Padre nostro: la preghiera della coppia!

Padre nostro. Non inizia con Padre mio, ma con nostro. Il “Padre nostro” è una preghiera comunitaria è la Preghiera della coppia. Come coppia ci rivolgiamo al Padre, dicendo nostro, lo sentiamo di entrambi, percepiamo che non può esistere un Dio se questo Dio non diventa relazione, incontro con l’altro.

Che sei nei cieli. Dopo aver invocato il nostro Dio, il nostro Padre, ci ricordiamo del cielo, del Paradiso. Il matrimonio, ancor più di altre vocazioni, è fatta delle preoccupazioni della Terra: il lavoro e l’economia della casa, l’educazione dei figli, ecc. C’è il rischio che le tante preoccupazioni possano assorbire la coppia, così dimenticando che il fine ultimo non è questa Terra, ma la patria celeste. Gli sposi devono avere i piedi ben piantati in Terra (perché a volte c’è il rischio di uno spiritualismo fine a se stesso), ma lo sguardo verso il cielo.

Sia santificato il tuo nome. Santificare il nome del Padre, santificare significa ringraziare, rendere lode a Dio per le meraviglie che realizza nella nostra vita di coppia. La vita quotidiana degli sposi, rischia tante volte di diventare abitudinaria, non rendendoci più conto che se mangiamo tutti i giorni, abbiamo un lavoro, la salute, dei figli, l’amore non è merito della nostra miseria, ma merito della grazia sovrabbondante del Padre.

Venga il tuo regno. Una volta che il nostro cuore si è allargato con la lode a Dio, ecco che possiamo iniziare a chiedere. E cosa chiediamo? Il Suo regno! Ma qual è il regno del Padre nella famiglia? Sul regno di Dio si possono dire tante cose, ma abbiamo mai pensato quale regno Dio ha scelto per il suo figlio, all’inizio della Sua vita su questa Terra? Il Regno di Dio era l’umile e accogliente casa di Nazareth. E’ in quel regno fatto di amore, silenzio, preghiera, affidamento, accoglienza e lavoro quotidiano, che Gesù ha vissuto trent’anni della sua vita. Immaginate che Dio pazzo, ha affidato tutta la salvezza del mondo nel regno più fragile che possa esistere. Ma forse non era pazzo, ma cosciente che la sua potenza creatrice e salvatrice si sarebbe realizzata solo e solamente tramite una coppia di sposi. Questo ci deve convincere di quale potenza Dio ha rivestito la famiglia cristiana, ma a volte non ci accorgiamo di questa grande missione, perché vediamo il “Regno di Dio” sempre al di fuori, aldilà della nostra vita di coppia, della nostra vita familiare.

Sia fatta la tua volontà, come in Cielo così in Terra. La seconda richiesta è che si realizzi la volontà del Padre. La stessa volontà, che muove le schiere celesti, si realizza anche sulla Terra (come in cielo, così allo stesso modo accade in Terra). Una coppia di sposi, ricolma di fede, è una macchina da guerra contro le potenze del male, avendo una potenza profetica, guaritrice ed esorcistica che neanche immaginiamo. E’ in essa che si è rivelata la prima volontà creatrice del Padre. Ai nostri progenitori Dio ha affidato tutte le potenza della natura. Nella nostra natura decaduta questo non lo vediamo, ma attraverso la preghiera del “Padre Nostro”, noi chiediamo di essere rivestiti di questa potenza divina.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano. La terza richiesta è quella del pane, che materialmente è anche il pane che ci serve per vivere ogni giorno (le necessità materiali della vita), ma sostanzialmente è l’Eucarestia. Una coppia di sposi che riesce giornalmente a nutrirsi del corpo di Cristo, lega la propria vita indissolubilmente a Dio. Attraverso quel pane di vita, siamo in grado di supplire a tutte le nostre miserie, a tutte le nostre incomprensioni, a tutte le mancanze di amore, di perdono. Se manca il nutrimento materiale il corpo muore, se manca il nutrimento spirituale, muore lo spirito. Ma se muore lo spirito, muore la vita di coppia. Tante volte si sente parlare dai cattolici del sacramento del matrimonio, come una magia che cambia tutto… dopo il matrimonio possiamo star tranquilli, tanto poi ci pensa Dio. Questo è uno dei motivi del perché tanti matrimoni, anche di cattolici che credono fermamente nel rito del matrimonio, vanno a rotoli, e il Paradiso terrestre si trasforma nell’Inferno. Il primato della Grazia è indiscutibile, ma la Grazia nulla può davanti alla nostra libera volontà di metterci nei guai. Se non nutriamo il sacramento del matrimonio, con il nostro impegno giornaliero a seguire Gesù, anche il matrimonio cristiano fallisce. Come diceva S.Ignazio: «Agisci come se tutto dipendesse da te, sapendo poi che in realtà tutto dipende da Dio»

Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori. La quarta richiesta è il perdono. La preghiera si svolge sempre al plurale “rimetti a noi”. Rimetti i debiti che abbiamo contratto, sia tra noi coppia, sia tra noi e gli altri, sia anche tra noi e Dio. Non possiamo pensare di metterci davanti a Dio se non chiediamo il suo perdono, se non chiediamo di guarire le nostre mancanze. Mancare anche solamente un giorno a questa disposizione, accumula sporcizia, è come lo scarico di un lavandino, solamente quando poi si affoga, capiamo che cosa ci abbiamo buttato dentro per mesi o anni. Perdono che però diventa possibile solamente quando anche noi siamo disposti a perdonare le mancanze del nostro/a sposo/a e come coppia a perdonare le mancanze dei nostri fratelli. Questo diventa un esercizio quotidiano: ogni sera, prima di andare a dormire, mettiamoci davanti a Dio come coppia ed elenchiamo quelle che per noi sono state mancanze di amore e di incomprensione reciproca, perdoniamo e chiediamo di perdonarle/guarirle a Dio. Allo stesso modo se ci sono stati dei fatti o persone che ci hanno fatto del male e che ci turbano particolarmente il cuore, preghiamo perché Dio possa a sua volta perdonare, guarire e porre rimedio.

Non lasciarci indurre in tentazione. Infine chiediamo di non lasciarci nella tentazione. Con la tentazione dovremo fare i conti tutti i giorni, fino alla fine della nostra vita. Le tentazioni della vita di coppia sono tante, con questa richiesta noi chiediamo che si rinnovi la grazia del sacramento del matrimonio, chiediamo a Dio di non lasciarci nelle tentazioni della vita, ma di farsi prossimo per sostenerci nella battaglia.

Ma liberaci dal male. Liberaci da ogni male, e qui possiamo pregare in modo particolare se sentiamo che c’è un male che sta soffocando la nostra relazione, la nostra famiglia, le nostre relazioni con gli altri. E’ una vera e propria richiesta di esorcismo.

L’alfabeto degli sposi. P come preghiera.

La preghiera è fondamentale nella coppia. Si potrebbe affrontare il discorso da diverse angolazioni e sotto diversi punti di vista. Voglio soffermarmi su due concetti secondo me determinanti e spesso sottovalutati. Un primo accenno è dovuto a cosa sia realmente la preghiera della coppia. Attraverso il vincolo coniugale cristiano, dono matrimoniale dello Spirito Santo, Dio ci ha unito anche nell’amarlo. Nel matrimonio Dio ci chiede di essere amato con la mediazione di un’altra persona, attraverso un’altra persona. La preghiera è essenzialmente un dialogo d’amore tra noi e Dio. Un dialogo senza barriere e sincero. Può essere un modo per esprimere gioia, preoccupazione, paura, dolore e anche rabbia. Personalmente mi riesce difficile pregare il rosario, le novene e tutte quelle preghiere dove si recita una formula. Preferisco il dialogo con Dio, l’ascolto, l’adorazione. In quei momenti sento forte la consapevolezza, il desiderio di Dio, che mi chiede di essere amato nella mia sposa. Lui è lì davanti a me, ma è come se mi ricordasse che quello è un momento di Grazia, che non basta, se poi non lo cerco nella mia quotidianità, nella mia sposa.  Così ogni mio gesto di servizio e di amore rivolto alla mia sposa diventa preghiera, diventa direttamente rivolto a Gesù. Nella mia sposa sto amando Cristo. Questo vale per ogni gesto rivolto ad ogni fratello, ma nel matrimonio è ancora più importante. Diventa risposta alla vocazione personale, diventa gesto sacro, diventa profezia dell’amore di Cristo stesso. Amando Luisa sto rispondendo alla mia consacrazione.

