Il rosario è punk?

Feste di carnevale, gioie e dolori. Negli anni ’90 quando non avevi tempo di cercare un costume per la tua prole era tipico vestirli da punk. Jeans strappati, cresta et voilà, il gioco era fatto! Diciamo che già da allora era un movimento che stava perdendo la sua forza di anticonformismo. Trent’anni dopo ci si chiede cosa sia alternativo.

Ovvero: chi può considerarsi un ribelle oggi?

I punk fecero scalpore perché andavano contro a ogni regola morale e religiosa. Ma oggi è così scandaloso che qualcuno faccia altrettanto? Parlando del suo album “La Buona Novella”, Fabrizio de André fece una dichiarazione sul motivo che lo spinse in piena rivoluzione sessantottina a realizzare un disco che parlasse di Gesù: “Si chiamava Gesù di Nazareth e secondo me è stato ed è rimasto il più grande rivoluzionario di tutti i tempi.

Ci stiamo avvicinando alla risposta…

Tu che stai leggendo, ti senti ribelle?

Molti dei presenti leggono articoli cristiani, magari vanno a messa ogni domenica e fanno di Gesù il centro della loro vita personale e familiare.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle. Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. » 

(Mt 5, 38-48)

Ebbene sì, ad oggi sei veramente ribelle!

Nell’epoca di novità e stimoli sempre diversi, oggi avere il coraggio di recitare il rosario nella propria famiglia è decisamente punk (nella foto il fantastico rosario realizzato nella preghiera da Pietro e Filomena, ditemi se c’è qualcosa di più alternativo!). Essere ribelli significa avere il coraggio di fare una scelta diversa: vivere un fidanzamento casto (astinenza), un matrimonio casto (amore ecologico), stare da soli in modo casto (astinenza). Essere ribelli in questo senso significa essere liberi, anche da quelle “libertà” che ci distruggono.

Amare i propri figli in modo incondizionato prendendoli per quello che sono è sicuramente fuori dal coro, ma il fatto veramente straordinario oggi è qualcuno che ama il coniuge anche e soprattutto nel momento in cui non se lo merita. Quello che sfugge ai più è che l’Amore, quello vero, non chiede nulla in cambio ed è solo in questo modo che si può far venire al partner il desiderio di dare il meglio di sé, di ricambiare e sì, anche di cambiare.

“Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l’Amore.”

F. de André, Il testamento di Tito

Arianna e Kevin – Suona Familiare Clicca qui per la nostra pagina Facebook

Preghiera, quel tempo che non ho 

Quando è stata l’ultima volta che hai pregato insieme a tuo marito? A tua moglie? 

Quando è stata l’ultima volta che hai pregato insieme alla tua famiglia? Ai tuoi figli? 

Tante coppie denunciano la difficoltà di pregare insieme. Spesso è una forma di pudore che si manifesta all’interno della vita coniugale, nonostante il fatto che i due siano abituati alla preghiera, ma.. individuale. Non ci viene di dire al nostro compagno: “preghiamo insieme?” E se lo si dice e lo si fa, spesso si recitano due preghiere in cinque minuti che magari non danno gusto. Se una cosa non dona gusto, non è bella. Come fai allora a dire “wow che bello! Grazie! Preghiamo anche domani!” 

Come dargli gusto allora? 

Come mantenere l’impegno-gioia di pregare insieme? 

La preghiera dev’essere un appuntamento per vivere un tempo di pace, di grazia, di ristoro, di affidamento, di lode, di benedizione e coraggio. 

La preghiera scaturisce dalla fiducia in Dio e non è un’azione passiva ma attiva, perché capace di trasformare le situazioni di ogni giorno, rinnovandone il significato. 

La preghiera rinfranca la nostra Fede. 

Anche noi, Anna e Ste, abbiamo fatto fatica e ancora oggi fatichiamo ad avere un appuntamento costante, giornaliero di preghiera. Se calcoliamo che col coniuge si passano sotto lo stesso tetto (smartworking a parte..) meno di 12 ore di cui tra le 6 e le 8-9 a dormire e nelle altre 3 c’è magari un pasto, e tutte le cinquanta, cento cose che devi fare in casa, o che ti piace fare in casa o fuori : dal tempo di gioco coi figli, al lavare i piatti, al cane da portar fuori, a quel film che non ti vuoi perdere, al calcio in televisione che oramai è h24, al corso di nuoto, all’ora di yoga.. etc .

