La Grazia non è magia.

Perchè tanti divorzi e separazioni anche tra chi si sposa in Chiesa davanti a Gesù? Il Papa ci ha ricordato come tanti matrimoni siano in realtà nulli, ma è solo questo? Perchè la Grazia di Dio non ci salva da noi stessi e dai nostri errori? La Grazia non è una magia. Lo Spirito Santo per poter entrare in noi e cambiare le nostre debolezze e fragilità ha bisogno di noi. Lo Spirito Santo ha bisogno che  noi apriamo il nostro cuore alla Sua azione. Dobbiamo volere che Gesù abiti in noi e nella nostra unione. Il sacramento del matrimonio non ci assicura nulla senza il nostro impegno. Il sacramento del matrimonio è come una fonte di acqua pura che disseta ma se noi abbiamo un bicchiere bucato non riusciremo nè a bere nè a dissetarci. Questo è il nostro cuore, che se reso bucato dal peccato e dal nostro egoismo, non riuscirà a riempirsi di Dio. Diventa così tutto un’illusione e se le cose non vanno ce la prendiamo con Dio che non ci ha preservato dal fallimento.  Mi viene in mente un’affermazione di Tarcisio Mezzetti, una persona di Dio che si è spesa fino alla fine per fidanzati e sposi. Tarciso, sulla base di una ricerca statistica americana, aveva evidenziato come un matrimonio su tre finiva in divorzio (questo alcuni anni fa, oggi è ancora peggio). L’incidenza scendeva a uno su cinquanta se il matrimonio era stato celebrato in Chiesa e se la coppia partecipava regolarmente alla Santa Messa. La statistica sorprendentemente mostrava come l’incidenza crollava vertiginosamente quando la coppia oltre a essersi sposata in chiesa e partecipare alla Messa, pregava regolarmente unita. L’incidenza in questo caso scendeva a addirittura uno su millecento. Incredibile?

No non è incredibile. Semplicemente la coppia ha tenuto fede alla sua promessa matrimoniale, non escludendo Cristo dalla propria vita e dalle proprie scelte. Sempre qualche mese fa, lessi su un sito cattolico la storia di Siroki­Brijeg. Siroki­Brijeg è una città bosniaca di alcune migliaia di persone dove non si sono verificati mai divorzi. Sembra che la motivazione di questo incredibile risultato sia nella fede dei suoi abitanti e nel rito del matrimonio che la chiesa locale segue.

Quando i fidanzati vanno in chiesa per sposarsi, portano con sé un crocifisso. Il sacerdote lo benedice, e invece di dire che i fidanzati hanno trovato il partner ideale con cui condivideranno la vita dice: “Avete trovato la sua croce! È una croce da amare, da prendere su di voi. Una croce che non è da scartare, ma da custodire nel cuore”.

Quando la coppia pronuncia i voti matrimoniali, la sposa mette la mano destra sul crocifisso, e lo sposo la mano destra sopra quella di lei. Sono uniti tra sé e uniti alla croce. Il sacerdote copre le mani degli sposi con la stola, mentre loro promettono di amarsi a vicenda nella gioia e nel dolore, proclamando fedelmente i propri voti in base ai riti della Chiesa.

Poi i due baciano la croce. Se uno abbandona l’altro, abbandona Cristo sulla croce. Perde Gesù! Dopo la cerimonia, i neosposi attraversano la porta di casa per collocare il crocifisso in un posto d’onore. Diventa il punto di riferimento della loro vita, e il luogo di preghiera della famiglia. La giovane coppia crede fermamente che la famiglia nasca dalla croce.

Nei momenti di difficoltà e incomprensione, che sorgono in tutti i rapporti umani, non si ricorre non all’avvocato, al terapeuta o all’astrologo, ma alla croce. Gli sposi si inginocchiano, piangono lacrime di pentimento e aprono il proprio cuore, chiedendo la forza di perdonarsi a vicenda e implorando l’aiuto del Signore. Queste pratiche pie sono state imparate fin dall’infanzia.

Ai bambini viene infatti insegnato a baciare con reverenza il crocifisso tutti i giorni e a ringraziare il Signore per la giornata trascorsa prima di andare a letto. I bambini vanno a dormire sapendo che Gesù li tiene tra le braccia e che non c’è nulla da temere. Le loro paure e le loro differenze scompaiono quando baciano Gesù sulla croce.

Termino con un insegnamento di don Dino Foglio, tra i fondatori del Rinnovamento nello Spirito in Italia e sacerdote che abbiamo avuto la fortuna di incontrare e ascoltare per alcuni anni:

Con la sola volontà non si fa nulla. con la sola Grazia non si fa nulla, con la volontà e la Grazia si fa tutto.

Se il nostro matrimonio è in crisi o siamo noi ad essere in crisi, non accusiamo Dio ma cerchiamo di capire come aprire il nostro cuore alla Sua Grazia.

Antonio e Luisa

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Il vincolo coniugale: uniti verso il paradiso. (13 puntata corso famiglie Gaver 2017)

Dopo aver spiegato chi siamo e cosa diventiamo con il sacramento del matrimonio, ora cerchiamo di dire qualcosa sui doni con cui Dio ci colma per renderci capaci di un compito tanto grande.

