Ma tu non ti stufi di fare l’amore sempre con la stessa donna?

Oggi voglio raccontarvi la confidenza di un amico. Secondo me molto significativa e che può aiutarci a riflettere. Questo amico fa parte del Rinnovamento nello Spirito e non nasconde la sua fede neanche sul posto di lavoro. Questo lo rende una persona un po’ strana agli occhi degli altri. Strana ma che attira, perchè racconta di una scelta radicale e porta con sè la gioia e la luce di quella scelta. Ha circa  quarant’anni è sposato e ha 3 bambini. Un giorno un collega gli si avvicina e gli butta lì una domanda. Questo collega è suo coetaneo, ma non è sposato e vive di piccole storie e avventure. Gli butta lì: Ma tu non ti stufi di fare l’amore sempre con la stessa donna? Non è sempre uguale? Non ti stufi di lei visto che il tempo non può certo migliorarla, ma al contrario può solo renderla più vecchia e meno attraente?

Voglio condividere questa domanda perchè ritengo che sia comune a tanti uomini di questo tempo. Persone incapaci di andare oltre. Ora lascio il mio amico e la sua risposta e proverò a darne io una con la mia esperienza. Per poter rispondere a questa domanda bisogna capirsi su cosa significhi fare l’amore. Cosa significa per me. Non parlo ora di sacramento. Resto ad un livello prettamente umano. Fare l’amore è dare forma, sostanza, carne e vita a quanto abbiamo  nel cuore io e la mia sposa. Come posso stufarmi di questo? Ogni volta è diverso, perchè diverso è l’amore che ci unisce e che ci doniamo l’un l’altra. Ogni volta è più bello perchè il nostro amore è cresciuto e si è perfezionato con il tempo e con la nostra vita insieme. Ogni volta è più condiviso perchè più grande è la nostra capacità di entrare in comunione. Ogni volta che ci facciamo l’un l’altro dono di questo gesto portiamo dentro tutto. Portiamo le tenerezze, gli sguardi, le parole, la cura, le preghiere, l’anima, il corpo, i litigi e i perdoni, i silenzi e gli abbracci. Portiamo tutto, nulla resta fuori. Per questo questo gesto è sempre diverso, perchè noi siamo sempre diversi e ritrovarsi sempre uniti e desiderosi di essere un sol cuore e una sola carne è un’esperienza meravigliosa che riempie davvero il cuore. Più passa il tempo e più questo momento diventa bello e più il piacere diventa completo. Il piacere diventa sempre più completo e profondo. Non è più solo una semplice contrazione e azione neuromuscolare che dona un apice di piacere di qualche secondo, il cosiddetto orgasmo.  Il piacere più grande è quello di essere entrati l’uno nel cuore dell’altra e di aver sperimentato un’unità che nessun altra manifestazione dell’amore ti può dare. Sentirsi davvero di vivere nell’altro/a. Resta l’ultima obiezione: Ti piace anche se invecchia? Accipicchia se sì. Questo è un altro miracolo del matrimonio, di una relazione che ci vede invecchiare insieme. Io non la vedo sfiorire e imbruttirsi. Anzi mi appare sempre più bella. Non sto scherzando. Nonostante gli anni passano e mi rendo conto che la persona che ho al fianco fisicamente è cambiata, non è più la stessa di cui mi sono innamorato. Siamo invecchiati entrambi, ma ciò nonostante quella persona continua ad apparirmi bella, anche più bella di prima. E’ una realtà incomprensibile. I miei occhi vedono il tempo che passa nel corpo della mia amata, ma il mio cuore mi restituisce un’immagine sempre più di meraviglia. Ciò che vediamo non è mai oggettivo ma è sempre soggettivo, rielaborato dal nostro cuore e dal nostro cervello. Ciò che vediamo è un’insieme di esperienze, di sguardi, di gesti, di modo di essere e di rapportarsi, di intimità, di complicità, di amore che si è costruito in anni di rapporto e che ci mostrano l’immagine più vera di nostra moglie e di nostro marito, invisibile a tutti gli altri. Una bellezza che possiamo vedere solo noi, ma non per questo meno vera e meno importante.

