Sposi sacerdoti. Un libro da comprendere in profondità. (17 articolo)

Qualche considerazione generale sul testo. Mi rendo conto che la sto tirando un po’ per le lunghe, ma se non si comprende tutto ciò che c’è dietro questo bellissimo libro, se non si viene introdotti alle motivazioni, alla sua storia, alla sua lettura, non si può comprendere tutta la bellezza e la pienezza del messaggio che si cela dietro delle belle e poetiche parole. Si resta al solo significato letterale, che seppur è molto bello, non permette di entrare nella meraviglia della profondità dell’amore umano autentico come Dio lo ha pensato e voluto per ognuno di noi. Vi chiedo quindi di avere pazienza e di entrare poco per volta, preparandovi all’incontro con la meraviglia dell’amore che si svelerà giorno dopo giorno, canto dopo canto. Dio non ci offre la miseria a cui siamo abituati. Attraverso questo testo potremo assaporare qualcosa di grande, qualcosa che ci provocherà una sana nostalgia e la voglia di  recuperare e vivere l’amore cantato nel testo, perchè è ciò che più desideriamo.

L’amore è difficile da raccontare e spiegare. Come facciamo noi, uomini del nostro tempo, a raccontare l’amore? Come facciamo a raccontare un’esperienza e una realtà invisibile come l’amore? Come facciamo a renderla visibile? Semplice, la associamo agli elementi della natura. A ciò che di più bello e meraviglioso possiamo vedere, toccare, gustare in natura. Sei la mia stella, sei come il mare, sei un tramonto e così via. Pensate alle canzoni d’amore, sono piene di questi accostamenti.  Non sono solo romanticherie sdolcinate. C’è dietro qualcosa di più profondo. C’è la necessità di voler esprimere la grandezza ci ciò che stiamo vivendo, e solo paragonandolo a ciò che di più bello ci circonda possiamo rendere parzialmente l’idea di ciò che abbiamo nel cuore.

L’uomo e la donna del Cantico non sono diversi da noi, sono di un altro tempo e di un’altra cultura, ma il modo di raccontare l’amore è lo stesso. I canti sono colmi di rimandi alla natura, ai prati, ai fiori, ai frutti, agli odori, ai colori e agli animali. Tutte esperienza concrete che i due sposi hanno vissuto e che possono quindi comprendere.

Attraverso questi paragoni riescono a rendere visibile tutto il loro mondo interiore fatto di emozioni, sentimenti, passione e di amore.

Tutti i sensi sono coinvolti. C’è il tatto, l’olfatto, la vista, l’udito e anche il gusto. L’amore è un’ esperienza così completa e totalizzante che tutti i sensi devono essere coinvolti e descritti per rendere l’idea di ciò che si sta sperimentando. C’è il forte messaggio che la corporeità è tempio santo. Attraverso la corporeità, e tutti i sensi che abbiamo per percepirla e viverla, Dio ci vuole donare la pienezza, la gioia e la bellezza dell’amore. Questo testo ci aiuta e ci prepara a vedere il nostro sposo o la nostra sposa nella bellezza del suo corpo. Tempio dello Spirito Santo e luogo santo della manifestazione stessa di Dio dirà San Paolo. Il mondo del Cantico sembra quasi un mondo incantato, ci si sente quasi come in un sogno. Ognuno di noi assaporerà le parole del Cantico in modo diverso, perchè diversi siamo noi e diverse le esperienze che abbiamo fatto. Un’atmosfera serena, trasparente, primaverile, calda, intensa, suadente, passionale e a volte anche drammatica. Ci sono momenti e passaggi anche drammatici,  perchè l’amore del Cantico non è un amore finto, ma un amore concreto. La vita concreta è fatta anche di passaggi oscuri. Vedremo che il Cantico segue un andamento sinuoso, di alti e bassi. Alti caratterizzati dalla presenza dell’amato e bassi dalla sua assenza, del suo ritrovamento e pienezza fino alla fine. Fasi che si ripresentano più volte, con le stesse immagini che ripropongono più volte. Giorgio Mazzanti nel suo libro Amore infinito, infinita variazione dà un’immagine molto bella e significativa. Questo perdersi e ritrovarsi non è piatto, non è circolare, ma ha un andamento a spirale, ci si ritrova sempre un po’ più in alto. Il Cantico non è una narrazione cronologica di fatti, non è una storia lineare di questo tipo. Il Cantico è un ripetersi di immagini che suscitano delle emozioni e delle riflessioni nel nostro profondo che di volta in volta vengono rinnovate e che ci danno nuovi ed ulteriori spunti per approfondire e capire meglio. Questa dinamica si sposa benissimo con il soggetto del libro che è l’amore. L’amore non si può mai possedere e comprendere fino in fondo. L’amore è infinito come infinito è Dio. Possiamo comprenderlo, però, sempre meglio, andare sempre più in profondità. Paolo in Efesini dice  l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza. L’amore di Dio va al di là di ogni altezza, ampiezza e profondità. Voi potreste obiettare che noi vogliamo descrivere l’amore umano e non quello di Dio. E’ vero che in questo testo viene cantato l’amore umano, ma anche in virtù degli altri livelli di lettura che abbiamo accennato in precedenza, possiamo vedere come in filigrana ci sia l’amore di Dio in sè e per la sua Chiesa. Quello cantato in questo libro è l’amore umano con una forte valenza, però, anche mistica. Abbeverandoci di questi versi e di queste parole, non solo nutriamo la nostra capacità naturale di amarci in modo vicendevole, ma nutriamo la nostra anima in quella che è la sua chiamata alla nuzialità con Cristo. Questo libro ci aiuta ad innamorarci di più e meglio della persona che abbiamo sposato e, nel contempo, anche di Gesù che è nostro sposo mistico.