Il primo dono è il legame coniugale cristiano. Il fuoco dello Spirito Santo stabilisce un un vincolo d’amore indissolubile tra gli sposi. Realizza quanto da loro espresso con il consenso e con il loro primo amplesso ecologico (ormai dovrebbe essere chiaro il significato). Non sono più due ma una carne e un cuore solo. Questa unità d’amore rende gli sposi sacramento vivente e perenne. Nel loro amore abita Gesù vivo e reale. D’ora in poi gli sposi ameranno Dio non più individualmente, ma insieme. Saranno mediatori l’uno della santità dell’altro. Come spiegare questo concetto? Non è facile perché seppur unite restano due persone con la propria individualità. Prendo le parole di don Emilio Lonzi, che per farci capire disse una frase che mi fece trasecolare: “O andate in paradiso insieme o nessuno dei due andrà”. Come, se io mi comporto bene, se faccio tutto il possibile per una vita buona e la mia sposa invece si comporta male, devo subirne anche io le conseguenze? Che giustizia è? La prospettiva è da ribaltare. Il concetto è che la mia priorità deve diventare la santità della mia sposa. Devo far di tutto per aiutarla a santificarsi.  Questo non toglie le buone azioni, il bene e i sacrifici che ogni persona offre nella sua vita, ma, per la bontà di Cristo e per la grandezza redentiva del sacramento, esse hanno un influsso positivo anche sul coniuge. Come non pensare a tutte quelle persone abbandonate, le quali offrono la loro sofferenza e solitudine a Dio anche per la salvezza di chi le ha fatto del male. Mi viene in mente Anna, una giovane donna siciliana. Lei ha scelto la fedeltà con il marito che, invece, vive con un’altra donna. Anna mi scrisse in un messaggio: “E’ difficile una vita senza mio marito, non posso pensare ad una eternità senza di lui” Questo è il senso più profondo del legame coniugale cristiano.

La nostra unità sacramentale, fusa dal fuoco consacratorio dello Spirito, diventa immagine e profezia dell’amore di Dio in sé e di Gesù per la  sua Chiesa. Gesù sposo della Chiesa, sua sposa. Il matrimonio rimanda alla nuova ed eterna alleanza come questa rimanda ad un patto coniugale. L’amore fedele di Cristo per la sua Chiesa diviene nostro esempio e noi dovremmo saper mostrare qualcosa di quell’amore al mondo, anche se soltanto in una pallida immagine.

Antonio e Luisa

Prima puntata La legge morale naturale 

Seconda puntata Chi sono? Perchè vivo?

Terza puntata Io personale, spirito e corpo.

Quarta puntata Anima e corpo: un equilibrio importante

Quinta puntata Matrimonio naturale e matrimonio sociale

Sesta puntata Le esigenze del cuore si realizzano nel matrimonio naturale

Settima puntata Un dono totale!

Ottava puntata L’intimità degli sposi nell’ecologia umana

Nona puntata La liturgia dell’intimità alla luce del Cantico dei Cantici

Decima puntata Preliminari: tempo per entrare in comunione

Undicesima puntata. Un piacere che diventa, forza, vita e amore

Dodicesima Puntata Sposi ministri di un sacramento

Sposi: ministri di un sacramento! (12 puntata corso famiglie Gaver 2017)

Ora, e solo ora, dopo aver approfondito l’amore, il matrimonio naturale e l’amplesso fisico, dopo dieci puntate già pubblicate, abbiamo messo le basi per poter introdurre il sacramento del matrimonio. Partiamo da un concetto basilare, anche solo come ripasso: cosa è un sacramento? Il sacramento sono gesti, parole e azioni scelti da Cristo per trasmettere a noi uomini i doni del suo amore salvifico, redentivo e misericordioso. Sono doni che ci rendono creature nuove, che ci rendono capaci di vivere come figli di Dio. Il sacramento indica una realtà invisibile sì, ma una realtà operante. Il primo dono fondamentale di ogni sacramento è lo Spirito Santo, da cui poi scaturisce ogni dono particolare e peculiare di ogni sacramento. I gesti, le parole e le azioni che costituiscono un sacramento sono sempre compiute da Cristo attraverso persone che sono abilitate a questo scopo. Normalmente è un sacerdote,  nel matrimonio sono gli sposi stessi. Come gli sposi? Sì, sono proprio gli sposi che in virtù del sacerdozio comune (dono del battesimo) possono donarsi l’uno all’altra. Lo sposo si dona ed è Cristo che lo dona alla sposa e viceversa. Il sacerdote è solo un testimone. Gli sposi sono ministri, sono offerenti e al tempo stesso offerta. Gli sposi sono coloro che celebrano, ma anche la realtà del sacramento che, attraverso il dono, rende gli sposi stessi nuovi, trasformati e perfezionati nel loro amore, nella loro capacità di essere, di vivere, di donare e di accogliere l’amore.

Il matrimonio naturale, il patto naturale degli sposi, il dono esclusivo, totale e per sempre, realizzato in Cristo e per Cristo, diventa sacramento. Questa verità ci apre a una grandezza e a una bellezza incredibile, di cui spesso non siamo neanche consapevoli, ma nel proseguo vedremo di approfondire.

Sposarsi in Cristo modifica l’amore coniugale, non nelle sue caratteristiche naturali, che vengono al contrario consolidate e perfezionate (i 5 pilastri approfonditi nel matrimonio naturale), ma nella sua struttura esistenziale. Cosa significa? Siamo abilitati da Cristo in virtù del nostro battesimo e della consacrazione sponsale ad essere segno, immagine dell’amore di Dio, diventiamo profeti dell’amore. Siamo mezzo di salvezza, in primis l’uno per l’altra, ma anche per i nostri figli e per le persone che ci stanno vicine.

Il rito del sacramento, come già anticipato, si basa sul patto naturale, quindi è costituito da due fasi. Lo scambio del consenso: Io Antonio accolgo te Luisa e con la Grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre……

Il patto naturale, con cui esprimiamo la volontà di essere uno e per sempre,  si arricchisce della forza di Cristo, della Grazia, dello Spirito Santo, non è più un patto tra due persone, ma tra tre. Ribadiamo e sottolineiamo che il matrimonio non è concluso e non è efficace solo con il consenso dei cuori e la dichiarazione di volontà, ma serve l’unione dei corpi che sigilla e rende efficace il sacramento. Ogni rapporto sessuale è la riattualizzazione del primo (quello che ha instaurato il matrimonio), è il tramite che ci permette di accogliere lo Spirito Santo effuso con il sacramento. Con il primo rapporto ecologicamente svolto (in vagina e senza barriere fisiche come il preservativo), l’unione dei corpi (il dono del seme della vita e l’accoglimento dello stesso) unisce indissolubilmente i cuori dei due sposi che da quel momento ameranno Dio con un cuore solo. Con il primo rapporto i cuori degli sposi saranno riempiti dei doni di nozze di Dio.

