Tre fili per un mistero grande

La mistagogia è una modalità sempre più utilizzata e riscoperta nell’ambito della pastorale e dell’evangelizzazione. Siamo persone sempre meno avvezze a comprendere concetti astratti e abbiamo bisogno di vedere qualcosa di concreto, un’immagine, un video o un esperimento per riuscire a comprendere le realtà della fede che non sono visibili e palpabili. Il matrimonio non fa eccezione. Come spiegare, allora, l’unione sponsale e il sacramento del matrimonio? Mi sono venuti in aiuto Emanuele e Luisa Bocchi. Domenica scorsa, durante l’incontro mensile del nostro gruppo di Intercomunione, Luisa ci ha proposto un piccolo lavoro da eseguire. Non ne capivo il motivo. Dovevamo intrecciare tre fili di lana. Uno blu, uno rosa e uno dorato. Alla fine legare tutto molto stretto. Lo abbiamo fatto, insieme, io e la mia sposa, e abbiamo capito. E’ bastato esaminare per un attimo quanto ottenuto. C’era un unico grande filo, unito ma distinto. Non si poteva sciogliere se non con il rischio di rompere uno o più fili. Era uno, ma si potevano distinguere benissimo i tre fili diversi che lo componevano. Cosa significa? Con il matrimonio si diventa uno, si è saldati in modo indissolubile e per sempre. Si diventa uno, ma mantenendo la propria identità distinta. Gli sposi sono immagine di Dio anche per questa caratteristica. Uno e trino verrebbe infatti da dire. Cercare di rompere questa unione porta inevitabilmente alla distruzione stessa della persona e di Dio in noi. Infatti il filo d’oro è Dio. Ci si sposa in tre ci insegna la Chiesa ed è proprio così. Dio è parte attiva del matrimonio.  C’è un’altra evidenza che salta all’occhio. Quando si intrecciano i tre fili tra loro, ne sono visibili esternamente soltanto due, in modo alternato, l’altro c’è, ma resta interno e nascosto allo sguardo. Ci sono parti in cui sono visibili il blu e il rosa e altre in cui uno dei due colori scompare e si vede il filo d’oro. Cosa possiamo capire? Per me è chiaro. Ci sono periodi in cui la coppia è in Grazia di Dio e vive un matrimonio santo. In quei momenti Dio abita la coppia nella profondità della relazione. La coppia mostrandosi unita nel maschile e femminile mostra Dio, ci dice chi è Dio e come ama Dio. La coppia è profezia dell’amore di Dio. Non sempre è così. A volte la coppia è in sofferenza. In quei momenti non è visibile la bellezza dell’unione sponsale. Il blu o il rosa mancano, sono nascosti. C’è però la Grazia, la Grazia sacramentale. Un aiuto dello Spirito Santo che permette agli sposi di non perdersi. Dio tiene la coppia legata quando sembra umanamente impossibile.

Vi rendete conto quante cose si possono comprendere con solo tre fili di lana? Soprattutto avete compreso un po’ meglio la grandezza del sacramento che lega gli sposi in Cristo?

Antonio e Luisa

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Una cascata di Grazia! (14 puntata corso famiglie Gaver 2017)