Capite ora perchè questo libro si chiama Cantico dei Cantico, il libro santissimo posto al centro della scrittura? E’ un libro meraviglioso. Un libro da leggere e meditare. Un libro troppo spesso sottovalutato, trattato con sufficienza e incompetenza. Una storiella d’amore carina, ma che a tanti non dice nulla.

Antonio e Luisa

Articoli precedenti

Introduzione Popolo sacerdotale Gesù ci sposa sulla croce Un’offerta d’amore Nasce una piccola chiesa Una meraviglia da ritrovare Amplesso gesto sacerdotale Sacrificio o sacrilegio L’eucarestia nutre il matrimonio Dio è nella coppia Materialismo o spiritualismo Amplesso fonte e culmine Armonia tra anima e corpo L’amore sponsale segno di quello divino L’unione intima degli sposi cantata nella Bibbia

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Una legge da amare.

Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene: 
non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo». 

Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola. 
E disse loro: «Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può contaminarlo, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?». Dichiarava così mondi tutti gli alimenti. 
Quindi soggiunse: «Ciò che esce dall’uomo, questo sì contamina l’uomo. 
Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adulteri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. 
Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo». 

Non so a voi. Il Vangelo di oggi è di quelli che mi confermano che il cristianesimo è vero. Il cristianesimo non è una dottrina imposta da qualsivoglia autorità morale ed etica. Il cristianesimo è, prima di tutto, una reale riscoperta della natura umana. Come ho spesso scritto, la Parola rivelata nelle scritture non è altro che un altro modo di Dio di raccontarci chi siamo e chi è Lui. La Parola rivelata è scritta nella nostra umanità. Mi piace pensare alla Bibbia in una duplice veste: come una lettera d’amore di Dio ad ognuno di noi, dove vuole farsi conoscere e, come un libretto d’istruzioni per comprendere chi siamo, cosa desideriamo e dove andiamo. Non vi rendete conto? Ci offre una prospettiva nuova. Occhi nuovi. Non regole, dogmi, consuetudini. Non vuole la nostra obbedienza a precetti vuoti, perché svuotati di ogni consistenza. Non vuole che ci trasformiamo in sepolcri imbiancati. Vi siete mai chiesti cosa intenda con questa immagine? E’ semplice. Al tempo di Gesù i sepolcri venivano imbiancati per renderli più gradevoli e meno impuri. Ma dentro conservavano i resti dei cadaveri. Resti divorati dai vermi. Così siamo spesso noi. Imbellettati in apparenza, ma marci dentro. Gesù non si accontenta. Vuole molto di più. Vuole il nostro cuore. Vuole essere amato come uno sposo. Vuole essere desiderato come uno sposo, perchè Lui ci desidera come nessun altro. Il suo cuore è già tutto per noi. Vuole la nostra felicità e sa che è possibile solo quando esercitiamo la nostra libertà. Libertà che è vera solo quando è indirizzata al bene, perchè ciò che vogliamo nel nostro profondo è solo il bene, è l’amore, perchè siamo creati ad immagine dell’Amore. Gesù nel Vangelo di Matteo dice: Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. 

E’ il grido di uno sposo innamorato. Sa benissimo che non possiamo amarlo, desiderarlo, cercarlo se il nostro cuore è pieno di altro. Anche i sacramenti, che sono mezzo attraverso il quale Lui ci salva ed effonde lo Spirito dell’Amante in noi, sono inutili ed inefficaci perché il nostro cuore non può accogliere nulla se è pieno del nostro egoismo, se è pieno di noi. Ecco perchè esiste la legge. Una legge nuova, una legge a servizio dell’uomo e non viceversa.  Il sabato è stato fatto per l’uomo, non l’uomo per il sabato dice Gesù. Gesù che dice anche Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. 