Le parole e i gesti che costituiscono il sacramento del matrimonio non sono solo quelli che si svolgono durante il rito del matrimonio in chiesa davanti al sacerdote, ai testimoni e agli invitati, ma anche quelli che si celebrano nell’intimità del talamo nuziale. Gesti sacri e che aprono alla forza di Dio in noi. Ecco perchè abbiamo dedicato ben 4 puntate alla liturgia dell’amplesso fisico, perchè di vera e propria liturgia sacra si tratta e come si può dissacrare una Messa così si può dissacrare una riattualizzazione del sacramento tra due sposi. Ecco perchè è importante prepararla bene, non rispettare l’ecologia dell’amplesso fisico significa compiere un sacrilegio a Dio.

Capite quanto si sbaglia  a vedere e vivere l’intimità sessuale come qualcosa di sporco?

Alla luce di quanto abbiamo detto fino ad ora, per mostrare che non siamo sognatori che si inventano realtà che non esistono6 e che le nostre convinzioni ed insegnamenti si reggono sulla forza e verità del magistero della Chiesa, cito il n 75 di Amoris Laetitia, dove Papa Francesco esprime sinteticamente tutto quello che abbiamo approfondito:

Secondo la tradizione latina della Chiesa, nel sacramento del matrimonio i ministri sono l’uomo e la donna che si sposano,[70] i quali, manifestando il loro mutuo consenso ed esprimendolo nel reciproco dono corporale, ricevono un grande dono. Il loro consenso e l’unione dei corpi sono gli strumenti dell’azione divina che li rende una sola carne. Nel Battesimo è stata consacrata la loro capacità di unirsi in matrimonio come ministri del Signore per rispondere alla chiamata di Dio.

Cito Papa Francesco perchè Amoris Laetitia è l’utima riflessione di un cammino iniziato con il concilio vaticano II. Papa Francesco è il primo pontefice che scrive nero su bianco e chiaramente che l’unione dei corpi è parte del sacramento. Non qualcosa di necessario che avviene dopo, ma parte integrante e fondante del sacramento. Ci sono voluti quasi sessant’anni, ma ci siamo arrivati. Giovanni Paolo II lo ha accennato e fatto intuire, ma non lo ha mai scritto così chiaramente.

Cosa importantissima da dire è che il matrimonio sacramento perdura nel tempo, non si esaurisce mai, fino alla morte di uno dei due sposi. E’ un sacramento perenne. Gli sposi sono sacramento perenne, nel loro amore è ospitata la presenza costante di Cristo vivo e reale. Cristo non abita nello sposo, non abita nella sposa, ma abita il noi dei due. L’amore degli sposi diventa sacer.  La loro vita diventa sacramento perenne e presenza costante di Cristo nel mondo e nella storia. C’è la presenza autentica e reale di Cristo nel nostro matrimonio, lui opera in noi, con noi e attraverso di noi, per mezzo del suo Spirito. Vivere bene il nostro matrimonio significa offrire un culto gradito a Dio, significa fare un sacrificio a Dio. Vivere bene il nostro matrimonio è la prima cosa che Dio ci chiede e si aspetta da noi, tutto il resto viene dopo. Servizi, parrocchia, gruppi di preghiera e tutte queste belle attività vengono dopo. Se dedicarsi a queste attività significa trascurare il matrimonio, stiamo sbagliando completamente.

Proseguiremo la prossima  puntata con i doni che Dio abbondantemente effonde nei nostri cuori per il sacramento del matrimonio.

Antonio e Luisa

Prima puntata La legge morale naturale 

Seconda puntata Chi sono? Perchè vivo?

Terza puntata Io personale, spirito e corpo.

Quarta puntata Anima e corpo: un equilibrio importante

Quinta puntata Matrimonio naturale e matrimonio sociale

Sesta puntata Le esigenze del cuore si realizzano nel matrimonio naturale

Settima puntata Un dono totale!

Ottava puntata L’intimità degli sposi nell’ecologia umana

Nona puntata La liturgia dell’intimità alla luce del Cantico dei Cantici

Decima puntata Preliminari: tempo per entrare in comunione

Undicesima puntata. Un piacere che diventa, forza, vita e amore

L’intimità degli sposi nell’ecologia umana. (8° puntata corso famiglie Gaver 2017)

Dopo aver approfondito il matrimonio naturale, le caratteristiche che esige e come si concretizza, ci soffermiamo ora sull’intimità fisica. Abbiamo detto che il primo rapporto fisico dopo il consenso del rito è necessario per sigillare e rendere valido il patto nuziale naturale.  Questo tema così delicato quanto importante è stato affidato ad Emanuele e Luisa. Luisa è medico ginecologo e si occupa anche di interventi formativi per quanto riguarda l’ambito sessuale nelle scuole. Il rapporto intimo tra gli sposi è un gesto molto importante all’interno della coppia e, se ben vissuto, può ravvivare e rinnovare la relazione e l’amore sponsale. Rinnovamento che è concretamente efficace sia nella dimensione umana, che abbiamo visto fino ad ora, sia in quella sacramentale e divina, che vedremo successivamente quando affronteremo il sacramento.  L’intimità sessuale, vissuta nella sua pienezza umana e nella verità del significato che il gesto incarna, è la più grande manifestazione dell’amore sensibile tra gli sposi. Nel contempo è occasione privilegiata per far crescere l’amore tra di loro.  Per tutti quindi, siano credenti o no, è importante comprendere l’ecologia del sesso in tutta la sua bellezza, comprenderne la sua armonia naturale e come va autenticamente esercitato. Da come viviamo bene e in modo ecologico la nostra intimità sessuale dipende buona parte della nostra felicità di sposi e di conseguenza la riuscita della nostra relazione e la pace in famiglia. Se saremo sposi felici, saremo genitori amorevoli, forti e concordi. Come sposi cristiani è bene mettere subito in chiaro che la nostra santità coniugale passa anche attraverso la nostra vita sessuale. Esercitare l’intimità coniugale non è qualcosa di sporco e peccaminoso, ma è via per la santità e modalità per prepararci insieme alle nozzze eterne con Cristo. La realizzazione sempre più perfetta del rapporto sessuale implica:

  1. una conoscenza adeguata della fisiologia e antropologia umana, in particolare delle parti coinvolte nell’atto, e del dinamismo ecologico che si deve mettere in pratica;
  2. una coscienza sempre più profonda della sua valenza sacramentale, fonte di Grazia e di effusione di Spirito Santo. Il rapporto sessuale nel matrimonio è un gesto sacro, voluto dal Creatore;
  3. un impegno costante e continuo degli sposi di crescere nell’amore reciproco, inserendo l’amplesso fisico in un contesto di tenerezza e di cura l’uno dell’altra da vivere nella quotidianità della vita insieme.

Ora ci focalizzeremo sul primo punto, il quale è importantissimo, per riacquistare o comprendere per la prima volta la  bellezza e la dignità del gesto unitivo, riscattandolo da ogni morbosità, banalizzazione o volgarità pornografica. Probabilmente molti hanno imparato quello che  sanno sull’amplesso fisico dalla pornografia che inquina e distrugge l’ecologia del gesto, privandolo della sua bellezza, del suo significato e anche del suo corretto modo di essere vissuto.

Ora andremo a compiere un’opera di disinquinamento, necessaria più che mai ai nostri giorni, dove abbondano persone che sono convinte di sapere tutto ed in realtà non sanno che falsità e bugie, generando così distorsioni, dolore e sofferenze fisiche e morali. Il primo rapporto sessuale instaura sia il matrimonio naturale sia  il matrimonio sacramento, cosicchè ogni altro amplesso diventa rinnovazione e riattualizzazione di quel primo rapporto. Come ogni sacramento ha una liturgia da seguire. Sembra strano, ma è così. Liturgia che rispecchia perfettamente la dinamica di un rapporto ecologico autentico e pieno.

Vedremo nella prossima puntata di approfondire le tre parti della liturgia dell’atto: preliminari, amplesso e assimilazione della gioia.

Antonio e Luisa (dall’insegnamento di Emanuele e Luisa Bocchi)

Prima puntata La legge morale naturale 

Seconda puntata Chi sono? Perchè vivo?

Terza puntata Io personale, spirito e corpo.

Quarta puntata Anima e corpo: un equilibrio importante

Quinta puntata Matrimonio naturale e matrimonio sociale

Sesta puntata Le esigenze del cuore si realizzano nel matrimonio naturale

Settima puntata Un dono totale!

 

Ho portato la croce, come Lui.

Amoris Laetitia, l’esortazione apostolica di Papa Francesco è uscita ormai da un anno. Era il mese di aprile del 2016 quando è stata resa pubblica. Il risultato di due sinodi sulla famiglia, un vero dono per il nostro tempo e bussola di navigazione per le famiglie cristiane.  Sebbene Papa Francesco abbia più volte ribadito che non è il documento che autorizza i divorziati risposati a riaccostarsi all’Eucarestia (anche se apre alla valutazione caso per caso) i media ne hanno fatto il centro di tutto il documento. Cori di approvazione e di gioia si sono alzati dalla società civile e politica, perché finalmente la Chiesa ha cancellato questa discriminazione insopportabile, questo retaggio di una morale stantia e non al passo con i tempi. D’altronde oggi tutto è fluido, il lavoro, la casa, gli interessi e anche la famiglia non fa eccezione. Il divorzio breve, da poco approvato anche in Italia è la prova che lo stato non ha interessa a mantenere stabilità ma piuttosto ad accontentare questa schizofrenia globale. Sembra tutto bello, basta lacci e catene. L’amore finalmente può essere libero di guidare la nostra vita e il cuore può divenire la nostra bussola. Ma, se vai oltre le statistiche e le leggi, e incontri e conosci le persone che vivono tutto questo disastro, trovi tanta povertà, insoddisfazione e sofferenza. Ferite aperte che si continuano a curare con medicine sbagliate. Non va tutto bene. Mi viene un’immagine forte. E’ come se gli uomini come Adamo ed Eva avessero mangiato dell’albero del bene e del male e si fossero scoperti nudi, si fossero scoperti fragili e incompleti. Come se volessero continuare a ritrovare la pienezza dell’origine, restare nellEden, nascondendosi da Dio. Una continua ricerca del paradiso perduto che però sbaglia il bersaglio e non può che comportare ulteriore sofferenza e dolore.

Ho trovato invece pace, consapevolezza e speranza, seppur vissute nella sofferenza dell’abbandono, proprio in quelle persone che hanno subito la separazione, hanno visto colui o colei che ha promesso di amarle per sempre calpestare quella promessa senza vergogna. Ne ho incontrata una. Si tratta di una giovane donna che non avrebbe difficoltà a trovare una nuova famiglia. Ma è quello che vuole?

Provo a capirlo con lei, ponendole alcune domande. Lei è siciliana e la chiameremo Giusy visto che vuole restare anonima.

Giusy, raccontaci brevemente della tua storia con lui. Del matrimonio.

La nostra è una storia pulita nata tra due ventenni, cresciuti insieme nel rispetto e sulla fiducia reciproca. Complici e rispettosi l’uno delle idee e dei valori dell’altro, dopo anni di fidanzamento abbiamo deciso di sposarci ma la vita è stata caina con noi, quello che sarebbe dovuto essere il periodo più felice della nostra vita, è stato caratterizzato da lutti che evidentemente, piuttosto che avvicinarci, ci hanno allontanato. Probabilmente il dolore ci aveva cambiati e mentre io chiedevo del tempo per guarire…lui si sentiva sempre più solo…lui gridava il suo bisogno d’amore…io presa dal mio dolore non ho capito.

