Alzi la mano chi non è pronto a giudicare la moglie o il marito. In tantissime situazioni siamo bravissimi a cogliere una parola di troppo, un qualcosa non fatto o fatto male, a vedere comportamenti che non ci piacciono. Tendiamo a giudicare sempre, perché forse la nostra attenzione è più focalizzata su noi stessi e su come veniamo trattati che sull’altro e come lo trattiamo. Sapete qual’è uno dei gesti d’amore più belli d’amore che mi ricordo fatto da mia moglie a me? Mi fece un caffè. Mi spiego meglio. Erano i primi anni di matrimonio ed io non ero sempre amorevole e tenero con lei (si può imparare ad esserlo). La trattai male su una questione dove avevo anche torto. Litigammo come capita a tante coppie e poi con il muso lungo me ne andai in camera sbattendo la porta. Dieci minuti dopo arrivò lei, con il caffè in una mano mentre con l’altra girava il cucchiaino. Me lo porse con tenerezza e se ne andò. Quel gesto mi lasciò senza parole e mi fece sentire tutto il suo amore immeritato , che andava oltre l’orgoglio, oltre la ragione o il torto e mi mostrò tutta la sua bellezza e forza, facendomi sentire piccolo piccolo. Finì subito tutto in un abbraccio e quel gesto me lo porto ancora dentro tra i ricordi più preziosi. Lei è riuscita prima di me e meglio di me a non giudicarmi ma ad amarmi e basta. L’amore è questo ed è bellissimo.
Imperfetti quindi perfetti
Gesù abita la nostra vita, abita nella nostra famiglia e ci guarda con tenerezza. Tenerezza di chi ha capito che queste sue creature, così desiderose di amare di farsi amare, non sono capaci di farlo, e si sentono spesso inadatte e incapaci ad essere immagine di quell’amore per cui sono state consacrate con il matrimonio. Ma Gesù non ci vuole perfetti, sa che peccheremo, e che non saremo sempre degni del suo Amore e del suo sacrificio. Gesù non vuole questo, Gesù vuole che ci riconosciamo piccoli e deboli. Solo allora lo cercheremo per affidargli la nostra vita e riconosceremo nel nostro sposo o sposa una persona anch’essa imperfetta , limitata e fragile. Solo allora potremo avere uno sguardo di comprensione e perdono l’uno verso l’altra.
Solo allora Gesù potrà entrare in noi, e potrà trasformare con la Sua Grazia quel nostro amore imperfetto in qualcosa di radicale e stupendo, che faremo fatica a credere venga da noi perché non è nostro ma è lo Spirito che ci dona l’uno all’altra.
Antonio e Luisa
Tutto o niente
Oggi esco da due o tre giorni di grande fatica. Ho avvertito il peso della famiglia, delle tante cose da fare, dei figli che non ti danno retta finché non sei costretto ad urlare. Niente di speciale, la solita vita che affronto ormai da 14 anni. Una vita che ho scelto, che mi rende felice e che non cambierei con nulla al mondo, perché non potrei davvero avere di meglio. A volte però la tentazione ti coglie, quando sei un po’ più debole e più nervoso, il diavoletto cerca di insinuarsi dentro di te per convincerti che è troppo difficile, che non ce la farai mai a sopportare il peso di tutto.
Le vie del Signore sono grandi, oggi ascoltavo un sacerdote che ammiro tantissimo, don Antonello Iapicca e mi ha illuminato. Ogni giorno dobbiamo essere agnelli pronti all’olocausto, pronti ad essere dono per gli altri senza tenere nulla per noi. Gesù ci fa come lui per essere sacrificio per nostra moglie, per i nostri figli e per tutte le persone che incontriamo. Quello che ci distrugge è voler tenere qualcosa per noi. Sono andato a Messa, ho chiesto perdono alle persone care che ho trattato con poca tenerezza e ho cancellato le nuvole nere dentro di me. O tutto o niente. Questo è l’amore.
Antonio e Luisa
Gesù c’è sempre
Mi ha colpito molto una riflessione del mio vescovo, il quale durante un incontro con alcuni sposi si è inginocchiato davanti a due di loro. Ha fatto questo gesto forte per far comprendere ai presenti che Gesù è presente nella loro unione sempre, vivo e vero come nell’Eucarestia. Due sposi nel talamo nuziale che si abbracciano e lodano Dio stanno facendo una bellissima adorazione come fossero davanti al Santissimo in Chiesa.
Ora questa realtà è bellissima però mi fa anche un po’ paura. Quando andiamo in chiesa ad adorare il Santissimo Sacramento stiamo composti, in silenzio, rispettosi e umili perchè sappiamo che siamo in presenza di Gesù. Lo siamo altrettanto nelle nostre case, nel rapporto con nostra moglie e i nostri figli? Probabilmente no, ma Gesù è grande e ogni tanto chiude un occhio, perchè sa, che nonostante le nostre piccolezze, cerchiamo di volerci bene e amare lui che è il nostro Signore.