Antonio e Luisa

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Sessualità nel matrimonio. Gli errori dell’uomo nell’intimità.

Oggi entriamo in camera da letto. Già perchè c’è un problema. Un grande problema. Ne discutevo anche con un mio caro amico sacerdote. Lui sostiene che queste sono questioni sulle quali approcciarsi con pudore. In camera da letto lui non si sente di entrare. Eppure nella mia piccola esperienza di ascolto di coppie che fanno fatica ho capito che tanti problemi si annidano proprio lì. Nella camera da letto. Per questo dobbiamo superare questo pudore ed entrarci, non per voyaerismo, ma per farci aiuto concreto ai fratelli. Leggevo un articolo qualche giorno fa su Aleteia dove veniva affrontato il piacere femminile nel rapporto sessuale. Per una questione diversa, ma è bastato per ispirarmi questa riflessione. Noi maschi spesso crediamo di sapere tutto sul sesso e su come appagare la nostra sposa. E’ davvero così? Non credo, tranne qualche eccezione. E’ vero che sappiamo tanto. Per anni ci siamo educati alla scuola pornografica. Ci siamo scambiati consigli ed esperienze con amici ignoranti come noi, se non peggio. Abbiamo avuto donne ignoranti quanto noi sull’argomento. Il risultato qual’è? Spesso la donna non è gratificata dal rapporto sessuale nel matrimonio. Non prova piacere, si sente usata, a volte avverte dolore. A lungo andare tutto ciò porta la donna a rifuggire i momenti di intimità e porta frustrazione e lontananza tra gli sposi. Cercherò ora di sintetizzare gli errori più frequenti che noi uomini commettiamo, spesso inconsapevolmente (pensiamo di agire nel modo migliore), e che non permettono alla donna di vivere nella gioia e nella pienezza l’incontro intimo. Nel matrimonio, l’amplesso, è riattualizzazione del sacramento. Qualcosa di molto importante anche per noi cristiani, soprattutto, azzarderei dire, per noi cristiani.