Concludendo possiamo amare Cristo e accoglierlo nel nostro cuore solo se comprendiamo, e di conseguenza ci educhiamo a desiderare,  la purificazione del nostro cuore. Il peccato è brutto e fa male. Solo comprendendo questa verità potremo trovare le motivazioni per combatterlo nella nostra vita e nel nostro matrimonio. Non perchè dobbiamo assoggettarci ad una legge, ma perchè solo attraverso quella legge potremo essere liberi di aprirci all’amore dell’Amante ed essere così realizzati e capaci di riamarlo autenticamente in nostra moglie o nostro marito.

Antonio e Luisa

 

L’alfabeto degli sposi. N come natura.

Non dobbiamo dimenticare che il matrimonio, prima che essere un sacramento e un mezzo di salvezza e di redenzione che Cristo ci ha donato, è un’esigenza del cuore. E’ la nostra natura umana che desidera ardentemente un amore con le caratteristiche dell’unione sponsale. Un amore vissuto nel dono totale, tenero e incondizionato verso un’altra persona diversa e complementare. Un amore che desidera farsi vita e farsi fecondo. Un amore che chiede di dare tutto e aprirsi ad un’alterità in un incontro intimo e che non sottragga nulla, ma che chieda di darci completamente, in anima e corpo. Che ci chieda di saper non solo dare, ma anche accogliere il dono dell’altra persona. Solo così in un amore fedele e per sempre possiamo nutrire il nostro cuore in una relazione non solo sociale, ma anche sessuale.  Noi spesso dimentichiamo che l’uomo è il vertice del creato. Siamo attentissimi a non sprecare l’acqua, a raccogliere in modo differenziato i rifiuti per favorire il riciclo, ai gas serra e ai cambiamenti climatici, all’inquinamento dei mari e degli ecosistemi. Bellissimo!! Perchè non vedo la stessa attenzione per la salvaguardia dell’uomo e della sua natura? Questo concetto è ripreso da Papa Francesco nell’Enciclica Laudato sii. Verità approfondita  anche  dal papa emerito Benedetto XVI nel discorso al parlamento tedesco del 2011.

Vorrei però affrontare con forza un punto che – mi pare – venga trascurato oggi  come ieri: esiste anche un’ecologia dell’uomo. Anche l’uomo possiede una natura che deve rispettare e che non può manipolare a piacere. L’uomo non è soltanto una libertà che si crea da sé. L’uomo non crea se stesso. Egli è spirito e volontà, ma è anche natura, e la sua volontà è giusta quando egli rispetta la natura, la ascolta e quando accetta se stesso per quello che è, e che non si è creato da sé. Proprio così e soltanto così si realizza la vera libertà umana. 

Cercherò ora di concretizzare questo concetto con un piccolo aneddoto personale.

Oggi sono andato a correre, ci vado spesso, ogni volta che posso, un po’ perché ho passato i  quaranta e sono nel periodo di crisi che ogni uomo vive quando realizza di non essere più tanto giovane, ma anche perché correre in mezzo alla natura è bellissimo. L’ordine perfetto del creato che mi circonda mi parla di Dio, la sua opera mi mostra quanto è infinitamente grande e che anche io sono parte quell’idea perfetta della Sua fantasia, anzi sono il vertice di quella creazione. Oggi, mentre correvo, come spesso mi capita di fare, ho riflettuto sulla mia vita. Ho realizzato  che ho cominciato ad essere felice, non quando ho approfittato dei piaceri che il mondo mi offriva, ma al contrario quando ho saputo dire di no per fare una scelta ecologica.

Quando ho saputo dire di no ai rapporti intimi nel fidanzamento per rispettare la mia amata e l’amore che ci univa. Quando ho rinunciato a tanto di mio per fare spazio all’altro, per aprirmi alla vita fin dai primi mesi di matrimonio e dare così vita concreta al nostro amore. Quando ho rinunciato agli anticoncezionali per rispettare integralmente il corpo della mia sposa e farle capire che non voglio usarla ma voglio amarla.

Queste rinunce, che il mondo non capisce e deride, non mi hanno tuttavia impoverito, ma al contrario mi hanno arricchito. Non siamo solo spiriti, non siamo angeli, noi siamo anche  il nostro corpo e solo nel pieno rispetto della sua natura, nel rispetto delle leggi che Dio ha scritto dentro di noi riusciremo a lasciarci amare  e ad essere capaci di amare in modo pieno ed autentico. Padre Bardelli diceva spesso che la natura ti rende felice solo se la rispetti.

La Chiesa ha spesso rinunciato a dire queste cose, il mio parroco, a cui voglio bene e stimo tantissimo, dice che la Chiesa in camera da letto non ci deve entrare e che bisogna avere pudore, ma ci sono tantissime persone che per questo soffrono e si dividono. Sta a noi famiglie cristiane testimoniare la bellezza di una scelta d’amore radicale, la bellezza della castità che permette di vivere un amore pieno basato sul dono di sè e non sulla menzogna dell’egoismo.

Antonio e Luisa.