Forte come la morte è l’amore

Perché forte come la morte è l’amore

Per spiegare cosa è l’amore non bastano immagini prese dalla natura come è stato fino ad ora. Ricordate che l’uomo e la donna si sono raccontati accostandosi di volta in volta ad immagini del creato o di edifici e costruzioni del tempo? Ora non bastano questi paragoni. Come a dire che mentre la Sulamita e Salomone, i due amanti del Cantico, sono di questo mondo e quindi trovano paragoni efficaci nel mondo stesso, l’amore non è di questo mondo. L’amore viene da qualcosa di molto più grande e di incomprensibile. L’amore appartiene a Dio. Per questo c’è bisogno di metterlo a confronto con qualcosa che agli occhi della gente appaia grande, potente ed eterno. La morte è un abisso. E’ qualcosa che l’uomo non può gestire, capire e dominare. Esattamente come l’amore. Entrambi aprono a qualcosa che va oltre l’immanente di questa vita terrena. C’è qualcosa che non mi è mai tornato del tutto leggendo questi versi. Almeno finchè non ci sono entrato un po’ più in profondità. Mi sarei aspettato di leggere che l’amore è più forte della morte. Invece c’è scritto che l’amore è forte come la morte. Perchè? Vi rispondo più avanti. Ora credo sia importante una piccola riflessione

Ti amo. Cosa pensiamo quando lo diciamo o lo scriviamo al nostro sposo o alla nostra sposa? Naturalmente per chi se lo dice ancora. Tanti purtroppo hanno perso, con gli anni, il desiderio di dirselo. Pensano di non averne più bisogno. Concentriamoci però su chi ancora se lo dice. Amore ha una etimologia non certa. Non c’è certezza sulla derivazione di questa parolina tanto importante e abusata. C’è una ipotesi fra altre molto intrigante. Non la più accreditata. Sicuramente la più interessante e suggestiva. Secondo me, anche la più autentica. Amore potrebbe derivare dal latino a-mors. Senza morte. Noi, pronunciando quelle semplici cinque lettere, stiamo dicendo all’altro/a una verità del nostro cuore: VOGLIO CHE TU VIVA PER SEMPRE.

Bellissimo, non trovate? Il ti amo di noi sposi trova significato nel matrimonio che costituisce la nostra unione. Desideriamo, con il nostro amore, che l’altra persona possa non morire mai. Non è forse questo l’amore? Non possiamo nulla contro la morte fisica, ma possiamo molto per le altre morti. Morte fisica che comunque per noi credenti non significa la fine, ma l’incontro con il nostro sposo Gesù Cristo. Possiamo molto per le altri morti che possono abitare la nostra vita. In particolare possiamo molto affinché l’altro/a non muoia mai nel nostro cuore. Ti amo, quindi, nonostante le volte che sei lontana, le volte che non mi capisci o che io non capisco te, nonostante il peccato che sempre rischia di impoverirci e di allontanarci, nonostante la stanchezza e lo stress, nonostante la malattia, il tradimento e la divisione. Ti amo perché tu sei la mia occasione per andare oltre me. Se la mia grande occasione che non posso lasciarmi scappare per sconfiggere il mio egoismo e aprendomi a te io mi apro a Lui. In te scopro Lui. Per questo desidero per te l’eternità. Voglio l’eternità non solo per la tua vita. Voglio l’eternità per il nostro matrimonio. Voglio amarti per sempre e senza condizioni. Nulla e nessuno potrà uccidere la mia promessa per te. Neanche tu. Neanche il tuo tradimento, la tua indifferenza. Neanche tu, perché la tua salvezza diventa la mia salvezza e la mia missione.In questa logica tutto trova senso. Trova senso la mia vita, il nostro matrimonio. Trova senso il sacrificio di Gesù e la sua resurrezione. L’amore può donarci la forza di superare tutte le nostre morti personali. Attraverso l’amore posso sconfiggere l’egoismo, l’egocentrismo, i miei peccati e la mia ingratitudine. Così che io possa essere capace di essere sempre accogliente con te, mia sposa. Affinché io possa continuare a dirti quel ti amo non solo con la voce, ma con tutto il corpo. Con la mia tenerezza, con la mia cura e con il mio interesse verso di te.

Ora posso rispondere. Amore e morte sono due antagonisti, di pari forza. Vi riporto ora una citazione che può farvi capire ancora meglio. L’ho trovata sul bellissimo libro di don Carlo Rocchetta Le stagioni dell’amore. E’ una riflessione di Choraqui, uno dei più importanti studiosi ebrei contemporanei del Cantico dei Cantici:

Eccoli l’uno di fronte all’altro, questi eterni nemici, l’amore e la morte. Il testo è preciso: il regno dell’amore è forte come quello della morte. Sulla bilancia dell’eternità hanno entrambi lo stesso peso. La libera scelta situa l’uomo di qua o di là, nella luce dell’amore o nell’ombra della morte.

Capite cosa ci stiamo giocando? Dio ci offre questo libro magnifico per imparare ad amare davvero. Per essere capaci di situarci dalla parte dell’amore e della luce. Per essere capaci di vivere in pienezza come uomo o come donna. Perchè l’uomo e la donna sono pienamente uomo e donna nella misura in cui riescono ad aprirsi all’amore autentico. In questo caso, e solo in questo caso, l’amore diventerà più forte della morte. Perchè l’equilibrio sarà spezzato dalla nostra scelta consapevole e la bilancia penderà dalla parte dell’amore.

Antonio e Luisa

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