  1. I preliminari non finiscono mai. Noi uomini siamo fatti così. Non tutti, ma molti. Abbiamo l’abitudine a separare nettamente il momento dell’amplesso dalla nostra vita di tutti i giorni. Siamo capaci di non guardare la nostra sposa per tutto il giorno, presi da tante preoccupazioni ed attività, salvo poi ricordarci di lei ed essere subito pronti per entrare in intimità con lei. Viviamo l’intimità quasi come affetti da bipolarismo. L’uomo amante non c’entra con l’uomo marito. Per la donna non funziona così. Trattarla così, soprattutto quando si è sposati, equivale a farla sentire usata e oggetto da cui trarre piacere. Qualcosa da tenere nello sgabuzzino e da tirar fuori quando ne sentiamo il desiderio. Invece i preliminari devono durare tutto il giorno e tutti i giorni. Uno sguardo, una carezza, un abbraccio, una telefonata, un gesto di servizio, ascoltarla, cercarla, dirle che è bella ecc. Insomma i preliminari possono e devono diventare corte continua. Solo così la sposa si sentirà desiderata e amata. Solo così l’amplesso fisico diventerà culmine e naturale conseguenza di quanto si è preparato durante tutto il giorno e non un qualcosa di avulso da tutto il resto.
  2. I preliminari sono per la donna. Uomo e donna sono diversi. Hanno tempi molto diversi per prepararsi all’amplesso. All’uomo spesso basta l’idea dell’incontro per essere pronto fisicamente. L’uomo si eccita con tatto e vista. Per la donna la natura ha previsto tempi e modi diversi. Per permettere al corpo della donna di modificarsi ed essere nella condizione ideale per la penetrazione servono dai venti ai trenta minuti. Cosa succede ai genitali della donna? In questo tempo la vagina si allunga internamente (non lo sapevate vero?) da circa 6/7 cm a circa 9/10 cm e l’utero si posiziona in maniera diversa per agevolare l’entrata del pene. Oltre ciò, durante i preliminari la vagina si lubrifica sia internamente che nella parte esterna (vulva). È diverso anche il modo di eccitarsi. L’uomo deve vedere e toccare, basta poco; la donna cerca altro, è più complessa. L’uomo così facendo, seguendo il suo desiderio, la sua modalità di cercare piacere, sta in realtà urtando la sensibilità della sua sposa. L’intimità fisica è trasformata in qualcosa di frettoloso e grossolano. In questo modo è impossibile vivere in pienezza e con gioia il rapporto. La donna vuole tenerezza, dolcezza, carezze, abbracci. Vuole percepire di essere preziosa e importante. Vuole sentirsi desiderata e amata. La pornografia mette al centro dei preliminari sempre l’uomo e i suoi genitali. Dimentichiamolo! Al centro deve esserci la sposa, con tutto il suo corpo e nel modo che piace a lei. I preliminari non sono tecniche eccitatorie per l’uomo (non sono sbagliate, ma non devono occupare tutto il tempo o quasi), ma gesti che sfamano il bisogno di tenerezza della donna; proprio perché l’uomo è già pronto fisicamente, rischia di fare una corsa perdendo di vista il bello del viaggio. I preliminari sono il tempo necessario a entrambi uomo e donna per entrare in comunione, l’uomo è già pronto fisicamente all’atto sessuale, ma ha bisogno di entrare in relazione con la donna per vivere in pienezza l’intimità, quindi non è solo attendere i tempi fisici della donna, sarebbe un’attesa sterile per il cuore. Perciò i preliminari sono indispensabili nell’intimità sessuale e sono gesti di tenerezza e dolcezza che rendono felice la persona amata.
  3. La penetrazione deve essere dolce e controllata. Se i preliminari sono stati vissuti come dialogo d’amore, l’amplesso diventerà il culmine di questo dialogo. Siamo dunque giunti alla compenetrazione dei corpi, che deve essere dolce e rispettosa. L’uomo entra dolcemente nel corpo della donna e lei lo accoglie in sé per formare insieme un solo corpo: espressione tangibile e concreta della fusione dei cuori, di quell’amore esclusivo, totale e per sempre che rende uno. San Giovanni Paolo II durante un incontro con le famiglie disse: L’unione dei corpi, voluta da Dio stesso come espressione della comunione più profonda ancora del loro spirito e del loro cuore, compiuta con tanto rispetto e tanta tenerezza, rinnova il dinamismo e la giovinezza del loro impegno solenne, del loro primo “sì”.
    La pornografia, al contrario, distrugge questa immagine. Non mostra delicatezza, ma ci insegna che più la penetrazione è violenta e profonda e più sarà piacevole per entrambi. Falsità! Riflettiamoci. Stiamo parlano del gesto più alto per esprimere
    amore al nostro amato, alla nostra amata. Stiamo entrando in un luogo sacro, il luogo dove nasce la vita e dove la coppia salda e accresce la propria unità! Luogo sacro della donna e luogo che è solo per lo sposo, che può e deve entrare con tutto il rispetto che quel dono richiede. E’ importante sottolineare, inoltre, che si devono rispettare le dimensioni anatomiche. Stando alla scuola pornografica, al contrario, sembrerebbe che non ci sono limiti… anzi, più il pene è lungo e grosso, più la donna sarà soddisfatta. FALSITA’. RIPETO: TUTTE FALSITA’. Cosa ho scritto nell’approfondimento dei preliminari? La vagina normalmente ha una profondità di 7 cm e quando è eccitata arriva a circa 10 cm. Cosa significa? Una cosa molto semplice da capire: il pene può entrare per quella profondità e tutta la parte in eccesso deve restare fuori. Diversamente se l’uomo segue i dettami della pornografia, cioè entra nella vagina con tutto il pene e con violenza, soprattutto quando lo ha di dimensioni superiori agli 11-12 cm, certamente impedisce ogni piacere per la donna, se non superficiale e limitato (spesso generando in lei anche sensi di colpa e sospetti di frigidità) e non di rado le provoca dolore, nei casi peggiori, escoriazioni ed emorragie. Capite la pornografia quanti danni provoca? In pronto soccorso, a volte i ginecologi devono curare lesioni postcoitali; le stesse che si verificano in caso di stupro… Può essere un simil-stupro un gesto d’amore?
  4. Restare uniti anche dopo. L’uomo, abbiamo detto prima, tende ad essere bipolare. Alcuni istanti dopo aver raggiunto il piacere può tranquillamente voltarsi dall’altra parte o messaggiare con l’amico sulla partita di calcetto del giorno dopo. Per la donna questa cosa è inconcepibile. Questa insensibilità dell’uomo può rovinare tutto e trasmettere alla donna la sensazione di essere stata usata. Lei ha bisogno di condividere la gioia di quel momento in un abbraccio profondo. E’ il momento dell’assimilazione della gioia. Una volta raggiunto il culmine del piacere e dell’unione, gli sposi (soprattutto lei) avvertono la necessità di un abbraccio finale. È un momento in cui si assapora e si gusta l’esperienza appena vissuta. Abbracciati e senza parlare, gli sposi assimilano la gioia della comunione profonda. Il piacere e la gioia sperimentati nella carne vengono assimilati dal cuore. Questa assimilazione porta un frutto di pace molto profondo. Una pace, una gioia, un amore e, vedremo con il sacramento, un’effusione di Spirito Santo, che ci daranno forza e sostegno nelle ore e nei giorni a venire.

