni istante con il corpo che diventa dono offerto a… te!!!

Le varie attività della mattina, se pur con un po’ di confusione, studio, lavoro e faccende casalinghe.

Che ricchezza!!!

Così il pranzo, esperienza dimenticata da tempo, nel ritrovare la famiglia riunita allo stesso orario, che meraviglia riscoprire dialoghi, battute, vita vissuta! Tra le tante battute ironiche: “Sono rimasto a casa con i miei familiari però non sono poi tanto male…”

E così nel pomeriggio (o anche al mattino) qualche momento di preghiera tra le mille proposte dei mezzi di comunicazione che ci fanno capire che in fondo l’edificio Chiesa è chiuso ma la Chiesa, Corpo di Cristo è aperta al mondo e ai cuori di chiunque voglia!!!

Si potrebbe riscoprire quella dimensione di Chiesa domestica “Domus Ecclesie” dove e quando tutto ebbe inizio… Famiglia: “Grande Chiesa” non più “Piccola”, ma Grande, Vera Autentica Reale!!!

Si tutta la giornata potrebbe diventare una esperienza Eucarestia e nei momenti di tensione, certamente verificatisi… che meraviglia anche l’Atto Penitenziale, un chiedere scusa non solo a Dio che misericordiosamente perdona, chiedere scusa al coniuge, o ai figli, o ai genitori o… a te stesso si: “sei capace di perdonarti???”

Che scuola questo tempo, che modello che sono ancora oggi Luigi e Maria!

E… arrivata la sera dopo cena ognuno si ritira un po’ in sé stesso, un esame di coscienza un po’ di svago e un meritato riposo e Luigi e Maria si ritrovano in quel dolce abbraccio che dice “Grazie di esistere per me”, in quell’abbraccio che oggi e per sempre dice Amore!!!

Amore gratitudine, Amore offerto e ricevuto…

Amore Eucaristico, Amore per sempre!!!

Don Emilio

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Tante piccole chiese davanti alla TV

Ieri alle 18 abbiamo vissuto, credo, un momento meraviglioso e per certi versi unico. E’ vero non possiamo partecipare alla Santa Messa e non possiamo confessarci. Tutto questo ci manca e forse saremo capaci di apprezzarlo maggiormente quando tutto tornerà alla normalità, anche se non sarà più come prima. Tornando a ieri, la preghiera del Papa e la benedizione urbi et orbi sono state come il culmine di una “nuova” vita che stiamo sperimentando, un nuovo atteggiamento, una rinnovata scelta di quelli che sono i valori importanti. Chiusi in casa, ma non reclusi. Al contrario stiamo assaporando una libertà che prima tutti gli impegni, i pensieri, le scadenze, ci impedivano di avere. Stiamo per certi versi sperimentando la bellezza della vita di clausura. Come fanno le suore di clausura ad essere felici della loro scelta? Forse stiamo cominciando a comprendere qualcosa. Stiamo riscoprendo cosa significa essere Chiesa domestica. Stiamo riscoprendo quello che scrive il Papa al punto 86 di Amoris Laetitia:

Nella famiglia, “che si potrebbe chiamare Chiesa domestica” (Lumen gentium, 11), matura la prima esperienza ecclesiale della comunione tra persone, in cui si riflette, per grazia, il mistero della Santa Trinità. “È qui che si apprende la fatica e la gioia del lavoro, l’amore fraterno, il perdono generoso, sempre rinnovato, e soprattutto il culto divino attraverso la preghiera e l’offerta della propria vita

In questi giorni ci stiamo immergendo in questa realtà. Ci si aiuta di più, ci si dedica più tempo, ci si ascolta di più, ci si perdona quando c’è bisogno. La nostra giornata, poi, è scandita da due attività. Dalla scuola dei figli (e il nostro lavoro da casa) e dalla preghiera. I figli non partecipano alla preghiera sempre, a volte partecipano ma sono svogliati, altre volte va meglio. Sanno però che in determinati momenti della giornata ci si ferma e si apre il cuore a Gesù, per le nostre fatiche, per i nostri sofferenti e i nostri morti. E poi ieri, davanti alla TV, ho assistito a qualcosa di straordinario. Noi in casa, nella nostra piccola Chiesa domestica, come innumerevoli altre famiglie, e lui, il Papa che per tutti noi offriva la sua preghiera a Dio con l’intercessione di Maria, per la nostra salvezza. Papa Francesco ha scritto che La Chiesa è famiglia di famiglie, costantemente arricchita dalla vita di tutte le Chiese domestiche.

Ecco ieri ho visto proprio questo. La cattolicità, l’universalità della Chiesa incarnata dal Papa e noi piccola Chiesa domestica, prima e più importante cellula. Nella nostra piccola chiesa possiamo far nascere una piccola luce fatta di amore, di dono e di fede. Una piccola luce che unita a quella di tutte le altre famiglie può diventare una grande luce che può infiammare la Chiesa di Cristo e rinnovare la Terra quando tutto questo passerà. Cerchiamo di essere terreno fertile ora nella sofferenza per raccogliere nella gioia.

Antonio e Luisa

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Dalla nostra offerta nasce una piccola chiesa domestica.

Spesso non si approfondisce la grandezza del matrimonio. Ci si sposa con un’idea molto vaga su quello che si va a celebrare. Matrimonio ed Eucarestia come abbiamo visto già in diverse occasioni sono spesso messi in relazione. Una relazione basata sull’offerta. Un’offerta totale, per sempre, fedele e gratuita. Gesù ha offerto tutto,  tutto di sè per amore di ognuno di noi. Gesù si è fatto pane e vino per farsi mangiare da noi tanto era grande il suo desiderio che noi diventassimo uno con Lui. Gesù, unico e vero sacerdote offre se stesso a Dio per la nostra salvezza e per il grande amore che nutre per noi. Gesù che si offre per la sua sposa, la Chiesa, di cui noi battezzati siamo parte. Il matrimonio è, per certi versi, la stessa cosa. Noi uomini, con tutte le nostre povertà e debolezze, per mezzo del battesimo non solo entriamo a far parte della Chiesa, ma diveniamo uno con Cristo e veniamo abilitati ad essere offerta con Lui, durante ogni Messa, che sappiamo rinnova la passione, morte e resurrezione di Gesù. Nel matrimonio Gesù, attraverso i doni battesimali, ci abilita ad essere offerenti e offerta l’uno per l’altro, tutti i giorni della nostra vita. Ogni volta che ci doniamo al nostro coniuge stiamo facendo offerta a Dio, stiamo esercitando la nostra dimensione sacerdotale nel matrimonio. Attraverso la nostra reciproca offerta nasce una nuova piccola chiesa, la nostra Chiesa domestica, esattamente come dall’offerta di Cristo sulla croce è nata la Chiesa universale. Capite ora che significato immenso ha il nostro matrimonio, come davvero sia immagine dell’amore di Dio. Immagine che può essere nascosta o evidente, ma che c’è in ogni coppia di sposi, anche quella più disgraziata e divisa. Sta a noi, con il nostro impegno e con il nostro abbandono a Lui, renderlo sempre più visibile e la nostra unione epifania del suo amore.

Antonio e Luisa