Matrimonio dono totale!

Il matrimonio cristiano non è un insieme di diritti e di doveri che si contrattualizzano, ma è un dono reciproco tra un uomo e una donna in cui entrambi si donano e offrono all’altro l’anima, il cuore, il corpo, il futuro, la vita che si vive, mettendola nelle mani dell’altro perché la possa vivere mischiata alla sua, che a sua volta la dona e mischia.

Il matrimonio è far scendere sugli sposi la Grazia dello Spirito Santo che abiterà il loro dono totale. Totale, anima e corpo. Gli sposi decidono di abitare insieme, di vivere gli stessi locali, di dividere lo stesso letto, di usare lo stesso bagno. Ma non basta.. di condividere le stesse gioie e  fatiche. Di farsi carico del bene dell’altro, di esser parte della vita altrui perché sia una vita votata all’amore. Ma non basta. È un dono totale perché mette da parte il mio a favore del tuo, perché mi insegna a scegliere il tuo bene prima del mio, che vuol dire saper lasciare qualcosa di mio, per amor tuo. Non è un dono che salva una parte di me, “ti sposo ma il calcetto non si tocca”, ma ti sposo in modo totale! 

Non vuol dire vivere una vita castrata,in cui i propri hobby sono chiusi in cantina. Ma una vita in cui guardi prima al tuo amato e poi al tuo hobby. 

Perché la bellezza dell’amore se vissuta in pieno, fino in fondo, sarà più appagante, più grande del piacere hobbystico

“Non cerco la ragazza perché non potrò più andare in montagna”.. ma cosa è più grande l’amore o lo scarpone? .. equivale a dire: “Non cerco la ragazza perché sono ricco dei miei soldi, del mio bene, delle mie capacità, dei miei hobby, della mia compagnia, a cui non voglio rinunciare..” … 

Ci raggiungono veloci i tanti ammonimenti biblici, tanti, (ne riportiamo alcuni): 

Matteo 19,16-26 Il giovane ricco ([21]Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi». [22]Udito questo, il giovane se ne andò triste)

Luca 12,13-21 il ricco stolto (Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. [20]Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?)

Salmo 115 l’unico vero Dio (4]Gli idoli delle genti sono argento e oro, opera delle mani dell’uomo. [5]Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, [6]hanno orecchi e non odono, hanno narici e non odorano. [7]Hanno mani e non palpano, hanno piedi e non camminano; dalla gola non emettono suoni. [8]Sia come loro chi li fabbrica e chiunque in essi confida.)

Stolto chi rimane incastrato nel suo mondo di piaceri, non accorgendosi che l’età passa, che tutto cambia, che di quei piaceri di cui è piena la cantina un giorno non rimarrà che un museo di antichità. 

Saggio è chi comprende di vivere per amore, amando, spendendo la vita nell’amore, scegliendo di far spazio, di donare, di rinunciare. L’amore ridonerà tutto più grande, bello, ingigantito. 

Sir 2,10 “Chi si è fidato del Signore ed è rimasto deluso?

L’amore non ama 5 giorni su 7, ma 7 su 7. 

L’amore non va in vacanza, o si prende pause, ma è una ruota che gira sempre e prende velocità. 

L’amore è avere un pezzo di pane, solo uno e dire: lo dono a te.  Gesù spezza il pane per i suoi amici, ma in quel gesto Lui non ne prende, dona tutto. Quella sera, lui non mangia. 

Amore è donare tutto all’altro, non le briciole, non la metà calcolata, è rimanere con le mani vuote ma con il cuore che sarà pieno di un amore più grande.  Tu quanto pane doni al tuo sposo, alla tua sposa?

Il matrimonio è un dono totale, perché non riguarda solo quello che si vive, e i beni materiali, e gli spazi abitati ma riguarda anche il corpo, l’unica cosa che ti segue ed è tuo prezioso fin dalla nascita. 

Il matrimonio è trovarsi nudi davanti ad uno specchio, senza niente, senza casa, senza soldi, senza affetti, senza beni, senza hobby, senza idoli, senza un lavoro, senza macchina, senza niente! Niente.. togli tutto .. tieni solo un crocefisso nella stanza, segno del Padre che ti ama. Poniti davanti allo specchio, nudo… fermati, guardati e accogli il tuo corpo, è tutto ciò che hai, è come ti ha voluto Lui, quando lo amerai, offrilo a lei, offrilo a lui. Amandoti! Perché sei prezioso come sei.. offrilo in libertà di cuore, in pienezza di amore. 