Sono sicuro di una cosa. L’uomo che decide di mettersi in ascolto della sua sposa, e di vivere il rapporto fisico davvero come dono di sè verso la sua sposa, otterrà in cambio tantissimo. L’uomo che cercherà davvero di assecondare i desideri e la sensibilità della sua sposa anche nel talamo nuziale riuscirà a guarire miracolosamente i mal di testa della sposa e a donarle un’intimità che sarà gioia, pace e comunione vera. Spesso non è la sposa che non ha desiderio verso lo sposo. Cambiamo prospettiva. E’ lo sposo che non è capace di generare desiderio nella sua sposa. I concetti che ho espresso non sono solo frutto della mia esperienza personale e di ascolto verso gli altri, ma sono arricchiti della competenza e della preparazione della dott.ssa Luisa Scalvi, che ringrazio. Luisa è medico ginecologo. Ho cercato di sintetizzare quello che potete trovare scritto in modo più approfondito nel nostro libro L’ecologia dell’amore. Lo trovate in libreria e tutti i negozi on Line. Cliccate per acquistarlo su AmazonIbsLibreria del Santo

Antonio e Luisa

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Sposi sacerdoti. Sono malata d’amore. (30 articolo)

Sostenetemi con focacce d’uva passa,
rinfrancatemi con pomi,
perché io sono malata d’amore.
[6]La sua sinistra è sotto il mio capo
e la sua destra mi abbraccia.
[7]Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,
per le gazzelle o per le cerve dei campi:
non destate, non scuotete dal sonno l’amata,
finché essa non lo voglia.

Sostenetemi con focacce d’uva passa, rinfrancatemi con pomi, perché io sono malata d’amore. Lei sta vivendo un momento, mi azzardo a dire, di estasi. Sono, probabilmente al culmine del loro amplesso. Un momento di fuoriuscita da sè, un momento di stordimento. Non capisce più chi è. Chiede di aver qualcosa da mangiare perchè si sente mancare, le mancano le forze. L’amore che sta vivendo è troppo grande e troppo bello. L’esperienza che sta vivendo è così piena, così totalizzante che si sente sfinita. Lei per essere guarita dal suo mal d’amore, da questa bellissima sensazione, chiede uva passa e mele. Due immagini che rimandano all’amore stesso. L’amore non ha medicina se non l’amore stesso. Questo è il messaggio meraviglioso di queste poche righe.