Il risultato che si ottiene è che la difficoltà del non pregare insieme, risiede in quel “non avere tempo”. Come non darvi ragione! 

Eppure: cristiani sì, ma senza tempo-preghiera a Dio. È un po’ come dirsi studenti e non andare a scuola. 

Il tempo per la preghiera si deve sempre trovare! 

Il tempo è di Dio e a Lui va restituito, non come privazione di qualcosa ma come riscoperta della priorità dei valori che ridanno qualità alla vita, per intessere rapporti di umanità nuova perché rinnovata in Cristo. 

È sulla base di questo che si può scegliere che “stile di vita” avere, è sulla base di questo che la televisione, l’uso dei social network, gli hobby e tanto altro non diventeranno prioritari o addirittura essenziali alla nostra vita. 

Ricordi quando da fidanzato il tempo per “andare a morosa” (come si dice dalle nostre parti..) lo trovavi? Eppure lavoravi anche allora, forse avevi anche più hobby, certo non avevi le responsabilità e i compiti casalinghi che gravano sui genitori, eppure il tempo c’era. Correvi da lei, da lui anche per poco tempo la sera, o gli donavi il tempo di un telefonata, di una videochiamata che era bella, dava gusto. Ti salutavi dandoti un nuovo appuntamento: “E allora vediamoci anche domani”.

Quel tempo per l’amato, si trovava ed era bello. Perché non si può trovare quel tempo con l’Amore? 

Mancanza di gusto? 

Mancanza di innamoramento con Dio? 

Non abbiamo ricette precise da darvi, per pregare insieme, ognuno da innamorato deve trovare il modo di “andare a morosa” con Dio. 

Chi pregando prima dei pasti con tutta la famiglia. 

Chi con un Pater, Ave, Gloria. 

Chi fermandosi davanti ad una candela, dialogando e pregando con il coniuge. 

Chi recitando un rosario, chi solo una decina. (Siamo nel mese di ottobre.. approfittane.. -vedi articolo di padre Luca Frontali, link in fondo al nostro).

Chi seguendo la liturgia delle ore che la Chiesa ci dona, pregando magari il vespro o la compieta insieme. 

Come vedete tanti sono i modi di pregare, l’importante è trovare quel gusto che ti fa dire: “che bello! Grazie! E allora vediamoci ancora domani”.

L’importante è riscoprire quell’innamoramento con l’Amore che non può mancare nella nostra vita di coppia. 

L’importante è dare tempo alla nostra giornata, perché la mondanità e le leggi del mondo non schiaccino il nostro amore per Dio! 

Noi non siamo del mondo, ma siamo di Dio! 

Pensa se lavoro, hobby, impegni ti avessero fatto perdere la ragazza/o tanto anni fa, ora tua moglie/marito.. cosa avresti fatto? 

Non perdere oggi il tempo per Dio Amore, guardalo come un fidanzato/a, datti una regola di vita, una regola giornaliera, scandendo il tempo e mettendo ordine nelle cose che fai e che possiedi. (tempo televisione, tempo cellulare, tempo hobby). 

Sprechiamo un sacco di tempo, togliendolo a chi ci dona il tempo e la vita! 

La famiglia che prega resta unità. (Papa Francesco) Vorremo tendere una mano, tenderci una mano anche a noi stessi, che spesso non troviamo il tempo con Dio. E lo facciamo così, proponendovi di trovarci da questo lunedì sera 10/10 su Instagram per recitare insieme alle 21.30 il Rosario Mariano, domani martedì 11/10 alle 21.30 la preghiera della sera della Chiesa la compieta, mercoledì 12/10 la coroncina della famiglia, giovedì 13/10 il il Rosario della famiglia, venerdì 14/10 il vespro. Un modo per farci assaporare alcuni dei modi per pregare e “morosare” l’Amore. Lasciando che ognuno cerchi il modo più gustoso e bello per pregare con il proprio sposo/a, famiglia, stando con Lui.

Vi aspettiamo! Stay in Prayer!

Link articolo padre Luca https://matrimoniocristiano.org/2021/10/02/ottobre-mese-del-rosario-ottima-preghiera-di-coppia/


Se ti è piaciuto il nostro articolo condividilo sui social, ad altri potrà servire.