Quando lui se ne è andato come ti sei sentita? Quale è stata la tua prima reazione?

Ero incredula, non pensavo che sarebbe potuto accadere a noi due, che quei ragazzi pieni aspettative, di vita e d’amore si fossero persi per davvero. Pensavo che tutto si sarebbe risolto, che fosse preso dalla rabbia, dalla delusione e invece, aveva tutto chiaro, come mi disse un prete, nessun uomo lascia la propria moglie per tornare dalla madre…c’era già l’altra, ed io non mi ero accorta di nulla.

Quanto è stato importante per te credere nel sacramento del matrimonio nonostante tutto?

I lutti precedenti avevano fatto si che mi allontanassi da Dio…la separazione mi ha riportato a Lui e messa da parte la fede nuziale (che ahimè, a malincuore ho dovuto sfilare dal dito), ho ritrovato la fede in Dio, quelle parole pronunciate sull’altare, nella buona e nella cattiva sorte, in salute e in malattia, mi rimbombano nella mente…ho scoperto cosa significa vivere nella cattiva sorte, l’ho promesso a Dio che ci sarei stata…e non me la sento di venir meno alle mie promesse.

La tua fede in questi anni di prova come è cambiata? E’ maturata?

La mia fede è cresciuta, in Dio trovo la forza per affrontare i momenti bui di cui è piena la mia vita. Dicono che la separazione sia un lutto a tutti gli effetti, io di lutti gravi ne ho vissuti nella mia vita e posso smentire questa affermazione…un lutto lo elabori, trovi la pace perchè ad un certo punto accetti che chi non c’è più è tra le braccia di Dio, una separazione no…è molto più laboriosa, chi non c’è più, chi ti ha abbandonato, ferito, rinnegato, umiliato, diffamato lo ha fatto perchè ha deciso di farlo, perchè non ha saputo dir di no al peccato, perchè preso dalla sua debolezza, non ha saputo dir di no al male.

Come hai fatto a trovare la forza per perdonare tuo marito?

Perdonare? è un parolone…non credo di odiare chi mi ha fatto del male, ho molta rabbia, sono profondamente delusa perchè, chi mi avrebbe dovuto difendere, in realtà mi ha ucciso…e lo ha fatto con le parole, con le umiliazioni, rinnegando quel noi che Dio aveva sigillato. Sto lavorando sul perdono, più che altro, provo profonda pena nei confronti di chi, non ha capito cosa è il vero amore, nei confronti di chi, è andato via venendo meno alle sue promesse, solo per del sesso. Prego continuamente per la conversione di questo uomo e seppur con difficoltà, cerco di pregare per lei, affinchè riconosca che quello non è il suo ruolo, vada via, lasciando in pace la mia famiglia, restituendomi la mia casa

Perché pensi che non sia possibile per te stare con un altro uomo?

Provo amore per il mio “carnefice”, non riesco neanche ad immaginarmi con un altro uomo, chiedo a Dio discernimento, di aiutarmi a capire, non credo ci saranno altri uomini dopo lui, ho tolto la fede al dito, ma io sento che quel legame va al di là della presenza fisica…c’è un filo sottile che ci unisce, il sigillo di Dio sento non spezzerà mai ciò che è stato.

Cosa ti senti di dire a chi come te non vuole mollare e crede ancora nel suo sacramento nonostante tutti, amici, colleghi e parenti non capiscono questa scelta?

Credo fermamente che chi non si trovi in una situazione simile, non possa capire. Non è facile seguire la croce e non sono nessuno per dire alla gente ciò che è giusto e ciò che non lo è, sento però di dire che, chi sente di dover seguire gli insegnamenti di Dio, chi si sente fedele nonostante l’infedeltà del proprio coniuge, non stia ad ascoltare nessuno se non il proprio cuore. Siamo saliti in croce con Gesù Cristo, in realtà mi sento onorata di poter dire, anche io, in minima parte, ho portato la croce, come Lui.

Le persone come Giusy sono una pietra d’inciampo. Meglio ignorarle o considerarle delle sfigate. Dicono alla nostra povera società malata ed individualista che si può essere fedeli a una promessa fatta a una persona, senza porre condizioni. Dicono alla nostra società che l’amore non è solo un cuore che batte ma anche sofferenza e forza di volontà. Dicono alla nostra società che Gesù non è morto invano, che ci si può fidare di Lui e che dopotutto quella croce è sempre meglio della incapacità di rispondere alla vocazione all’amore che ognuno di noi ha. Quelle persone, che portano la croce come Gesù,  che mostrano al mondo che la fedeltà nella sofferenza non solo è possibile, con la grazia di Dio, ma può incredibilmente donare pace e senso. Queste persone sono esempio e fonte di meraviglia e speranza per tutto il popolo di Dio

Antonio e Luisa

Il matrimonio e la famiglia nell’ordine della Grazia!

Questa riflessione non è nostra, l’abbiamo trovata in rete. Esprime in modo chiaro e conciso una realtà molto complessa.