La sua sinistra è sotto il mio capo e la sua destra mi abbraccia. L’amplesso ha raggiunto il culmine. I due si abbandonano l’uno all’altra. Un’immagine di una bellezza straordinaria. In poche parole dice tutto. Lei è completamente abbandonata a questo abbraccio d’amore di lui. In questo abbraccio silenzioso, senza aggiungere altro, possiamo davvero contemplare l’amore che si è fatto carne tra di loro. Non sono più due, ma sono una cosa sola. Sono una carne sola. Lui è felice di questo abbraccio. Tanto felice e tanto ebbro di quel momento che arriva a scongiurare le figlie di Gerusalemme di non interrompere quell’attimo di eternità. Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, per le gazzelle o per le cerve dei campi: non destate, non scuotete dal sonno l’amata, finché essa non lo voglia. Gazzelle e cerve sono un’altra immagine importante. Gazzelle e cerve erano assimilate, nella cultura orientale del tempo, all’amore, in particolare a quello erotico. Per tutte la forza che l’amore ha, che ci ha donato in quest’incontro intimo, io vi scongiuro, non svegliatela. Lasciate che possa assaporare per tutto il tempo possibile questa gioia concreta e sensibile scaturita dal nostro amore che si è fatto carne. Queste 9 righe del Cantico dei Cantici stanno raccontando ciò che di più bello possono sperimentare due sposi nell’amore erotico e sensibile. Un libro della Bibbia che racconta l’estasi del piacere e il successivo desiderio di assimilare quel piacere appena vissuto. Un piacere che dal corpo raggiunge il cuore e lo nutre. Quell’abbraccio finale tra i due amanti che vuole significare un’unità appena sperimentata che sta riempiendo il cuore di gioia, di bellezza, di pienezza. Un abbraccio che i due non vorrebbero avesse mai fine. Non è forse ciò che sperimentiamo anche noi quando viviamo l’incontro intimo in modo autentico e pieno? La Bibbia, attraverso questo libro, ci dice che è un qualcosa voluto da Dio per noi, il modo che Dio ha scelto affinchè noi potessimo dimostrarci e sperimentare il piacere dell’amore. La Bibbia è sorprendente. Non è vero?

Antonio e Luisa

Articoli precedenti

Introduzione Popolo sacerdotale Gesù ci sposa sulla croceUn’offerta d’amore Nasce una piccola chiesa Una meraviglia da ritrovare Amplesso gesto sacerdotale Sacrificio o sacrilegioL’eucarestia nutre il matrimonio Dio è nella coppiaMaterialismo o spiritualismo Amplesso fonte e culmineArmonia tra anima e corpo L’amore sponsale segno di quello divino L’unione intima degli sposi cantata nella Bibbia Un libro da comprendere in profondità I protagonisti del Cantico siamo noi Cantico dei Cantici che è di Salomone Sposi sacerdoti un profumo che ti entra dentro. Ricorderemo le tue tenerezze più del vino. Bruna sono ma bella Perchè io non sia come una vagabonda Bellissima tra le donne Belle sono le tue guance tra i pendenti Il mio nardo spande il suo profumo L’amato mio è per me un sacchetto di mirra Di cipresso il nostro soffitto Il suo vessillo su di me è amore

Un piacere che diventa forza, vita e amore! (11 puntata corso famiglie Gaver 2017)