Ho solo questo mio corpo, te lo dono. 

Questo è il matrimonio dono totale! Non la bellezza di un piacere da vivere nel letto, ma il comprendere che tutto doni, tutto offri. 

Forse troppo si pensa al piacere e poco a dar valore al dono totale che un gesto d’amore contiene. Spesso non riusciamo a leggere la totalità del dono del nostro corpo, perché in quello scambio di doni d’amore, il piacere sminuisce la nostra nudità, la rende cieca. 

Quando doni una caramella non vivi un piacere come quando doni il tuo corpo facendo l’amore, ma comprendi bene che non è la stessa cosa. 

Che bellezza è sperimentare il dono del corpo, come dono di tutto ciò che ho. 

Difficile da ricercare, ma bellissimo da vivere. 

Con queste immagini vi auguriamo buon matrimonio. Buon dono totale. 

E concludiamo con un incoraggiamento perché viene anche a noi da interrogarci e comprendere come anche la nostra vita matrimoniale non sia sempre dono totale. Come gli impegni, il lavoro, gli hobby o la squadra del cuore prendano spazio, scalino la totalità dell’amore. È normale, siamo umani, e umanamente pecchiamo. Ma siamo in cammino insieme fratelli e sorelle, figli di unico Padre, in unità con i nostri sacerdoti e consacrati e abitati dallo Spirito Santo e dalla Grazia del sacramento del matrimonio che ci rende testimoni dell’amore di Dio e per tanto capaci di amare donando come Lui, fino in fondo. 

Non possiamo contare sulle nostre forze per amare in modo totale ma sulla grazia che ci è stata data che fa di noi i suoi sposi, e che rende il nostro amore totalmente sponsale. 

by Cercatori di bellezza


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Io sono il pane vivo!

In quel tempo, Gesù disse alla folla dei Giudei: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.
Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

L’Eucarestia, per noi sposi, è un nutrimento fondamentale. Non possiamo pensare di essere ciò che siamo, senza la forza che viene dal pane eucaristico. Non possiamo pensare di poter essere pane spezzato l’uno per l’altra se non ci sfamiamo di Gesù pane spezzato. Eucarestia e matrimonio due sacramenti in apparenza così diversi, ma che hanno davvero tanto in comune. Hanno un senso profondo comune.  L’Eucarestia è segno reale del sacrificio di Cristo per ognuno di noi. Rinnova e riattualizza in ogni Messa il sacrificio di Cristo. Gesù si è dato completamente fino a farsi mangiare per amore. Di nuovo torna presente, in modo misterioso, in quel pane e quel vino. Il matrimonio non è forse la stessa cosa? Il matrimonio non è forse il dono totale dell’uno per l’altra e viceversa? Nel matrimonio non mi consegno completamente alla mia sposa? Nell’amplesso, che ricordo essere parte integrante del sacramento e gesto sacro, non si verifica una vera e propria compenetrazione dei corpi? Non si è forse l’uno nell’altra. Non a caso l’amplesso fisico degli sposi riattualizza il sacramento del matrimonio. Ogni volta che io e la mia sposa ci amiamo carnalmente stiamo rinnovando il nostro matrimonio, stiamo rinnovando un sacramento. Riuscite a capire come matrimonio ed Eucarestia siano entrambi sacramento del dono totale e radicale. Per questo gli sposi sono immagine dell’amore di Dio. Nell’amore radicale, totale, fecondo, indissolubile degli sposi si rende presente e visibile Dio.

La Messa diventa quindi nutrimento per amare di più Gesù in Luisa. Se non comprendo questo sto perdendo tempo.

Mi capita spesso, dopo aver assunto l’Eucarestia, di inginocchiarmi e prendere la mano della mia sposa. E’ un gesto spontaneo. Ha un duplice significato, almeno per me. Significa dire a Cristo: Voglio sempre essere più uno con lei, saldaci sempre più con il tuo Santo Spirito. Significa dire a lei: ti ho affidata a chi ti ama più di me.  