Considerando le motivazioni più strettamente teologiche, il matrimonio è uno dei sette sacramenti della nuova alleanza. Che cosa si intende per sacramento? Come avviene per ogni persona così la chiesa ritiene fondamentale che alcuni avvenimenti vengano ricordati. Questo trova la sua motivazione nel fatto che come un avvenimento può aver inciso in modo radicale nella vita di un individuo, così per il popolo di Dio alcuni avvenimenti hanno determinato delle conseguenze estremamente rilevanti. Il fatto centrale, unico e fondamentale nella vicenda della nostra salvezza è la morte e resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo. Quale significato assume per ciascuno di noi? Ogni persona è destinata a vivere lo stesso mistero di morte e resurrezione del Nostro salvatore. Gesù ha assunto la nostra natura divenendo così non solo solidale con il genere umano, ma raggiungendo un obiettivo ancora più importante: liberare ciascuno dal peccato, cambiare la condizione decaduta degli uomini, reintrodurre l’umanità nell’alleanza con il Padre. Nel sacrificio della croce la nostra carne di peccato muore e si realizza la nuova dimensione di resurrezione. La morte è sconfitta per sempre e l’uomo è salvato. Egli è chiamato a rispondere decidendo se accogliere il dono. È necessario, per poter dare tale risposta, che l’uomo possa conoscere più in profondità ciò che Dio ha realizzato per la sua salvezza. I sacramenti sono il dono di Dio attraverso il quale ogni individuo può fare esperienza dell’azione santificante della grazia. Chiarita la natura dei sacramenti e il loro ruolo fondamentale, è importante cogliere come il matrimonio si inserisca e quale valore assume. Per gli sposi il matrimonio diventa lo spazio in cui essi possono inserire la loro vita coniugale nel mistero pasquale di passione, morte e resurrezione di Gesù. Nel sacrificio della croce il Signore ha manifestato fino a che punto sia immenso l’amore di Dio per l’uomo. Non esiste amore più grande di questo. Cristo rende partecipi i coniugi di questo amore. Non solo: li rende capaci di amare allo stesso modo. Questo non vuol dire che il matrimonio consiste in uno sforzo continuo che le due persone devono attuare per raggiungere la perfezione dell’amore, poiché umanamente questo risulta impossibile; vivere cristianamente il matrimonio significa invece porre la relazione con il coniuge in un’ottica di apertura dove più che lo sforzo è importante accogliere il dono di Dio. È il Signore infatti che rende gli sposi capaci di amare. Il desiderio degli sposi di essere un corpo solo e un’anima sola trova la sua pienezza nella totalità del dono di sé sia a livello spirituale che fisico .

Sr. Alessia Farronato pssf

Il matrimonio è meraviglioso: diciamolo

Sono arrabbiato e deluso. Il matrimonio è ormai da tempo sotto attacco. E’ considerato un istituto vetusto che odora di naftalina. Un istituto che non rappresenta più le esigenze della nostra società, sempre più libera ed emancipata. Non è più tempo di legarsi per la vita. Oggi è il tempo del fluido. Siamo sempre più fluidi, siamo fluidi nel lavoro, siamo fluidi nelle relazioni, siamo fluidi anche nella nostra identità di uomo e di donna. Ci vogliono far credere che per essere felici non bisogna accontentarsi mai, bisogna sempre cercare qualcosa di più, qualcosa che possa riaccendere la passione e le emozioni. Lo stato non fa nulla per evitare tutto ciò e si comporta come una madre stolta, che incapace di educare il proprio figlio lo vizia saziandolo dei suoi capricci e pulsioni ma rendendolo così debole ed infelice. Delibera il divorzio sempre più breve perchè si possa tornare liberi (come se bastasse per cancellare le ferite),  ma senza offrire nulla per cercare di recuperare una relazione in crisi. Delibera il matrimonio gay perchè nessuno si senta escluso, ma non fa nulla per quelle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese. Ti offre l’aborto libero, anonimo  e gratuito ma non si impegna ad aiutare quelle mamme che non sanno come fare per gestire una gravidanza non attesa.  Ma non mi aspetto molto dal mio governo perchè ha dimostrato di non agire per il bene comune ma solo spinto da motivazioni ideologiche ed economiche. La delusione più grande è venuta da parte della Chiesa. Fortunatamente non dal Papa che è un dono del cielo per questi tempi, ma tanti vescovi e sacerdoti  si sono dimostrati miopi e ignoranti. Mi spiace doverlo dire, ma è così. Non si può commettere un errore tanto banale quanto dannoso come disprezzare il matrimonio cristiano. Non si può, in nome della misericordia, cancellare il profondo significato di un sacramento che mostra Dio in un uomo e una donna uniti in modo indissolubile dalla Grazia. Come se a rendere tutti poveri chi lo è si potesse sentire meglio. Non si può. Se si riduce tutto a una relazione tra un uomo e una donna con un vago coinvolgimento di Dio come si fa a rendere il matrimonio affascinante? Perchè un ragazzo di oggi dovrebbe accettare di giocare tutto di sè, dovrebbe accettare di impegnarsi per la vita con un’altra persona, se non gli si prospetta qualcosa di grande, per cui valga la pena spendersi?  Oggi manca proprio questo: la grandezza e la bellezza. Quanti si accontentano di relazioni precarie, di relazioni condizionate, di relazioni senza orizzonte, senza una meta. Quanti si accontentano di relazioni in cui si è sempre sotto esame, dove magari si deve fingere di volere ciò che l’altro/a vuole, dove non si è liberi di essere ciò che si è ma solo quello che l’altro si aspetta per paura di perderlo. Quanti si accontentano di relazioni basate sull’egoismo dove si diventa strumento di piacere emotivo, affettivo e sessuale per l’altro/a. Almeno la Chiesa non perda la forza di dire sempre che si può amare in modo diverso, che si può amare veramente e pienamente e che per la coppia questo si può fare nel matrimonio. Matrimonio sacramento di Dio, anzi aggiungo sacramento perenne di Dio. Diciamolo che è perenne!!! Scommetto che non sapete neppure cosa significa. I sacramenti perenni sono solo due: l’Eucarestia e il Matrimonio. In tutti gli altri c’è presenza reale di Cristo durante il rito ma poi terminato ne permangono solo gli effetti della Grazia. Nell’Eucarestia e nel matrimonio non è così. La presenza reale di Cristo non termina mai, finchè non si consuma quel pane e quel vino e finchè gli sposi sono in vita. Non a caso il vescovo di Bergamo Beschi per far capire questa verità ad alcuni giovani sposi si è inginocchiato davanti a loro dicendo che in loro stava adorando Gesù come davanti al Santissimo Sacramento. Così si fa! Solo se si saprà tornare a far comprendere la grandezza e la bellezza di questo sacramento tanto svilito, solo allora il matrimonio tornerà a piacere. Perchè i giovani, molto più di quello che crediamo, sono pronti a spendersi senza risparmio, ma solo se gli si prospetta  un ideale meraviglioso e possibile, che possono ammirare in tante coppie che già lo vivono. Ecco perchè la decisione di qualche giorno fa della diocesi di Milano, di non far festeggiare la festa della famiglia alle coppie con il rinnovo delle promesse, è stata una scelta idiota. La bellezza va mostrata, perchè la fede si trasmette per contagio. Solo facendo ammirare l’amore vissuto di tante coppie felici nonostante tutte le difficoltà che ci sono, potremo sperare di suscitare il desiderio di vivere un amore altrettanto grande ai nostri giovani. In Amoris Laetitia il Papa scrive, tra le altre cose, che per contrastare la crisi odierna servono non solo sacerdoti preparati che sappiano accompagnare e spiegare, ma soprattutto coppie che sappiano parlare ai giovani con la loro testimonianza di vita. Questa estate Luisa ed io ci siamo, per l’ennesima volta, rinnovato le promesse matrimoniali. I nostri figli erano lì accanto a noi, come frutto visibile e concreto del nostro amore. Erano più emozionati di noi e sono sicuro che, non tanto quello che ci siamo detti, ma i nostri sguardi, la nostra emozione, anche le nostre lacrime hanno lasciato in loro questa certezza che l’amore è una cosa grande. Sono sicuro che l’insegnamento più grande che siamo riusciti a trasmettere loro, è l’amore che ci siamo donati,  come io ho amato la loro mamma e come la loro mamma ha amato me. Quando saranno più grandi, e il mondo gli offrirà una vita da mendicanti d’amore, spero e confido che avranno la consapevolezza di non svendersi, di volere di più, perchè l’amore vero, quello di Cristo, non è fantascienza ma è qualcosa che hanno sperimentato nella loro casa.