Abbiamo già approfondito il momento di preparazione all’amplesso, cioè i preliminari, e abbiamo sottolineato che non devono essere qualcosa da ricercare solo prima dell’amplesso, ma devono essere vissuti all’interno di una vita caratterizzata da tenerezza e cura dell’uno verso l’altra. Ora passiamo al momento dell’amplesso vero e proprio. Momento che diventa autentico, fonte di gioia piena e di Grazia, quando è vissuto in un clima di comunione tra gli sposi e non è espressione di due egoismi che cercano piacere e di spegnere le loro pulsioni. Esauriti quindi i preliminari, passato il tempo necessario, sarà la donna a far capire di essere pronta, con un gesto d’amore e d’intesa (poi con il tempo non sarà più necessario). Se i preliminari sono stati vissuti come dialogo d’amore, l’amplesso diventerà il culmine di questo dialogo. Siamo dunque giunti alla compenetrazione dei corpi, che deve essere dolce e rispettosa. L’uomo entra dolcemente nel corpo della donna e lei lo accoglie in sé per formare insieme un solo corpo: espressione tangibile e concreta della fusione dei cuori, di quell’amore esclusivo, totale e per sempre che rende uno. La pornografia distrugge questa immagine. Non mostra delicatezza, ma ci insegna che più la penetrazione è violenta e profonda e più sarà piacevole per entrambi. Invece la nostra natura vuole la delicatezza, stiamo entrando in un luogo sacro, il luogo dove nasce la vita e dove la coppia salda e accresce il proprio amore. Luogo sacro della donna e luogo che è solo per lo sposo, che può e deve entrare con tutto il rispetto che quel dono richiede. Stiamo entrando nel santuario del nostro amore, dove stiamo celebrando un sacramento (lo riprenderemo più avanti). Non stiamo spiritualizzando, ma stiamo riscoprendo la realtà che siamo, distrutta da una mentalità pornografica che banalizza questo momento. E’ quindi importante purificarci da tutta quella spazzatura pornografica che ci riempie la testa. Non è facile. Soprattutto i maschi hanno questo forte impulso a dominare la donna, a renderla strumento di piacere. San Giovanni Paolo II spiega questo come uno dei primi effetti del peccato originale. La differenza sessuale non era più fonte di gioia, di bellezza e di incontro, ma diventava motivo di contrapposizione tra i due sessi e di dominio dell’uomo sulla donna. Il matrimonio sacramento, grazie all’opera redentiva e salvifica di Cristo, ci permette di tornare alle origini e di vivere come nelle origini il nostro rapporto in modo pieno e autentico.

Tornando alla penetrazione, è importante sottolineare che si deve rispettare l’ecologia delle dimensioni corporee. La mentalità pornografica insegna che più il pene è lungo e spesso, più la donna sarà soddisfatta. TUTTE FALSITA’. RIPETO: TUTTE FALSITA’.

Cosa ho detto durante l’approfondimento dei preliminari? La vagina normalmente ha una profondità di 7 cm e quando è eccitata arriva al massimo a 9/10 cm. Cosa significa? Significa che il pene può entrare per quella profondità, tutta la parte in eccesso deve restare fuori. Se l’uomo segue i dettami della pornografia, cioè entra nella vagina con tutto il pene e con violenza, certamente impedisce ogni piacere per la donna (spesso generando in lei anche sensi di colpa e sospetti di frigidità) e spesso le provoca dolore, nei casi peggiori, escoriazioni ed emorragie. Capite la pornografia quanti danni provoca? In pronto soccorso, a volte i ginecologi devono curare lesioni postcoitali: si tratta di stupri, perché la dinamica è la stessa. Può essere uno stupro un gesto d’amore? Certamente no. Ecco una notizia per gli uomini: non esistono peni troppo piccoli per procurare piacere (a meno di patologie rare), ma ne esistono di troppo grandi per procurare dolore. Purtroppo tanti uomini soffrono, perché sono convinti di avere un pene piccolo. Questa sofferenza psicologica spesso provoca disfunzioni come l’eiaculazione precoce. E’ la cosidetta anoressia del pene, cioè si pensa che sia troppo piccolo, anche quando supera abbondantemente la profondità della vagina. Fate pace con il vostro pene, va benissimo così com’è.

Altra cosa importante è guardarsi. Come già affermato per i preliminari, scegliete posizioni che permettano di guardarsi negli occhi. Gli occhi sono sorgente del sentimento e sono la porta per accedere alla profondità della persona, che deve essere necessariamente coinvolta in un gesto tanto totalizzante. Se sottraete al rapporto fisico lo sguardo, vi private di una fetta di comunione grandissima. Non esistono quindi posizioni più o meno moralmente accettabili, ma posizioni che permettono più o meno la comunione tra gli sposi e la partecipazione di tutta la persona. Non si tratta quindi di esercitare il kamasutra per ottenere orgasmi più intensi e duraturi, ma di vivere questo momento con dolcezza e tenerezza per raggiungere un piacere molto più profondo del semplice orgasmo, un piacere generato dalla comunione profonda di anima e corpo e dono meraviglioso del nostro Creatore. Quindi, l’orgasmo non è che una parte superficiale di un benessere molto più completo e di una gioia autentica che investe tutta la persona.