La grandezza del matrimonio non finisce mai di sorprendermi e stupirmi.

Gesù, da quell’attimo importantissimo della nostra vita, in cui ci ha donato l’uno all’altra, ci ama non più solo come Antonio e Luisa, ma ci ama come coppia, e noi a nostra volta ricambiamo il suo amore amandolo insieme, con un solo cuore, nutrendoci di Lui e di noi,  nutrendo l’amore per Lui con il nostro amore sponsale e il nostro amore sponsale con l’amore per Lui.

In questo contesto la mia preghiera, il mio partecipare all’Eucarestia, il mio aprirmi a Gesù diventa salvifico e fonte di grazia e di forza anche per la mia sposa.

In quante situazioni di suo scoraggiamento e sconforto  l’ho affidata nelle mani di Gesù partecipando alla Santa Messa. Noi battezzati siamo tutti legati  gli uni agli altri come i tralci alla vite, ma gli sposi di più. Ricordiamocelo.

Antonio e Luisa

Un dono totale! (7° puntata corso famiglie Gaver 2017)

Riprendendo il discorso iniziato la puntata precedente, dopo aver elencato e spiegato i 5 pilastri, le cinque caratteristiche che sono necessarie perchè un matrimonio possa definirsi naturale (rispondente in pienezza alle esigenze ecologiche della sessualità umana), come possiamo concludere? Semplicemente che questo tipo di unione chiede agli sposi tutto. L’amore coniugale comporta necessariamente una TOTALITA’.

L’amore coniugale comporta una totalità in cui entrano tutte le componenti della persona – richiamo del corpo e dell’istinto, forza del sentimento e dell’affettività, aspirazione dello spirito e della volontà –; esso mira a una unità profondamente personale, quella che, al di là dell’unione in una sola carne, conduce a non fare che un cuore solo e un’anima sola; (CCC 1643)

Abbiamo una canzone anche per la totalità.

 

Canzone molto famosa, un tormentone oserei dire, essendo la sigla della storica soap Sentieri e ultimamente anche colonna sonora per una pubblicità di una banca. Billy Joel dice: “Mi hai dato il meglio di te, ma ora ho bisogno del resto di te”.

Quando c’è il desiderio intimo di completarsi con qualcuno, di soddisfare il proprio bisogno di sessualità (intesa come abbiamo spiegato precedentemente) non ci si può accontentare di una parte dell’altro, ma si vuole tutto, si vuole essere uno in tutto, sempre, anche nell’ordinarietà di una vita normale. Questo è il senso.

Cosa succede se uno dei pilastri viene escluso? Si perde la pienezza dell’amore. La mancanza anche di una sola delle componenti naturali impedisce il sorgere e l’instaurarsi del matrimonio naturale. Ripercorriamo velocemente i cinque pilastri.

Escludere l’unicità significa avere un’amante fissa già al momento del matrimonio e volere mantenerla. Mi viene come esempio famoso il principe Carlo d’Inghilterra che, quando si sposò con lady D, aveva già Camilla. Significa anche essere aperti alla poligamia. Questo è il caso della società islamica.

Escludere l’indissolubilità significa contemplare il divorzio in caso le cose non funzionino. Questa è la mentalità divorzista, secondo la quale a parole si promette di essere fedele nella buona e cattiva sorte, in realtà si intende solo nella buona, lasciando aperta la porta in ogni momento. Questo pilastro era il cruccio di Padre Raimondo, perché il più disatteso e meno compreso nella nostra società individualista.

Papa Francesco scrive al riguardo:

Siamo sinceri e riconosciamo i segni della realtà: chi è innamorato non progetta che tale relazione possa essere solo per un periodo di tempo, chi vive intensamente la gioia di sposarsi non pensa a qualcosa di passeggero; coloro che accompagnano la celebrazione di un’unione piena d’amore, anche se fragile, sperano che possa durare nel tempo; i figli non solo desiderano che i loro genitori si amino, ma anche che siano fedeli e rimangano sempre uniti. Questi e altri segni mostrano che nella stessa natura dell’amore coniugale vi è l’apertura al definitivo. L’unione che si cristallizza nella promessa matrimoniale per sempre, è più che una formalità sociale o una tradizione, perché si radica nelle inclinazioni spontanee della persona umana; e, per i credenti, è un’alleanza davanti a Dio che esige fedeltà: «Il Signore è testimone fra te e la donna della tua giovinezza, che hai tradito, mentre era la tua compagna, la donna legata a te da un patto: […] nessuno tradisca la donna della sua giovinezza. Perché io detesto il ripudio» (Ml 2,14.15.16).