Antonio e Luisa.

Famiglia ritrova la tua ricchezza!

Questa rivelazione raggiunge la sua pienezza definitiva nel dono d’amore che il Verbo di Dio fa all’umanità assumendo la natura umana, e nel sacrificio che Gesù Cristo fa di se stesso sulla Croce per la sua Sposa, la Chiesa. In questo sacrificio si svela interamente quel disegno che Dio ha impresso nell’umanità dell’uomo e della donna, fin dalla loro creazione (cfr. Ef 5,32s); il matrimonio dei battezzati diviene così il simbolo reale della nuova ed eterna Alleanza, sancita nel sangue di Cristo. Lo Spirito, che il Signore effonde, dona il cuore nuovo e rende l’uomo e la donna capaci di amarsi, come Cristo ci ha amati. L’amore coniugale raggiunge quella pienezza a cui è interiormente ordinato, la carità coniugale, che è il modo proprio e specifico con cui gli sposi partecipano e sono chiamati a vivere la carità stessa di Cristo che si dona sulla Croce.

Questo è un passaggio di Familiaris Consortio, in particolare il punto 13. Mi piace leggere e approfondire questo documento della Chiesa. In Familiaris Consortio, come in uno splendido dipinto, San Giovanni Paolo II rappresenta mirabilmente la bellezza e grandezza del sacramento del matrimonio. Tutto il documento è interessante ma vi sono alcuni pensieri che sono di un fascino meraviglioso.  In queste 10 righe che ho deciso di condividere c’è racchiusa la sostanza del matrimonio. C’è la conferma che il matrimonio è così grande ma anche così sconosciuto. Quanti leggendo queste righe ne capiscano il senso? Quanti hanno davvero letto questo documento e queste righe? Penso molto pochi. Giovanni Paolo II non nega che il matrimonio sia in crisi, che la persona umana come tale sia smarrita. Nel suo tempo e ancor di più nel nostro. Divisioni, egoismo, incapacità, corruzione del corpo e dello spirito sono un carico pesante ma che appare sempre più normale e quasi naturale. I matrimoni felici che durano sono una realtà per pochi, per quei pochi che sono fortunati e riescono a trovare un’alchimia che permette loro di mantenere in equilibrio la loro relazione. Giovanni Paolo II dice, anzi scrive, perchè resti indelebile, che non è così. Che il matrimonio è un dono di Dio immenso.  C’è proprio scritto, leggetelo e rileggetelo, che la rivelazione del matrimonio più vera e il sacrificio di Cristo per tutti noi,  per la sua Chiesa. Un amore così grande da morire per far vivere l’amato, prendere su di sè tutto il male per liberare l’amato. San Giovanni Paolo II ci dice che noi siamo fatti per amare così. Il matrimonio ci abilità ad amare così. Perchè Gesù prima con il battesimo e poi con il matrimonio ci lava dal peccato originale. Il peccato originale è come un virus informatico. Un virus che sconvolge tutto l’ordine dei dati del nostro pc. Il nostro pc non fa più ciò per cui è stato progettato e prodotto ma fa ciò che il virus gli dice. Gli crea un disordine, o meglio un nuovo ordine. Così il male agisce in noi. Gesù è il nostro antivirus che riporta l’ordine originario, rimette insieme i pezzi, i file e corregge gli errori. E così noi torniamo capaci di fare ciò per cui siamo stati creati, per amare in verità, totalità e indissolubilità. Ciò non toglie la fatica, gli errori, le cadute ma Karol ci rassicura. Non temete lo Spirito Santo se troverà in voi cuori aperti non vi farà mancare il sostegno per rialzarvi e per ricominciare.

Gli sposi cristiani sono come un ricco avaro. Hanno ricchezze in abbondanza ma vivono come straccioni. Spesso non sanno neppure di essere ricchi e si accontentano delle briciole vivendo una relazione spenta e triste. Dio non vuole questo. Dio ci ha dato tutto per essere risplendenti di Lui e della Sua Grazia.

Antonio e Luisa

Perdonati e amati.