Antonio e Luisa
La legge è liberante
Il matrimonio è spesso mostrato come una serie di legacci opprimenti che limitano la tua libertà. E’ proprio così? Il per sempre, avere solo lei, non usare anticoncezionali e tutte le altre leggi che la Chiesa ti obbliga a seguire per poter essere un buon cristiano sono solo un modo per renderti schiavo di una legge che non ti appartiene?
E’ facile non capire tante cose, soprattutto all’inizio di un cammino di coppia, di un matrimonio, ma io ho deciso di fidarmi, di mettere da parte tutte le mie idee e affidarmi totalmente a Gesù e alla sua sposa, la nostra madre Chiesa.
Con il tempo ho capito, l’esperienza mi ha portato a comprendere che quelle leggi che pensavo mi opprimessero e opprimessero il vero rapporto intimo tra me e mia moglie, erano liberanti. Mi sono accorto di tutte le schiavitù che stavo portando dentro il mio matrimonio e quanto quelle schiavitù mi impedissero di amare in pienezza la mia sposa. Ho visto finalmente come quelle leggi non fossero altro che un libretto di istruzioni per tornare all’amore, per capire come si ama.
Quelle leggi che possono sembrare opprimenti e invasive nella tua vita, ti accorgi che in realtà ti permettono di appagare in profondità il desiderio di Amore inscritto nel tuo cuore da Dio in persona e di spezzare tutte quelle catene che appesantiscono il tuo spirito rendendoti finalmente capace di essere dono e accoglienza per tua moglie.
Antonio e Luisa
Sempre in cammino
Il matrimonio non permette di fermarsi. E’ un continuo cambiare, modificare, trasformare. Nel matrimonio guardandoti indietro, dopo alcuni anni, devi poter dire amo mia moglie o mio marito molto più di quando l’ho sposato. Perchè l’amore ti cambia, quando vivi nell’amore impari a donarti senza pretendere che ti sia sempre riconosciuto, impari a rinunciare al tuo, perchè il noi vale molto di più, impari a perdonare perchè la persona che ti ha offeso vale molto più dell’offesa, capisci che tua moglie ti ama anche quando ti mostri con i tuoi difetti e i tuoi limiti, che non hai bisogno di far finta, perchè ti ama per quello che sei e non per quello che dai. Fare esperienza di questo significa fare esperienza di Dio nel modo più diretto e non importa se ogni tanto si litiga,se la tua casa è disordinata e i bambini fanno un casino insopportabile. Non vedi l’ora di tornare in quella casa perchè sai che troverai l’amore, troverai tua moglie, i tuoi bambini e Gesù che ti aspettano ed è la sola cosa che conta.
Antonio e Luisa
Nella polvere
Saulo è caduto nella polvere. Solo in quel momento è riuscito a sentire le parole di Gesù. Parole che gli hanno chiuso il vecchio sguardo e donato una vista nuova. Anche noi, almeno anche io ho dovuto mangiare la polvere, il dolore, il fallimento per accorgermi di aver bisogno di Gesù. Gesù lo sa benissimo e si è fatto piccolo, si è fatto una piccola particola per entrare in me e donarmi la vera vita, la vera forza. Gesù entra in noi e con commozione e trepidazione ascolta il nostro amen, che significa tanto, significa accoglierlo nel nostro cuore. Lui si dona totalmente ma ha bisogno del nostro amen per essere in noi. Grazie a quell’amen potremo tornare a casa ed essere capaci di amare veramente nostro marito, nostra moglie e i nostri figli. Non illudiamoci di essere noi bravi, di essere meglio degli altri, di essere capaci di amare senza affidarci all’Amore oppure torneremo a mangiare quella polvere della caduta.
Antonio e Luisa
Eucarestia e amplesso fisico
13/4/2016
Questa è una considerazione soltanto mia. Non so quanto possa essere teologicamente giusta. Deriva solo dalla mia esperienza di sposo.
Che bello quando due sposi riescono a vivere un rapporto di coppia completo, che veramente riguardi tutto il loro essere. Che bello quando all’unione dei corpi nell’amplesso fisico, vissuto nella meraviglia del Creatore che ci dona l’uno all’altra, si abbina una continua ricerca di unione dei nostri cuori nella partecipazione comune ai sacramenti e alla preghiera. In particolare nell’Eucarestia, dove Dio si dona totalmente a noi e noi non solo ci doniamo a lui, ma doniamo il nostro sposo o la nostra sposa. Vivendo questa realtà grazie all’Eucarestia vivremo sempre meglio il nostro rapporto fisico e grazie al nostro rapporto fisico saremo sempre più uno per accogliere insieme Cristo nell’Eucarestia. Che Dio ci dia la forza per essere sposi degni del dono che ci ha fatto