Abbiamo visto il legame coniugale. Ma la generosità di Dio non si esaurisce con quel dono. Dio non è parco, quando ama lo fa senza risparmiarsi. Il secondo dono di nozze che Dio regala ad ogni coppia di sposi è la Grazia Santificante. Cosa è? E’ un amore creato del tutto simile a quello di Dio che lo Spirito Santo effonde nel cuore degli sposi in proporzione all’apertura del loro cuore ad accoglierlo. E’ un dono che agisce sulla Grazia santificante battesimale già presente negli sposi rendendoli partecipi della sponsalità divina. Questa è la nozione accademica, ma ora vediamo concretamente cosa significa. Gli sposi diventano capaci di amarsi con lo stesso amore di Dio e di riprodurre (in modo molto limitato e imperfetto) il mistero dell’amore trinitario. Questo dono perfeziona l’amore e l’unità indissolubile dei due. L’amore umano naturale si perfeziona e si eleva, in virtù della Grazia, a divino e soprannaturale. E’ un amore anche percepibile. Raccontava padre Bardelli a noi fidanzati: “Pensate pure a vestiti, festa, addobbi e tutto ciò che riguarda la cerimonia, gli invitati e la festa, ma ciò non deve distogliervi dal prepararvi bene ad accogliere il dono dello Spirito Santo nel vostro cuore”. Se gli sposi avranno vissuto bene il fidanzamento, arriveranno pronti a quel giorno con il cuore spalancato a Dio, sperimenteranno durante il loro primo rapporto una gioia e una pace meravigliose. Se il loro amore naturale era 100 (per farmi capire) lo Spirito Santo lo porterà a 1000. Quello sarà dono di nozze di Dio per loro, per ognuno di noi. Conoscere questa verità prima del matrimonio è una Grazia. Personalmente ho ancora il rimpianto di averlo saputo solo alcuni mesi dopo il matrimonio. Sapendolo prima mi sarei concentrato molto di più sulla mia preparazione del cuore, e meno su palloncini, fiori, antipasti e queste cose futili, di contorno.

Il terzo dono di nozze è la Grazia sacramentale.  A volte capita nel matrimonio che la vita colpisce duro, che si faccia fatica a sopportare la sofferenza, la divisione, la solitudine, l’incomprensione che presto o tardi entreranno nella nostra esistenza. Ricordiamoci di questo dono di Dio. E’ qualcosa su cui possiamo sempre contare. Cosa è? E’ una cambiale in bianco che Dio ci ha firmato. Dal giorno delle nozze siamo creditori verso Dio. Dio sa che il matrimonio è esigente e che noi poveri uomini non saremmo capaci di realizzarlo in pienezza, per questo ci viene incontro e non ci fa mancare mai il suo sostegno. La Grazia sacramentale è questo. è il diritto ad avere da parte di Dio tutti gli aiuti necessari per preservare e perfezionare in ogni circostanza della vita il sacramento del matrimonio. Tale diritto ha due condizioni. Dobbiamo impegnarci e volere con tutto il cuore, l’anima e la volontà la riuscita del nostro matrimonio e dobbiamo chiedere l’aiuto di Dio. Spesso molti, anche se sposati sacramentalmente, non chiedono nulla, fanno come se la relazione dipendesse solo da loro, e quando arrivano poi le botte dure,  quelle che stendono, non sono capaci di superarle, perché non sono abituati a contare sul sostegno di Dio, ma solo sulle loro forze.

Il quarto e ultimo dono è l’azione consacratoria dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo esercita un’azione trasformante, sia nelle realtà naturali degli sposi sia in quelle soprannaturali, imprimendo in esse nuove finalità, legate al fatto di non essere più soltanto due individui, ma anche un noi unito dall’amore.  Praticamente, siamo consacrati, resi di Dio, appartenenti a Dio come coppia. perchè attraverso il nostro amore sponsale possiamo essere profeti dell’amore divino e re e sacerdoti nella nostra famiglia, piccola chiesa.

Sintetizzando i doni di Dio possiamo scrivere:

  • Grazia santificante per amarci come Dio ci ama
  • Grazia sacramentale per avere tutti gli aiuti di Dio di cui abbiamo bisogno
  • Vincolo coniugale per amare Dio insieme
  • Azione consacratoria per essere profeti dell’amore di Dio

Antonio e Luisa.

Prima puntata La legge morale naturale 

Seconda puntata Chi sono? Perchè vivo?

Terza puntata Io personale, spirito e corpo.

Quarta puntata Anima e corpo: un equilibrio importante

Quinta puntata Matrimonio naturale e matrimonio sociale

Sesta puntata Le esigenze del cuore si realizzano nel matrimonio naturale

Settima puntata Un dono totale!

Ottava puntata L’intimità degli sposi nell’ecologia umana

Nona puntata La liturgia dell’intimità alla luce del Cantico dei Cantici

Decima puntata Preliminari: tempo per entrare in comunione

Undicesima puntata. Un piacere che diventa, forza, vita e amore

Dodicesima Puntata Sposi ministri di un sacramento

Tredicesima puntata Il vincolo coniugale