E’ da qualche anno che io e Luisa abbiamo deciso almeno a Natale e Pasqua di partecipare alla liturgia penitenziale organizzata dalla nostra parrocchia. Lasciamo i bambini a casa con la nonna mentre restiamo soli nella nostra intimità di coppia per presentarci davanti a Gesù, insieme, come fossimo uno, come Lui ci vede. E’ un momento molto bello e che ci unisce tantissimo. Chiesa semivuota, pochissima gente (purtroppo) luci che brillano nella penombra e la luce più luminosa, Cristo Eucarestia che ci guarda dall’altare. Cristo che è lì sull’altare ma che è anche tra di noi, nel nostro amore, da quando il giorno delle nozze abbiamo preparato la tenda e Lui è venuto ad abitarla per sempre. Gesù sull’altare ma non come qualcuno che ci giudica ma con lo sguardo del padre misericordioso, di qualcuno che ci conosce bene e tifa per noi. Con lo sguardo di chi è commosso e felice di vederci lì, insieme con le nostre povertà e le nostre miserie. Commosso di vedere che siamo andati lì da Lui e Lui ci accoglie nel suo abbraccio. Lui che conosce tutto di noi, i nostri peccati, le nostre debolezze ma anche il nostro desiderio di una vita alla Sua presenza e spesa l’uno per l’altra. E’ bellissimo questo momento di coppia che si apre all’Eterno e all’Amore. Noi che ci teniamo per mano senza parlare, davanti a quella presenza che ci libera. Liberi di non aver paura, liberi di accoglierci, liberi di capire che siamo molto più dei nostri errori, liberi soprattutto di perdonarci nella nostra imperfezione perché forti dell’Amore che Lui ci offre per primo. Capaci di amarci perché amati, capaci di perdonarci perché perdonati Siamo pronti, uno dopo l’altra ci accostiamo al sacerdote e chiediamo perdono, chiediamo perdono a Dio per poter ricominciare. Un ultimo momento con l’Eucarestia, con il cuore pieno di gratitudine, e via si rientra nel mondo, consapevoli che Gesù ha scelto di abitare la nostra relazione con il sacramento del matrimonio e noi non abbiamo nessuna intenzione di mandarlo via.

Antonio e Luisa

Il matrimonio è un amore redento.

Cos’è il matrimonio? Il matrimonio è sacramento di Dio. Attraverso il matrimonio Gesù compie la sua opera di redenzione nella nostra vita. Attraverso il matrimonio Dio ci salva. Spesso sentiamo parlare delle origini. Le origini dove nell’Eden Adamo ed Eva vivevano una relazione perfetta, vivevano in modo perfetto l’amore. Il matrimonio è esattamente questo. Nel matrimonio Dio, Gesù, entra nella nostra relazione e la redime, attraverso i suoi doni e la Sua Santa presenza ci rende capaci di amare come era nelle origini. Dopo il peccato originale il Signore disse ad Eva: “Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà». Sembra che il Signore punisca i nostri progenitori, ma il senso è un altro. Dio lo dice dispiaciuto. Accetta la loro scelta conoscendo le sofferenze a cui andranno incontro. Significa che l’uomo e la donna, disobbedendo a Dio, hanno perso la capacità di amare in pienezza. Il peccato è entrato nella loro relazione. Egoismo, lussuria, possesso sono tutti macigni che appesantiscono il loro è il nostro cuore. Il matrimonio sacramento lava tutto questo. Ciò non significa che il matrimonio sia una magia, che tutto andrà bene e che Gesù farà tutto. Gesù chiede la nostra collaborazione. La Grazia di Dio ci garantisce, questa è una certezza, che qualsiasi difficoltà, dolore, sofferenza potremo incontrare nella nostra vita, se avremo vissuto la nostra unione alla presenza di Gesù, con lo stile di Gesù, con tutto il nostro impegno, la nostra tenerezza, la misericordia e con tutta la volontà di farci dono, se avremo fatto tutto questo, la Grazia di Dio ci darà tutto ciò che ci serve per superare ogni difficoltà, anche quelle che apparentemente sembrano impossibili da affrontare. Nel matrimonio Gesù ci salva, rinnova la nostra relazione e redime il nostro amore. E sarà davvero possibile come nel Cantico dei Cantici poter dire: ” Io sono per il mio diletto e il mio diletto è per me”, perchè il peccato e sconfitto, la morte non è la fine e anche se noi non siamo perfetti e sbagliamo più e più volte, saremo sempre capaci di rialzarci per amarci, desiderarci e donarci sempre di più, perchè l’errore non sarà più causa di divisione, ma avrà la dolcezza della misericordia e il balsamo del perdono.

Antonio e Luisa

La fiamma dell’amore di Dio

Cosa è un sacramento? Cosa significa che due sposi sono immagine dell’amore di Dio. Immagine presente nella loro relazione d’amore sponsale. Vi porto un esempio di due cari amici. Giancarlo e Maria (che se leggono saluto caramente). Un sacramento è segno di una realtà altra che però è presente, reale concreta ed efficace.

Prendiamo il sole e prendiamo una candela accesa. La fiamma della candela è segno del sole. Attraverso la fiamma della candela possiamo vedere e capire, anche se molto limitatamente, qualcosa del sole. E’ un segno efficace, perché ne percepiamo la luce e se ci avviciniamo ne sentiamo il calore fino a scottarci.

Il sole è Dio naturalmente e noi sposi siamo la candela accesa. Dio è presente nel nostro amore.  Siamo la fiamma del Signore e chi si avvicina a noi dovrebbe sentire il calore di Dio. Papa Francesco ha espresso questa verità con la sua consueta semplicità ed acutezza:

..gli sposi, in forza del sacramento, vengono investiti di una vera e propria missione, perché possano rendere visibile, a partire dalle cose semplici, ordinarie, l’amore con cui Cristo ama la sua Chiesa.

Siamo consapevoli di essere quella candela?

Antonio e Luisa