Il piacere è qualcosa di bello, un dono, un talento da perfezionare. E’ molto importante, durante questa fase, ricercare e vivere il piacere sessuale. Non facciamoci influenzare da un falso moralismo che vede in questo qualcosa di sporco. Gustare il piacere è importante, è un’esperienza esaltante di unità. Il piacere sessuale è una cosa bella, non abbassa lo spirito, ma lo rende uno con la carne, unisce cuore e corpo in una gioia completa e totale.

Troviamo scritto nel Catechismo al punto 2362:

Il Creatore stesso […] ha stabilito che nella reciproca donazione fisica totale gli sposi provino un piacere e una soddisfazione sia del corpo sia dello spirito. Quindi, gli sposi non commettono nessun male cercando tale piacere e godendone. Accettano ciò che il Creatore ha voluto per loro.

Tante donne fanno fatica ad accettare il piacere nella loro vita. Spesso questa difficoltà è legata ad un’educazione moralistica, dove lo spirito è predominante sulla carne; altre volte questa difficoltà è dovuta a ferite e violenze subite. Donne, fate pace con il vostro corpo! Riconoscete di aver bisogno di aiuto e fatevi aiutare! Questi blocchi non vi permettono di abbandonarvi a vostro marito e creano sofferenza a lui e a voi.

C’è il rischio opposto che riguarda maggiormente gli uomini. Il piacere non va ricercato in quanto tale, altrimenti scade nella lussuria e nell’egoismo, ma va ricercato come culmine di una comunione e di un dono reciproco.

Vivere l’intimità sessuale in modo ecologico, in modo rispettoso della nostra natura, della nostra fisiologia e psicologia, dà grandi frutti. Introduciamo così l’ultimo momento che è l’assimilazione della gioia. Una volta raggiunto il culmine del piacere e dell’unione, gli sposi avvertono la necessità di un abbraccio finale. E’ un momento in cui si assapora e si gusta l’esperienza appena vissuta. Abbracciati e senza parlare, gli sposi assimilano la gioia della comunione profonda. Il piacere e la gioia sperimentati nella carne vengono assimilati dal cuore. Questa assimilazione porta un frutto di pace molto profondo. Una pace, una gioia, un amore e, vedremo con il sacramento, un’effusione di Spirito Santo, che ci daranno forza e sostegno nelle ore e nei giorni a venire. Tutti questi doni aumentano in proporzione all’intensità con cui ci siamo donati l’uno all’altra.

Capite quanto è povero e misero accontentarsi di un semplice orgasmo? Capite come è importante purificare il nostro cuore e il nostro sguardo da tutta quella pornografia che li inquina? Capite quale grosso peccato si commette a rinunciare a questa autentica ecologia umana, autentica gioia e autentico piacere, doni del Creatore? Capite quale grosso peccato si commette a usare il corpo dell’amato/a per concretizzare le fantasie “imparate” dalla pornografia? Questo è il peccato di adulterio, adulterio del cuore. Sì, è un adulterio vero e proprio, perché in quel momento così bello e importante dove esprimiamo con il corpo una comunione profonda, con il cuore non siamo con la persona amata, ma con delle fantasie da realizzare.

Antonio e Luisa (dall’insegnamento di Luisa ed Emanuele Bocchi)

Prima puntata La legge morale naturale

Seconda puntata Chi sono? Perchè vivo?

Terza puntata Io personale, spirito e corpo.

Quarta puntata Anima e corpo: un equilibrio importante

Quinta puntata Matrimonio naturale e matrimonio sociale

Sesta puntata Le esigenze del cuore si realizzano nel matrimonio naturale

Settima puntata Un dono totale!