Se vuoi conoscerci meglio:

Puoi visitare la nostra pagina Facebook “Cercatori di bellezza” o Instagram “Cercatori di bellezza”

Per ricevere l’articolo del blog ogni giorno entrate nel gruppo whatsapp  o Iscrivetevi al canale Telegram

Sul comodino solo il rosario e la foto del mio scricciolo.

Oggi condivido una storia. Una di quelle che non possono lasciare indifferenti. Una di quelle dove l’amore si dimostra motore e forza per combattere la malattia. Una di quelle dove la forza di una mamma si dimostra più forte di ogni male. La mamma in questione è Raffaella e di seguito la sua breve, ma intensa testimonianza.
16 MARZO 2018. 11° piano del policlinico A. Gemelli.
Signora lei sa bene che durante l’intervento il cuore del suo piccolo potrebbe cessare di battere.. É un rischio ed è bene che lei ne sia al corrente
Queste furono le parole del giovane medico che mi visitò quella mattina. Ero incinta di 13 settimane.
Ora vada giù, faccia la linfoscintigrafia per individuare il linfonodo sentinella, poi eco mammaria ed eco ostetrica“. L’ intervento era fissato per le 14.30.
Quando mi fecero l’ ecografia ostetrica la ginecologa mi guardò, avevo gli occhi lucidi. Amavo alla follia quell’esserino millimetrico che cresceva dentro di me. Cresceva lui, ma cresceva pure un nemico silenzioso, che già stava mettendo per bene le sue radici. La dottoressa stampò la foto del mio piccolo e mi disse:”Questa sarà la tua forza. Tienilo con te sul comodino“. Così feci. Ero digiuna dal giorno prima e sul comodino avevo solo una Corona del Rosario e la foto del mio scricciolo. La mattinata trascorse tra messaggi su WhatsApp e preghiera. Tanta preghiera. Ringraziavo e lodavo Dio anche per quella situazione. Non avevo paura. Ero in buone mani. Dal momento del test di gravidanza positivo sapevo che Dio mi stava donando una seconda possibilità.
Ricordo perfettamente anche la sala operatoria. L’anestesista mi disse che la mia sarebbe stata un anestesia diversa. Un po’ meno “delicata”, c’ erano farmaci che in gravidanza sono controindicati e non poteva somministrarmeli. Gli risposi che ero nelle loro mani. Mi fidavo. Ero serena. Arrivò il prof. Franceschini. Una carezza sul viso e andò a prepararsi. Intanto chiacchieravo con il resto dell equipe. Erano due donne e un ragazzo. Fu lui a mettermi la mascherina. Mi girava la testa, ma in in attimo mi addormentai. L’intervento andò benissimo. Il post un po’ meno. Tornai in camera alle 20 circa. L’ ospite indesiderato era stato sfrattato. Lui e altri tre noduli. Carcinoma duttale infiltrante multifocale. Questa la sua carta d’identità. È trascorso esattamente un anno dalla mia rinascita. Fatta la radioterapia, continuo ora con “l’antipatica” terapia antiormonale.
Io e il gladiatore Pietro Maria siamo qua contro ogni pronostico. Contro tutti i medici che mi consigliavano l’ interruzione di gravidanza. Lui è un bambino fantastico, meraviglioso e soprattutto sta bene grazie a Dio.
Durante questo periodo, ho sperimentato più volte l’ immenso Amore del Signore  e l’ amore meraviglioso delle persone che mi sono rimaste vicine. Ho conosciuto l’ amore, il rispetto e la comprensione del personale medico, infermieristico, ausiliario e i volontari dell’associazione Susan G. Komen Italia, che operano all’interno del policlinico A. Gemelli di Roma. A loro dobbiamo la vita. Loro che con la mano di Dio si prendono cura di tutte le donne. Nessuna esclusa.  A chi mi chiede se sono guarita, rispondo: “no“. Ne avrò ancora per molto tempo. Ma le donne in rosa lo sanno che non possono abbassare mai la guardia. E amano la vita in modo esagerato. Il cancro non mi fa più paura. Davvero.
É un nemico che si nutre della paura e della tristezza. Non ho assolutamente nessuna intenzione di dargliela vinta. Qua si lotta senza nessuna riserva. Sono grata a Dio del dono della vita, oggi e sempre. ❤️
Ps. Guardate un po’ la perfezione del mio piccolo “grumo di cellule” a 13 settimane di gestazione. Sarei voluta morire io piuttosto che sacrificare la sua di vita.
Raffaella M.