(AMORIS LAETITIA 123)

Escudere la fecondità significa non voler procreare, non voler cercare figli. Attenzione, non riuscire ad avere figli non invalida il matrimonio, ma  solo la volontà personale, anche solo di uno dei due, di non averne.

Escludere la fedeltà è sposarsi con l’idea che il rapporto intimo non sia un gesto escluvivo da vivere all’interno della coppia, solo con la moglie o con il marito, ma è un piacere da ricercare anche al di fuori. Vedremo più avanti che in realtà la fedeltà richiesta dal sacramento è molto più esigente e completa.

Escludere la socialità è abbastanza raro e un concetto poco usuale. Significa sposarsi di nascosto, rendendo il patto conosciuto solo ai contraenti e al massimo a chi celebra, senza darne comunicazione pubblica. Sappiamo come invece anche nella nostra legislazione sia necessaria la presenza di un funzionario pubblico (o dell’autorità religiosa), dei testimoni e che preventivamente vadano affisse le pubblicazioni.

E’ importante ribadire questi concetti perchè, come già più volte scritto, legge naturale e legge rivelata aderiscono perfettamente. Questo significa che, se non si instaura il matrimonio naturale, per la coppia non può essere valido neanche il sacramento.  L’assenza di questi pilastri nell’unione sono spesso presi a motivo di dichiarazione di nullità del matrimonio da parte della Sacra Rota. In altre parole la Sacra Rota approfondisce più che la realtà soprannaturale dell’unione, le fondamenta naturali di essa.

Ultimissima cosa da dire sul matrimonio naturale è come si celebra. Molti pensano che il matrimonio sia un rito, una celebrazione pubblica e che tutto si esaurisca lì. Non è così, quello è solo l’inizio. La celebrazione ha inizio con lo scambio pubblico del consenso, ma si ritiene concluso ed efficace solo dopo il primo rapporto fisico ecologicamente svolto. Cosa significa? Con il deposito del seme dell’uomo nella vagina della donna. Con il corpo si esprime e si conferma, ciò che si è detto a parole. L’unione dei corpi conferma e sigilla l’unione dei cuori. Pensate che Padre Raimondo, tra i vari anedotti, ci ha raccontato di una coppia da lui seguita, dove i due sposi dopo aver celebrato il matrimonio in chiesa, hanno usato sempre il preservativo durante i loro rapporti intimiFinalmente, dopo il suo intervento un anno dopo,  hanno avuto il primo rapporto completo ecologico. Si sono sposati un anno dopo il rito. C’era lo Spirito Santo che era lì che aspettava di entrare in loro.

Per concludere abbiamo mostrato il quadro dei coniugi Arnolfini, che è stato oggetto di un mio precedente articolo che potete leggere cliccando qui. Non lo ripropongo ma vi consiglio di leggerlo, conoscere questo quadro è stato molto interessante anche per me.

Cosa ci hanno insegnato questi due ultimi articoli sul matrimonio naturale?

Solo dando tutto si può essere felici. Noi sposi dobbiamo mostrare questa felicità alle persone che sono timorose e disincantate in questa nostra epoca.  E’ altrettanto importante rendere conto della nostra gioia, poter spiegare che è un tesoro che possono vivere tutti e non qualcosa destinato solo a chi è bravo o fortunato. Basta volere e cercare queste caratteristiche del matrimonio e difficilmente, se entrambi i coniugi ne sono consapevoli e si impegnano per vivere un amore così, il rapporto si esaurirà e si divideranno.

Antonio e Luisa.

Prima puntata La legge morale naturale 

Seconda puntata Chi sono? Perchè vivo?

Terza puntata Io personale, spirito e corpo.

Quarta puntata Anima e corpo: un equilibrio importante

Quinta puntata Matrimonio naturale e matrimonio sociale

Sesta puntata Le esigenze del cuore si realizzano nel matrimonio naturale