Ottava puntata L’intimità degli sposi nell’ecologia umana

Nona puntata La liturgia dell’intimità alla luce del Cantico dei Cantici

Decima puntata Preliminari: tempo per entrare in comunione

L’intimità degli sposi nell’ecologia umana. (8° puntata corso famiglie Gaver 2017)

Dopo aver approfondito il matrimonio naturale, le caratteristiche che esige e come si concretizza, ci soffermiamo ora sull’intimità fisica. Abbiamo detto che il primo rapporto fisico dopo il consenso del rito è necessario per sigillare e rendere valido il patto nuziale naturale.  Questo tema così delicato quanto importante è stato affidato ad Emanuele e Luisa. Luisa è medico ginecologo e si occupa anche di interventi formativi per quanto riguarda l’ambito sessuale nelle scuole. Il rapporto intimo tra gli sposi è un gesto molto importante all’interno della coppia e, se ben vissuto, può ravvivare e rinnovare la relazione e l’amore sponsale. Rinnovamento che è concretamente efficace sia nella dimensione umana, che abbiamo visto fino ad ora, sia in quella sacramentale e divina, che vedremo successivamente quando affronteremo il sacramento.  L’intimità sessuale, vissuta nella sua pienezza umana e nella verità del significato che il gesto incarna, è la più grande manifestazione dell’amore sensibile tra gli sposi. Nel contempo è occasione privilegiata per far crescere l’amore tra di loro.  Per tutti quindi, siano credenti o no, è importante comprendere l’ecologia del sesso in tutta la sua bellezza, comprenderne la sua armonia naturale e come va autenticamente esercitato. Da come viviamo bene e in modo ecologico la nostra intimità sessuale dipende buona parte della nostra felicità di sposi e di conseguenza la riuscita della nostra relazione e la pace in famiglia. Se saremo sposi felici, saremo genitori amorevoli, forti e concordi. Come sposi cristiani è bene mettere subito in chiaro che la nostra santità coniugale passa anche attraverso la nostra vita sessuale. Esercitare l’intimità coniugale non è qualcosa di sporco e peccaminoso, ma è via per la santità e modalità per prepararci insieme alle nozzze eterne con Cristo. La realizzazione sempre più perfetta del rapporto sessuale implica:

  1. una conoscenza adeguata della fisiologia e antropologia umana, in particolare delle parti coinvolte nell’atto, e del dinamismo ecologico che si deve mettere in pratica;
  2. una coscienza sempre più profonda della sua valenza sacramentale, fonte di Grazia e di effusione di Spirito Santo. Il rapporto sessuale nel matrimonio è un gesto sacro, voluto dal Creatore;
  3. un impegno costante e continuo degli sposi di crescere nell’amore reciproco, inserendo l’amplesso fisico in un contesto di tenerezza e di cura l’uno dell’altra da vivere nella quotidianità della vita insieme.

Ora ci focalizzeremo sul primo punto, il quale è importantissimo, per riacquistare o comprendere per la prima volta la  bellezza e la dignità del gesto unitivo, riscattandolo da ogni morbosità, banalizzazione o volgarità pornografica. Probabilmente molti hanno imparato quello che  sanno sull’amplesso fisico dalla pornografia che inquina e distrugge l’ecologia del gesto, privandolo della sua bellezza, del suo significato e anche del suo corretto modo di essere vissuto.

Ora andremo a compiere un’opera di disinquinamento, necessaria più che mai ai nostri giorni, dove abbondano persone che sono convinte di sapere tutto ed in realtà non sanno che falsità e bugie, generando così distorsioni, dolore e sofferenze fisiche e morali. Il primo rapporto sessuale instaura sia il matrimonio naturale sia  il matrimonio sacramento, cosicchè ogni altro amplesso diventa rinnovazione e riattualizzazione di quel primo rapporto. Come ogni sacramento ha una liturgia da seguire. Sembra strano, ma è così. Liturgia che rispecchia perfettamente la dinamica di un rapporto ecologico autentico e pieno.

Vedremo nella prossima puntata di approfondire le tre parti della liturgia dell’atto: preliminari, amplesso e assimilazione della gioia.

Antonio e Luisa (dall’insegnamento di Emanuele e Luisa Bocchi)

Prima puntata La legge morale naturale 

Seconda puntata Chi sono? Perchè vivo?

Terza puntata Io personale, spirito e corpo.

Quarta puntata Anima e corpo: un equilibrio importante

Quinta puntata Matrimonio naturale e matrimonio sociale

Sesta puntata Le esigenze del cuore si realizzano nel matrimonio naturale

Settima puntata Un dono totale!