Ricordo un passaggio meraviglioso, tratto dal libro Siamo nati e non moriremo più, dove viene raccontata la bellissima storia di Chiara ed Enrico. Storia bellissima nella sofferenza di una giovane mamma che muore di cancro. Solo Cristo permette di vivere in questo modo, questa follia dell’amore. Chiara scopre come tutto sia preghiera nel matrimonio quando è dettato dal desiderio di amare il suo sposo

Le giornate volavano via senza riuscire a pregare molto; in generale sembrava di combinare poco. (…) Un giorno Cristiana trovò su una rivista cattolica un articolo intitolato Il cantico della cucina. Vi lesse che il matrimonio consacra tutto nell’amore e che ogni cosa che si fa per amore dello sposo è dono di sè, più importante di mille preghiere. <“Pulisco per terra in ringraziamento di…. Rifaccio il letto in offerta per questa situazione….” e cose così. Lo girò immediatamente a Chiara, a cui piacque molto. Da quel giorno occuparsi della casa diventò preghiera. Incredibilmente questo tipo di preghiera funzionava.

Cosa possiamo concludere?

La nostra preghiera contemplativa è autentica e sincera solo quando è accompagnata da una preghiera più operativa, che può apparire meno nobile, ma non lo è. La preghiera che dalla mente prende carne e si trasforma in azione e volontà. Questo non significa che la preghiera contemplativa vada eliminata, che bastano le opere. Al contrario: la preghiera contemplativa assume significato e si arricchisce delle opere. Le opere, invece, si nutrono della nostra preghiera. Madre Teresa, a questo proposito,  disse al Card. Comastri:

Ricordati che Gesù per la preghiera sacrificava anche la carità. Senza Dio siamo troppo poveri per poter aiutare i poveri

Le nostre offerte sono gradite a Dio nella misura in cui lo cerchiamo sulla terra e non lontano nel Cielo come un’entità che è distante da noi. Sarebbe troppo facile e soprattutto sterile. Lui è lì. Quando ci svegliamo è lì accanto a noi che desidera essere abbracciato. Quando ci alziamo è lì che si aspetta un sorriso, una buona parola e magari un caffè caldo. Durante il giorno aspetta una nostra telefonata per sentirsi cercato. Alla sera aspetta di sedersi a tavola con noi per raccontarci della giornata trascorsa. Di sera si aspetta un po’ di tempo dedicato solo per lui e non vuole dividerci con la televisione o lo smartphone tutte le volte. Queste sono le preghiere che ama il Signore. Vuole essere amato così, nel fratello e nel prossimo. Per questo ci ha messo al fianco un prossimo che più prossimo di così non si può. Per essere amato in quel fratello o in quella sorella. Quindi la preghiera da recitare ogni giorno sarà:

Padre nostro che sei nel mio sposo (nella mia sposa)

sia santificato il tuo nome nel nostro amore

venga la tua tenerezza

sia fatta la tua volontà

come in cielo così nella nostra casa

dacci oggi il nostro abbraccio quotidiano

rimetti a noi i nostri debiti

come noi ci perdoniamo e ci accogliamo vicendevolmente

e non ci lasciare nella incomprensione

ma liberaci dall’egoismo e aiutaci ad essere uno.

In Giovanni troviamo scritto:

come può amare Dio, che non vede, chi non ama suo fratello, che vede?

Spesso la fede può trasformarsi in parole, riti e formule che, se non trovano un fondamento nella vita concreta di relazione, diventano gesti vuoti.

Avete dato un abbraccio al vostro sposo (vostra sposa)? Solo dopo le vostre preghiere saranno gradite nei Cieli.

Antonio e Luisa

La preghiera della coppia

Il matrimonio è qualcosa di meraviglioso. Si perché Gesù vuole essere amato da noi in modo del tutto particolare. Vanno bene le preghiere, le novene, le Sante Messe. Lodare il Signore è importante. Ringraziarlo e rendere grazia per la vita e per il giorno che stiamo vivendo. Benissimo ma sono offerte gradite se lo cerchiamo sulla terra e non lontano nel Cielo come un’entità che è distante da noi. Lui è lì. Quando ci svegliamo è lì accanto a noi che desidera essere abbracciato. Quando ci alziamo è lì che si aspetta un sorriso, una buona parola e magari un caffè caldo. Durante il giorno aspetta una nostra telefonata per sentirsi cercato. Alla sera aspetta di sedersi a tavola con noi per raccontarci della giornata trascorsa. Di sera si aspetta un po’ di tempo dedicato solo per lui e non vuole dividerci con la televisione tutte le volte. Queste sono le preghiere che ama il Signore. Vuole essere amato così, nel fratello e nel prossimo. Per questo ci a messo al fianco un prossimo che più prossimo di così non si può. Per essere amato in quel fratello o in quella sorella. Quindi la preghiera da recitare ogni giorno sarà:

Padre nostro che sei nel mio sposo (nella mia sposa)

sia santificato il tuo nome nel nostro amore

venga la tua tenerezza

sia fatta la tua volontà

come in cielo così nella nostra casa

dacci oggi il nostro abbraccio quotidiano

rimetti a noi i nostri debiti

come noi ci perdoniamo e ci accogliamo vicendevolmente

e non ci lasciare nella incomprensione

ma liberaci dall’egoismo e aiutaci ad essere uno.

Avete dato un abbraccio al vostro sposo (vostra sposa)? Solo dopo le vostre preghiere saranno gradite nei Cieli.

Antonio e Luisa

Il Padre Nostro della coppia

Padre nostro che sei nei cieli

Sei nostro padre, a te possiamo alzare lo sguardo quando non vediamo soluzioni, quando non ci bastiamo, quando ci sentiamo piccoli e deboli e la vita ci mette di fronte a muri che sembrano invalicabili. Noi non siamo soli a batterci per il nostro amore e la nostra famiglia, tu sei con noi e ogni giorno, se solo facessimo più attenzione, potremmo scorgere la tua mano e il tuo sostegno nella nostra vita.

Sia santificato il tuo nome.

Tu hai scommesso su di noi, ci hai consacrato ad essere tuoi strumenti, attraverso noi hai voluto mostrare al mondo il tuo amore. Rendeci capaci e degni di questo compito arduo ma meraviglioso. Non farci mai mancare la tua Grazia e usaci per i tuoi disegni.

Venga il tuo regno.

Aiutaci ad essere tuoi figli, vogliamo essere tuoi, appartenere al tuo regno, al regno dell’amore. Aiutaci a liberarci dal giogo dell’egoismo e farci pane spezzato l’uno per l’altra.

Sia fatta la tua volontà.

Aiutacvi a comprendere che siamo piccoli e non riusciamo a vedere oltre il nostro orizzonte che spesso è molto limitato. Aiutaci ad accettare ciò che la vita ci preserva e a farne occasione per unirci ed amarci ancora di più. Aiutaci ad abbandonarci a te, nelle tue braccia, soprattutto quando il mare in cui navighiamo è tempestoso e rischiamo di affondare.

Come in cielo così in terra

Si perchè se riusciamo a vivere questa perfetta letizia del docile abbandono a te, saremo in grado di vivere nella pace e nell’amore indipendentemente da tutto e da tutti.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

Dacci il nostro pane, frutto del nostro lavoro e aiutaci a trovare un lavoro se non l’abbiamo. Ma questo non basta. Abbiamo bisogno del pane per lo Spirito. Ascolta questi umili sposi e colmaci della tua Grazia, del tuo amore che salva e che rimargina le nostre ferite.

Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.

Grazie Signore. Se siamo capaci di perdonarci e superare il male che ci facciamo, i peccati che vogliono dividerci, le fragilità che non ci permettono di donarci in pienezza e perchè tu ci hai perdonato per primo, tu ci hai guardato con quello sguardo di meraviglia e di desiderio come nessuno ci ha mai guardato e questo è nutrimento per il cuore, è balsamo che cura. Grazie a quello sguardo siamo capaci di vedere nell’altro/a ciò che tu vedi.

Non ci indurre in tentazioni ma liberaci dal male.

Le tentazioni sono tante, abbiamo tante povertà, tanti punti deboli. Lussuria e invidia nello sguardo, avarizia nella tenerezza, superbia nel giudizio, gola nei piaceri, ira nei sentimenti e accidia nell’atteggiamento. Ognuno ha il suo, ma tutti abbiamo bisogno del Tuo sostegno per combattere le nostre debolezze che possono distruggere come le piccole volpi del Cantico dei Cantici il nostro matrimonio.

Amen